Quando si dice il bello della diretta! Anche durante la prima serata del Festival di Sanremo 2026 di martedì 24 febbraio non potevano certo mancare tante piccole e grandi sviste, che però hanno reso lo show senza dubbio più divertente e meno noioso.
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Tra consonanti difficili da pronunciare (la lettera zeta, in particolare) e il ruolo di co-conduttrice e spalla di Carlo Conti, la prima a scivolare (metaforicamente!) è stata Laura Pausini, che all'Ariston ha svelato una incredibile verve comica, che ha impessionato anche il direttore artistico Carlo Conti. E anche lui non si è certo risparmiato in quanto a errori. Facciamo un bel recap.
L'errore di Laura Pausini con il biglietto sbagliato
La prima piccola svista l'ha commessa Laura Pausini. Mentre era impegnata a presentare il successivo big in gara (Dargen d'Amico), la cantante ha commentato: «Un artista dall'ironia tagliente e dai ritmi...». Ma il finale della frase è stato tagliato all'ultimo, sovrastato dalle risate provenienti dalla platea.
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Il motivo? Si è trattato di un "autospoiler" in piena regola. Alle spalle dell'ignara Pausini, Dargen D'Amico era infatti già apparso in cima alle scale, pronto a scendere prima ancora di essere annunciato. «Voglio ridere anche io, che succede?», ha commentato lei, confusa ma anche divertita dal fuoriprogramma. Resosi conto dell'anticipo, Dargen ha tentato una timida ritirata strategica verso le quinte, nonostante fosse già apparso agli occhi del pubblico, pronto ad esibirsi sulle note di "Ai Ai". In un altro momento dello show, la conduttrice doveva fare uno sketch con Can Yaman ripetendo il ritornello di una canzone turca. Tuttavia, a causa di un cartoncino sbagliato, la scena è saltata. E poi la battuta su farfallini e farfalline... Insomma, Laura ha divertito il pubblico (e si è divertita anche lei).
Le gaffe di Carlo Conti
Con una trasmissione così lunga, dopo tutto, è comprensibile che anche i protagonisti assoluti del Festival possano confondersi in qualche occasione, e questo ovviamente è il caso del conduttore e direttore artistico Carlo Conti.
Spinto forse dalla sua ormai proverbiale fretta per non rischiare di sforare con la scaletta, e magari da un po' di tensione, Carlo Conti ha chiamato il brano di Gaia Gozzi "Chiamo io, chiama lui" invece che "Chiamo io, chiami tu"; inoltre verso mezzanotte, ha sbagliato il cognome di Can Yaman, chiamandolo per sbaglio «Can Yamal». Nulla di grave, in ogni caso, anche perché se ne sono accorti in pochi!
Lo scivolone istituzionale
In questa serata è persino apparso un clamoroso refuso sul maxi-schermo, che ha trasformato la parola simbolo della nazione, la "Repubblica" di cui celebriamo gli 80 anni nel 2026, in “Repupplica”. Lo scivolone è avvenuto proprio durante l'ingresso in platea dell'anziana (e simpaticissima!) Gianna Pratesi, 105 anni, accolta da una standing ovation per essere stata una delle prime donne a votare nel giugno del '46.
Il microfono di Tredici Pietro che non funziona
Piccolo inconveniente tecnico anche per Tredici Pietro, che quando ha iniziato a cantare "Uomo che cade" si è purtroppo ritrovato il microfono non funzionante! Poco male: dopo una breve pausa tecnica, l'artista (molto emozionato) ha ripreso da capo l'esibizione.




