Ieri su Sky Tg24 è partito Generazione Sottovoce, una rassegna che parla dei giovani di oggi e dei sogni e delle speranze che si intrecciano quando finisce l'esperienza scolastica e inizia quella, più grande e spaventosa, della vita adulta (il programma è disponibile on demand).
Coproduzione SkyTG24 e Fondazione Cariplo, il programma si compone di sei interviste con realizzate nell’ambito di Azionamenti | Laboratorio di possibilità, un'iniziativa promossa da Fondazione Cariplo (in collaborazione con Cariplo Factory e Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore): i protagonisti delle interviste sono sei ragazzi neodiplomati, pronti a tutto pur di non mollare e realizzare i loro sogni nel cassetto.
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Chi sono i sei protagonisti di Generazione Sottovoce
Generazione Sottovoce racconta le storie di sei ragazzi che, pur avendo sulle spalle background differenti, stanno vivendo tutti la medesima fase della vita. Cè Shweta, 19 anni, cresciuta a Cremona da genitori di origine indiana, che sogna di lavorare nel mondo della moda e lavora in un bar per mantenersi. E poi Dario, 19 anni anche lui, che dopo un diploma come manutentore di veicoli è partito per Milano sognando di lavorare nel settore del design. Matilde, Maela, Gaetano e Matteo sono gli altri protagonisti di questo progetto che mira a raccontare non solo la sete di successo ma anche le ombre che si annidano nel percorso di formazione di milioni di ragazzi quando non sanno che strada prendere o si sentono confusi circa il loro futuro.
Omar Schillaci, vicedirettore vicario di Sky TG24, ha detto in merito al progetto: «Negli ultimi anni, la salute mentale dei giovani è diventata una vera emergenza sociale. Ansia, depressione, attacchi di panico e dropout scolastico, come certificato dall’Oms, colpiscono sempre più adolescenti, spesso in silenzio e senza un adeguato supporto, evidenziando come uno su sette nel mondo soffra di disturbi mentali e i numeri sono in crescita anche in Italia. Il disagio giovanile, dunque, sta assumendo forme sempre più complesse, soprattutto tra i cosiddetti Neet, fra i quali pressioni scolastiche, l’isolamento sociale, il bullismo e l’incertezza sul futuro alimentano un malessere diffuso». Con Generazione Sottovoce l'intenzione è quella di raccontare «storie che possono essere da esempio e promuovere una cultura dell’ascolto e della prevenzione, perché un dolore invisibile non è un dolore inesistente. I giovani hanno bisogno di spazi sicuri, di adulti presenti e di strumenti per affrontare le proprie fragilità. Ignorare questo allarme significa compromettere il futuro di un’intera generazione».













