L'amore crudo, quello disperato, desiderato e poi perduto, l'amore vendicativo, tossico, proibito sono tutte facce della medaglia su cui Elena Ferrante ha inciso L'amica Geniale e i personaggi che gravitano intorno alle protagoniste Lila e Lenù. La quarta stagione, attualmente in onda su Rai 1 ogni lunedì in prima serata (il 9 dicembre andranno in onda le ultime due puntate della serie) sta terminando la sua corsa, raccontando al pubblico i fatti contenuti nel quarto libro della tetralogia, Storia della bambina perduta. Al centro di questi episodi conclusivi che inquadrano l'età adulta e poi matura di Elena Greco (Alba Rohrwacher) e Raffaella Cerullo (Irene Maiorino) campeggiano molte figure maschili, spesso subalterne a quelle delle due protagoniste, meri comprimari che pure impattano, emotivamente e psicologicamente, su entrambe.
C'è Nino Sarratore (Fabrizio Gifuni) così amato da Elena e così odiato dal pubblico, che dopo essere stato smascherato nel pieno dei suoi continui tradimenti («Tutto questo bisogno di donne è forse segno di un'eterosessualità fragile?», gli chiede Lenù pronta a levarselo, finalmente, di torno). C'è Alfonso (Renato De Simone), che nel settimo e poi nell'ottavo episodio lentamente saluta il pubblico nel modo più tragico possibile, vittima di quell'odio transfobico di cui ha pagato ogni colpa pur non avendone alcuna. E poi c'è Enzo Scanno, interpretato nelle prime stagioni da Giovanni Buselli e in quella conclusiva da Pio Stellaccio: in un'intervista rilasciata a Cosmopolitan, Irene Maiorino ha detto che in lui si condensa la purezza del maschile e che Enzo «per Lila è uno smarco, l'amore maturo, che aspetta con pazienza».
Chi ha letto i libri, in particolare l'ultimo della saga, sa già come finirà la storia di Lila ed Enzo, anche se molti spettatori, durante la messa in onda del settimo episodio, avrebbero voluto fermare il tempo a una determinata scena (quella del matrimonio della sorella di Elena, Elisa, con Marcello Solara, in cui per la prima volta Lila, Enzo e la loro figlia Tina appaiono sereni, come una famiglia vera). Quello che conta, nella figura di Scanno, è ciò che ha rappresentato in particolare per la figura di Lila fino a quel momento: un amico gentile e silenzioso durante l'infanzia e l'adolescenza, vissute in una famiglia poverissima e umile; un compagno di rione sul quale fare affidamento, una volta cresciuti; il dolente innamorato tradito quando la vede innamorarsi perdutamente di Nino Sarratore a Ischia; il sostegno necessario per affrontare le pene della vita in fabbrica, quando Enzo si trasferisce lei e con il figlio che ha avuto dal marito senza mai chiederle nulla, neanche un bacio, in segno di rispetto verso le sue paure. Da adulto, conquistata finalmente la fiducia di Lila, Enzo diventa anche la coscienza pulsante del rione, l'unico in grado di vedere il male senza lasciarsene travolgere, capace di guardare il mondo e osservarsi da lontano senza giudizio, con maturità.
Per chi ha letto i libri e ha guardato la serie, Enzo Scanno è il personaggio dai tratti meno tossici e unproblematic dell'intero universo ferrantiano: negli ultimi due episodi lo vedremo prendere una decisione importante per la sua vita e per quella della sua compagna, conscio che non sempre l'amore basta a tenere in piedi una relazione. Se a lungo Enzo ha amato Lila compensando l'amore di lei con il suo, a un certo punto capisce che non c'è pace e non c'è gloria nel relegare se stessi in un angolo, in attesa che l'altro si accorga dei propri bisogni. Ed è in questa consapevolezza che Enzo fiorisce come essere umano, non solo come emblema della positive masculinity.












