«Nobody wants this è Fleabag per persone mentalmente stabili». Questa potrebbe essere la recensione più appropriata della serie romance con Adam Brody e Kristen Bell che, in questi giorni, sta monopolizzando il dibattito sui social. Con Fleabag ha in comune l'elemento religioso e una protagonista poco incline ad impegnarsi alle prese con il mondo del dating. Ma è soprattutto l'elemento della "stabilità mentale" a risultare indicativo. Secondo un'altra utente su Twitter Nobody wants this è «la migliore rappresentazione di una relazione sana ed emotivamente intelligente. Dell'intimità emotiva. Della vulnerabilità. Della crescita che può derivare da due persone aperte in una relazione». Guardi la serie su Netflix e pensi «Ecco, ora lui le mentirà», «Ecco, ora lei lo deluderà», «Si scoprirà che lui non è quello che sembra». E invece no, non ci sono red flag, non ci sono dispetti e macchinazioni. Tutto fila liscio ma senza che questo impedisca il crescere della tensione tra i personaggi, che funziona a meraviglia e ci tiene attaccati allo schermo desiderando solo un altro bacio.

Viene da chiedersi come sia possibile. Ci è stato indirettamente insegnato che il mondo del romance funziona grazie a personaggi emotivamente instabili, spesso traumatizzati, incapaci di comunicare e di capire cosa provano. Si amano ma non se lo dicono, lui la tradisce perché ha paura di amare, lei vuole salvarlo perché non crede di meritare di meglio e così via. Poi tutto, chissà come, si risolvere per il meglio senza terapia. Da Mr. Big a Chuck Bass, da Edward Cullen a Christian Gray, da Heathcliff a Mr. Rochester, pressoché tutti i drammi amorosi più noti hanno dell'immaturità emotiva alla base e dei problemi che, se trasposti nella vita reale, risulterebbero incompatibili con una qualsiasi relazione sana. Certo, sono trope e schemi narrativi che servono a creare la tensione, ma finiscono spesso per farci credere che l'amore vero, l'amore da romanticizzare sia per forza quello fatto di continui colpi di scena, sofferenza e altalene emotive.

Non è che in Nobody Wants This non ci siano ostacoli da superare: i protagonisti sono molto diversi, lui è un rabbino con una famiglia tradizionale e opprimente, lei ha un podcast sul sesso e il dating, una famiglia squinternata e non poche difficoltà a impegnarsi sentimentalmente. Il punto è che che la creator della serie Erin Foster (che ha detto di essersi ispirata alla storia vera tra lei e suo marito) scelto di portare sullo schermo una rappresentazione realistica di due persone mature. Non ci sono buoni e cattivi, non ci sono vittime e carnefici: ci sono due persone che vogliono provare a far funzionare le cose, andando per tentativi e parlando apertamente di ciò che provano. Paradossalmente è proprio la maturità emotiva a spiazzare perché così difficile da trovare nel dating moderno.

«Volevo davvero mostrare una commedia romantica con un protagonista maschile che tratta bene le donne, e non in un modo che lo faccia apparire debole», ha spiegato Foster che, a quanto pare, è riuscita nell'intento di far sembrare sexy (estremamente sexy) un bravo ragazzo rendendolo «crushable» e per nulla noioso. La cosa è piaciuta: «Mi stavo davvero stancando di ragazzi strani, "problematici" con difficoltà di comunicazione che si aggrappano a donne che devono fare tutto il lavoro per arrivare al lieto fine», ha scritto una ragazza su Twitter mentre in molte parlano di un nuovo sguardo femminile sulle rom com.

Vediamo la protagonista che a trent'anni frequenta uomini pieni di problemi che non hanno alcuna intenzione di impegnarsi per risolverseli. In un mondo di casi umani, l'eccezione, la favola, diventa davvero il bravo ragazzo. Un po' come in Fleabag, la meraviglia e l'interesse, non nascono più dal fascino intrigante del ragazzo emotionally unavailable, ma da un uomo che ti spiazza dicendoti che, non importa quanto tu sia difficile, «I can handle you», posso tenerti testa, posso gestire la situazione e lo voglio fare. Chissà, forse possiamo smettere di innamorarci dei malesseri e iniziare a romanticizzare le relazioni sane? L'era degli hot priest e degli hot rabbi è qui per restare.