Conoscete la leggenda brasiliana legata ai braccialetti della fortuna? Si narra che annodando il bracciale al polso un potere mistico viene trasferito dalla mente all’oggetto. Da qui la tradizione di esprimere un desiderio per ognuno dei tre nodi. Affinché possano effettivamente avverarsi però, bisogna lasciare che il braccialetto si stacchi da solo. Mai tagliarlo.
«No cortas» - non tagliarlo - è l’ammonizione fatta da un’anziana con lunghe trecce e occhi spettrali a Emma, la protagonista della nuova serie di Apple TV+ The Changeling - Favola di New York. Chi era quella signora? Perché Emma l’ha trovata in una zona proibita della foresta? E cosa succede se il braccialetto viene tagliato? Prima di rispondere a quelle domande, provate a rispondere a questa: saresti capace di capire se sei entrato in una fiaba?
Nonostante Apple definisca questa serie un thriller, i primi due degli otto episodi totali (in uscita ogni venerdì fino al 13 ottobre) ricordano una commedia romantica che alterna la sua linea temporale tra il presente del 2010 e il passato degli Anni ‘60 e ‘70. Apollo (LaKeith Stanfield, candidato all’Oscar per Judas and the Black Messiah) ed Emma (Clark Backo) si incontrano nella biblioteca dove lei lavora. Lui si innamora subito, ma lei impiega un po’ prima di accettare il suo invito a uscire. Il personaggio di Apollo è molto sicuro di sé, nonostante i fantasmi di un padre sparito lo tormentino ogni notte, e si ripete in continuazione di essere un dio, come quello di cui porta il nome. Imbattibile. Emma invece ha uno spirito indipendente, molto forte, si spinge oltre i confini, in quelle zone proibite dove però lei si addentra. Dopo il primo appuntamento con Apollo parte per uno dei suoi viaggi durante il quale incontra un’anziana, forse è una strega, o forse sono solo i suoi occhi a destabilizzare lo spettatore che per 45 minuti ha creduto di essere davanti a una commedia. Ma è questione di secondi e poi la scena cambia: Emma è di nuovo a New York da Apollo con al polso il braccialetto della fortuna.
Solo dal terzo episodio The Changeling prende la piega dell’horror psicologico disturbante. Il percorso per arrivarci però è ben pensato. Lento. Kelly Marcel, la sceneggiatrice, insieme a quattro diversi registi, lascia piccoli indizi nei primi 90 minuti. Per un paio di volte la macchina da presa spia i protagonisti lasciando nello spettatore la sensazione che ci sia qualcun altro in quella storia. Emma improvvisamente cambia. Dopo essere diventata mamma smette di dormire, cade nella depressione post-partum e sia a noi che ad Apollo risulta difficile comprenderla. Crede di essere spiata, crede che quel bambino non sia il suo. In una serie tv dove flashback e vecchi ricordi ritornano spesso, ecco di nuovo quell’anziana e quella frase «no cortas». Il braccialetto ora non c’è più. È stato Apollo a tagliarlo via dal polso di Emma. Una sfida al destino da parte di un dio.
The Changeling è la trasposizione del romanzo omonimo di Victor LaValle del 2017. È un insieme di terrore e amore, di ansia e mitologia, di realtà e favola. Ripropone la necessità dell’uomo di dare una spiegazione scientifica a ciò che sembra soprannaturale. La risposta al comportamento strano e inquietante di Emma è associato alla paranoia e alla carenza di sonno. Ma il modo in cui lei guarda suo figlio, chiamandolo diavolo, trasforma dalla metà del secondo episodio quella commedia romantica in un incubo. Gli sguardi taglienti e la camminata isterica di Clark Backo portano la serie a un altro livello. Non è permesso distrarsi. Anche perché la scelta del buio e della notte come ambientazione predominante costringono all’attenzione.
Poi però alle paranoie si unisce un’altra leggenda, racchiusa nel titolo. Nella mitologia celtica fate e troll scambiavano i loro bambini brutti con quelli più belli degli esseri umani lasciando dunque loro un changeling, un figlio scambiato. È una serie consigliata a chi crede nelle leggende, nelle favole e nei miti. A chi ama il mistero e la tensione. A chi almeno una volta nella vita si è lasciato invadere la mente dall’idea che esiste una qualche forza non visibile a muovere i fili.













