Dopo 40 anni di lavoro per la tv di Stato e 20 anni al timone della trasmissione Che tempo che fa, Fabio Fazio ha detto addio alla RAI, generando una serie di reazioni che intersecano non solo le news su tv e palinsesti ma anche quelle sull'attualità e la politica del nostro Paese. Ufficialmente, il conduttore ha salutato la sua casa per questioni contrattuali: in scadenza a fine giugno, l'accordo con i vertici RAI non è stato rinnovato. In collegamento col Tg3 prima dell'inizio di una nuova puntata del programma, Fazio ha detto, visibilmente commosso, che farà il suo lavoro altrove: canale Nove, rete ammiraglia di Discovery, è già pronto ad accoglierlo in autunno con un programma nuovo di zecca. Con lui va via anche la sua fedelissima spalla Luciana Littizzetto, compagna di centinaia di puntate, interviste e avventure editoriali e televisive.
«Non tutti i protagonisti sono adatti per tutte le narrazioni, me ne sono reso conto, e quindi continuo a fare serenamente altrove il mio lavoro, quello che ho sempre fatto in questi quarant'anni. Vorrei esprimere anche in questa occasione gratitudine nei confronti di tutte le persone con cui ho lavorato per tutta la vita in Rai, conserverò solo un ricordo meraviglioso», ha detto il conduttore al Tg. Nella trasmissione di domenica 14 maggio, incalzato da Ferruccio de Bortoli che si è detto rammaricato del trattamento, Fazio ha aggiunto che lui e Littizzetto non hanno alcuna intenzione di fare le vittime o i martiri: «Siamo persone fortunatissime e avremo occasione di continuare altrove il nostro lavoro. Con grande entusiasmo intraprendo un nuovo cammino, spero, e sono convinto, di inventiva e di creatività. Io qui ho trascorso 40 anni e ringrazio tutte le persone che ho incontrato e da cui ho imparato, visto che ho iniziato a 18 anni. Non posso che avere gratitudine verso la Rai e non potrei dire nulla contro questa azienda, perché è come se la dicessi a me stesso».
Insomma, nessun rancore ma solo tanti rimpianti, almeno apparentemente. Eppure il contratto non rinnovato di Fazio, che evidentemente esprime la volontà aziendale di fare a meno del suo programma e della sua voce, è riflesso dei grandi stravolgimenti politici in seno all'attuale Governo, che sta ribaltando poltrone ed equilibri anche in Rai. Come riporta Repubblica, Fazio è solo uno degli ultimi pezzi di un puzzle che mira a ricostituire un ordine "altro" più in linea con le intenzioni della premier Meloni. Il tweet del vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, pubblicato subito dopo la news del mancato rinnovo di Fazio, sembra andare proprio verso questa direzione.
Oltre a generare le reazioni immediate dell'opposizione, l'addio di Fabio Fazio alla Rai, conduttore che è stato capace di far sedere sulla sua poltrona ospiti del calibro di Barack Obama, Papa Francesco, Ed Sheeran, Ben Affleck, Timothée Chalamet e Lady Gaga, ha anche richiamato alla mente il cosiddetto Editto Bulgaro, che nel 2002, sotto il Governo Berlusconi, esautorò dalla tv italiana personaggi come Daniele Luttazzi e Michele Santoro, entrambi ritenuti altamente "scomodi".
Se, come da volontà di Fazio e Littizzetto, non è necessario alcun pietismo nei loro confronti, è l'ironia forse l'unica arma (ancora) concessa per commentare un fatto che rivela molto dell'aria che tira in Italia in questo momento storico. All'indomani dell'annuncio, Fiorello, nel suo programma Viva Radio Due, ha detto: «Ragazzi io non voglio essere epurato, occhio a quello che dite. Già immagino la riunione dei vertici Rai: 'C'è uno bravo, che facciamo? Cacciamolo via. C'è uno che fa guadagnare la Rai, via. Amadeus? Ora a casa! Siate meno bravi e soprattutto non dite cose sconvenienti, perché io voglio rimanere qua in Rai».











