Inutile girarci intorno: Emily in Paris era e continua a essere un guilty pleasure. Senza qualsiasi altra pretesa. La terza stagione appena rilasciata da Netflix ha, infatti, tutte le carte in regola per diventare il passatempo post panettone delle vacanze di Natale. Se le prime due stagioni, finite per settimane e settimane in cima alla lista dei «più visti», sono state bocciate pesantemente dalla critica, per la terza non avrebbe senso nemmeno provarci. Meglio prenderla per quello che è. Non è esattamente il paradiso, ma nemmeno l'inferno. È appunto solo un guilty pleasure. Inoltre la protagonista, l'americana Emily (Lily Collins), sta persino imparando il francese. Diamole una chance. E poi ci sono i vestiti. Brillanti e ipnoticamente sgargianti come nelle migliori puntate di Sex and the City.
Per quanto riguarda la trama, ecco dove eravamo rimasti: Sylvie e gli altri dipendenti francesi hanno lasciato Savoir per mettersi in proprio, mentre il capo americano di Emily, Madeline (Kate Walsh), è sbarcato a Parigi. Emily, che intanto aveva trovato ha un ragazzo inglese (Alfie), deve scegliere con chi restare a lavorare. Francia contro America, tanto per cambiare.
Ma nella stagione tre, almeno per un po', Emily sceglie di non scegliere. Tutti la vogliono sul lavoro e nel privato. Dietro l'angolo c'è sempre, per fortuna, anche lo chef francese Gabriel (Lucas Bravo) che però sta facendo un altro tentativo con Camille. Ma come dice Gabriel una sera, dopo la proiezione di una commedia romantica, «a tutti piace guardare una storia in cui due persone cercano di combattere la loro incontrollabile attrazione reciproca».
La vera domanda è, però, lei cosa vuole. Nei primi episodi, Emily è impegnata a rimettere insieme i pezzi che si erano rotti nella seconda stagione. Dopo, prova ad andare avanti. Fino al finale scioccante e, ovviamente, aperto. Netflix, lo sappiamo tutti, ha già rinnovato per la quarta stagione.
Intanto, l'unico rapporto che in questi episodi davvero si rafforza è quello tra Emily e Mindy (Ashley Park). Mindy è la cosa migliore che potesse capitare a Emily, e anche a noi. Finalmente in questa stagione inizia ad avere la visibilità che merita. Ha successo sul palco, ma resta spirito libero.
Finita l'ultima puntata, cosa resta? Che si vendono macaron nelle filiali parigine di McDonald's e poco altro. Va benissimo così.














