La serie coreana Squid game ha incollato allo schermo milioni di persone in tutto il mondo che, una volta guardata la prima puntata, non sono più state in grado di fermarsi fino alla conclusione dell’ultimo episodio dove (SPOILER) Seong Gi-hun, ovvero il giocatore n. 456 interpretato dall’attore Lee Jung-jae, decide di non salire sull’aereo che lo avrebbe portato dalla figlia per vendicarsi del "Gioco del calamaro" che gli è quasi costato la vita e che ha portato alla morte degli altri 455 concorrenti. Un finale molto discusso quello di Squid game che, oggi, scopriamo sarebbe potuto essere molto diverso poiché in un primo momento il regista Hwang Dong-hyuk aveva pensato a una conclusione ben diversa da quella che abbiamo visto in streaming su Netflix.
«Ci siamo chiesti: è davvero giusto che Gi-hun decida di partire per vedere la sua famiglia andando alla ricerca della propria felicità? È questo il modo giusto per noi di concludere la storia ed è questo il messaggio che volevamo realmente trasmettere attraverso la serie?», si è domandato l’ideatore, Hwang Dong-hyukh, che, nelle scorse ore, ha confermato ufficialmente l'arrivo di una seconda stagione (e la trama è già tutta nella sua testa). Dopo aver valutato la possibilità di far salire sull'aereo Gi-hun, il regista è arrivato «alla conclusione che la domanda che volevamo porre al pubblico non poteva essere fatta se Gi-hun se ne fosse andato». Già, ma qual è questo quesito tanto importante al punto da stravolgere completamente il finale della prima stagione di Squid game che, originariamente, vedeva il protagonista della serie ricongiungersi con la sua famiglia dando il via a una nuova fase della sua vita?
«La domanda a cui vogliamo rispondere è: perché il mondo è arrivato al punto in cui siamo adesso? Questo lo si può chiedere e può ottenere una risposta solo se Gi-hun volta le spalle all’aereo su cui sta per salire per tornare sui suoi passi e dirigersi verso la telecamera», come accade nella scena finale del k-drama coreano più visto al mondo. Il finale di Squid Game però non è stato l’unico ad aver subito un improvviso cambio di rotta, il medesimo destino infatti è toccato anche al titolo stesso della serie che, inizialmente, avrebbe dovuto chiamarsi Round Six, in modo da far comprendere (più o meno chiaramente) di cosa trattasse la storia.
«Squid Game è un vero gioco per bambini ma non tutti i coreani sanno questa cosa. La mia generazione lo sa, ma la generazione di mia nipote probabilmente no», ha spiegato Minyoung Kim, vicepresidente dei contenuti Netflix in Asia: «Volevamo che questo spettacolo girasse il mondo ma eravamo preoccupati che il titolo Squid Game non avrebbe avuto successo poiché molte persone non lo avrebbero capito». Dopo aver scoperto che la serie tv si sarebbe dovuta chiamare diversamente e che avrebbe dovuto avere un finale differente, non ci stupiremmo se da qui a qualche giorno saltasse fuori la notizia che il cast iniziale di Squid Game non prevedeva nessuno degli attori che abbiamo visto.










