È dai tempi di Tre Metri sopra il cielo che prova in tutti i modi a farci desistere dal definirlo un sex symbol. Da 17 anni che colleziona ruoli importanti in film impegnati mostrando il suo innegabile talento dribblando complimenti sui suoi occhi blu e sulla sua carica mediterranea da maschio alfa. Oggi Riccardo Scamarcio, 41 anni, un film da domani 5 febbraio su Netflix e il nuovo status di neo papà ci riprova: "le ragazzine non mi inseguono più, perché oramai sono agée, ma sono certo che troveranno altri idoli". Riprova, sarai più fortunato.
L'ultimo paradiso diretto da Rocco Ricciardulli, prodotto da Lebowski e Silver Productions e disponibile dal 5 febbraio su Netflix, è un film a cui Riccardo, nelle vesti di interprete, sceneggiatore e produttore, tiene tantissimo. Girato nella sua Puglia, la pellicola è un viaggio sociale tra passato (è ambientato negli anni 50), presente e futuro, grazie alle tematiche più attuali che mai come il caporalato, l'immigrazione e le differenze di classe e genere. C'è Ciccio (Scamarcio), contadino quarantenne che sogna di cambiare le cose spingendo i suoi compaesani a opporsi a coloro che sfruttano i più deboli. Nonostante sia sposato con Lucia (Valentina Cervi) con cui ha un figlio di 7 anni, è segretamente innamorato di Bianca (Gaia Bermani Amaral), la figlia di Cumpà Schettino (Antonio Gerardi), un proprietario terriero, in odor di mafia, che da anni sfrutta i contadini.
"Ho girato film in tutto il mondo ma non ho mai perso l’attaccamento alle mie radici e da casa, in realtà, non me ne sono mai andato, perché ho sempre mantenuto il collegamento con quei luoghi d’infanzia", ha raccontato l'attore di Andria in conferenza stampa rigorosamente via Zoom, ricordando come nel film ci siano "molte atmosfere che ho vissuto da bambino", come il rapporto "fisico" tra padre-figlio fatto di dialetto e mani in faccia con cui "si supera il pudore". La paternità sul grande schermo vs la paternità nella vita reale, una nuova esperienza la seconda per Riccardo diventato papà la scorsa estate di una bambina, Emily, con la compagna (per alcuni già moglie) Angharad Wood, manager inglese di 47 anni al suo fianco da quasi tre anni, dopo la fine della sua lunga relazione con Valeria Golino (nel mezzo anche il presunto triangolo amoroso con Clizia Incorvaia e Francesco Sarcina).
"Dal punto di vista dell'attore è un tema che ho trattato in film come 'Ladro di giorni' mentre dal punto di vista personale ho scoperto che avere un figlio è un amore ancestrale, un amore che non ti prevede, un amore che va al di là di te", le sue parole, le prime da cuore di papà, "per me fare cinema resta sempre la cosa più bella che ci sia e spero che anche mia figlia capisca che il cinema è meglio della vita", la settima arte "che non morirà mai perché parla al nostro inconscio", Fellini docet. E al nostro inconscio, il fascino di Scamarcio fa ancora parecchio effetto.












