Questo non è un episodio di Bridgerton e neanche un teaser del Gattopardo, serie tv prossimamente su Netflix ispirata all'omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. E non è neanche un'esercitazione (in costume): debuttare in società, per un numero sorprendentemente alto di persone, è ancora una cosa seria. Come ogni anno, a Parigi, si è tenuto infatti l'iconico Le Bal, ballo delle debuttanti che ha visto esordire sulla scena sociale - queste almeno le intenzioni originali dell'evento, che oggi, come vedremo, ha tutto un altro valore - 20 giovani in arrivo da alcune delle famiglie più in vista e potenti del mondo. Sullo sfondo del lussuoso hotel Shangri- La, quest'anno hanno debuttato anche Apple Martin, figlia di Chris Martin e di Gwyneth Paltrow (con lei all'evento) e Lucia Ponti, diciottenne figlia del regista Edoardo Ponti e nipote di Sophia Loren: l'evento, organizzato a Parigi da Ophelie Renouard, ha ancora una portata mediatica massiccia, con tanto di copertura dei tabloid e delle testate più importanti del mondo (quest'anno il racconto esclusivo è stato affidato al britannico Hello!).
«Al tempo dei social, le debuttanti non devono fare alcun debutto in società», si legge sul sito ufficiale de Le Bal, «ma per loro rimane un momento indimenticabile dal punto di vista della moda e dell'esordio davanti ai media». Oggi, insomma, il ballo delle debuttanti è un momento celebrativo delle giovani protagoniste all'evento (oltre che delle loro famiglie), più che una vera presentazione ufficiale al mondo delle rampolle a caccia di marito com'era ai tempi della Reggenza inglese e poi nei decenni successi. La tradizione, infatti, affonda al 18esimo secolo, proprio all'epoca raccontata da Bridgerton in cui le ragazze più promettenti della scena sociale britannica venivano presentate ufficialmente alla regina per attirare la sua attenzione e guadagnare punti nel faticoso mercato matrimoniale. In Francia, il ballo delle debuttanti è rimasto saldo a cavallo degli anni Cinquanta e poi fino al 1973 e solo negli anni Novanta, grazie a Renouard, è tornato a rivivere in altre vesti più moderne e contemporanee che, anno dopo anno, continua ad attirare principessine, figlie di celebrità ed esponenti delle famiglie altolocate più importanti del globo.
Da Le Bal, ad esempio, sono passate anche Lily Collins e Ava Phillippe, figlia di Reese Witherspoon: quest'anno, tra le venti debuttanti - tutte rigorosamente accompagnate da un cavaliere altrettanto aristocratico e dalle loro famiglie - si sono fatte notare anche Sophie Kodjoe, figlia dell'attrice Nicole Ari Parker (And Just Like That), la principessa Eugenia di Borbone Vargas, l'olandese ereditiera Olivia Meijer Albada e Oona Finch, nipote dell'attore Peter Finch. Tutte avvolte in abiti di grandi maison - Apple Martin per esempio ha brillato in un abito a balze di Valentino by Alessandro Michele frutto di oltre 750 ore di lavoro - le debuttanti si sono cimentate in inchini e balli (il più emozionante quello con i loro papà) tra lacrime e commozione. Segno che, per alcuni rappresentanti della GenZ, soprattutto per quelli privilegiatissimi che possono permettersi l'investimento economico sotteso alla partecipazione, questo genere di evento è ancora non solo rilevante ma anche significativo.
A garantire l'esclusività del Ballo è una selezione all'ingresso accuratissima e l'impossibilità di acquistare dei ticket per assistere alla serata da ospite esterno: le debuttanti, come capita spesso con i grandi eventi come questo (basti pensare al Met Gala) cominciano a prepararsi un anno prima della data fatidica. Esistono ovviamente molte versioni del ballo delle debuttanti - da Vienna all'Italia - e tutte hanno oggi una connotazione più emozionale che non sociale: tolte dall'equazione le giovani appartenenti ai grandi casati europei che debuttano per tenere intatta la loro tradizione familiare, le giovani leve di Hollywood come Lily Collins o Apple Martin oggi scelgono di partecipare a eventi come questo per far felici i genitori, per vivere una serata da principesse, per accendere i riflettori su di sé. Certo tutto lo show risulta quanto mai estemporaneo soprattutto se lo si analizza in quanto tale: ovvero un grande spettacolo che permette a imprenditori, principi, attori e aristocratici di fare sfoggio della propria posizione in un modo che è precluso alla maggioranza della popolazione. Insomma, forse perché è così lontano dal nostro modo di vivere, il ballo delle debuttanti continua ad affascinare o quanto meno ad incuriosire: d'altronde Bridgerton non avrebbe avuto il successo di pubblico che ha se Daphne e il duca di Hastings si fossero incontrati al bar.












