Ci ha lasciato in punta di piedi pensando che forse sarebbe stato meno doloroso. Sono passati due anni dalla morte di Raffaella Carrà e la sua mancanza continua a fare "rumore". Un silenzio assordante, un'assenza che nei giorni in cui vengono presentati i nuovi palinsesti tv si fa ancora più prepotente generando a catena interrogativi sulla qualità intrinseca dell'hic et nunc. Il caschetto biondo, la risata contagiosa, il garbo, il talento di saper fare la differenza e scovare la profondità nella leggerezza: Raffa era unica e non è un’opinione ma un dato di fatto universalmente riconosciuto.
A due anni dalla sua scomparsa, Raffaella Carrà avrà il suo omaggio agiografico che il mondo aspetta da quel nefasto 5 luglio 2021. Dal 6 al 12 luglio nei cinema arriva Raffa. Il ritratto di un’icona senza tempo, docu film sulla sua vita firmato da Daniele Luchetti (Il Portaborse, La Scuola, La nostra vita, Lacci e la terza stagione de L’amica geniale) prodotto da Fremantle e Disney+. Un racconto cronologico che parte da Bellaria «una piccola La La Land romagnola» come spiega il regista all’anteprima del documentario, fino al sogno in technicolor nella capitale con Canzonissima, Milleluci, Pronto, Raffaella? e Carràmba! Che sorpresa passando per il colpo di fulmine reciproco con la Spagna e l’America Latina. E poi il flirt "da copertina" con Frank Sinatra, i suoi più grandi amori, il rimpianto per una maternità mancata, le battaglie vinte ma anche gli sgambetti in un vortice di crisi e rinascite.
Una «vita eccezionale, longeva e variegata» costellata di successi, di prime volte e record infranti che per Lucchetti non è stato facile riassumere («è stata un’impresa grande, che mi ha portato a visionare ore e ore di materiale, a chiedere i diritti d’autore su ogni singolo pezzo, per un totale di oltre 1.500 contributi», le sue parole) e celebrata nel documentario dagli amici di Raffaella tra cui Rosario Fiorello, José Luis Gil, Tiziano Ferro, Enzo Paolo Turchi, Bob Sinclar, Emanuele Crialese, Loretta Goggi, Marco Bellocchio e Caterina Rita.
«Spero che chi lo veda potrà alla fine sentirsi libero di poter finalmente dichiarare quello che sento di poter dichiarare io: che di Raffaella ci si può solo innamorare, arrendendosi senza riserve alla sua grazia energetica, dichiarandola ufficialmente una innovatrice», la speranza di Lucchetti che per lo script è stato affiancato da Cristiana Farina con Carlo Altinier, Barbara Boncompagni, Salvatore Coppolino e Salvo Guercio.
Icona LGBTQIA+ ante litteram, simbolo di libertà a tutto tondo, di inclusione, femminismo e tolleranza, Raffaella Carrà è stata un mito in grado di superare ogni barriera culturale e generazionale. Lo scorso 18 luglio avrebbe spento 80 candeline: avrebbe festeggiato senza giubilei e panegirici perché per lei nonostante i lustrini è sempre stato più importante essere che apparire. Senza far "rumore", da vera Signora della tv.















