Il Roma Pride 2023 è alle porte e dopo la decisione della Regione Lazio di ritirare il suo patrocinio alla manifestazione, le polemiche intorno alla manifestazione della capitale non si fermano. Ad essere coinvolte questa volta sono le madrine del Roma Pride 2023 Paola & Chiara, e cover girl di Cosmopolitan, che durante la conferenza stampa dell'evento hanno espresso la loro opinione sulle recenti dichiarazioni di Arisa su Giorgia Meloni.

La cantante di "Sincerità", infatti, nelle scorse settimane, intervistata dal giornalista Peter Gomez, aveva dichiarato: «Giorgia Meloni mi piace. Si comporta da madre severa e preoccupata», parlando dell'atteggiamento del governo sui temi Lgbtqia+, sottolineando comunque di essere «favorevole ai matrimoni tra persone dello stesso sesso così come alle adozioni per famiglie omogenitoriali». Un'affermazione che non è stata accolta positivamente dalla comunità, che ha risposto con grandi critiche, invitandola a non partecipare né al pride di Roma né a quello di Milano.

Durante la conferenza stampa del Roma Pride del 9 giugno, poi, Paola Iezzi, madrina della manifestazione insieme alla sorella Chiara, ha deciso di dire la sua sull'accaduto: «Gli artisti spesso vivono nella paura di non lavorare, non tutti abbiamo le spalle coperte, non tutti abbiamo la stessa self-confidence nell'esprimere noi stessi. Io non mi sento di giudicare quello che ha detto, chiaramente no sono d'accordo ma esistono questioni più importanti dell'uscita infelice di Arisa in questo senso. penso che lei abbia subito nella sua vita l'essere discriminati e questo lascia dei segni importanti, dei traumi che poi ti porti dentro e ti formano delle paure grandi dalle quali è difficile fuggire. Le paure sono forse il più grande deterrente nostro, bisognerebbe poterle combatterle».

I video di Arisa contro Paola Iezzi

La risposta di Arisa non si è fatta attendere, e sui social sono presto arrivate le storie in cui la cantante ha risposto alla collega, senza mezzi termini: «Cara Paola, ti ho sempre seguita, stimata. Mi dispiace tanto sentire queste parole, vederti parlare così di me senza cercare di mettere una buona parola tra me e la comunità Lgbtqia+ nonostante la tua consapevolezza del periodo non troppo piacevole che sto attraversando per questo argomento. Io lo avrei fatto, avrei cercato il buono, di mettere pace. Invece tu ti sarai presa applausi mentre infamavi una tua collega, dicendo cose non vere, non reali, anzi te lo assicuro, non sono vere. Mi piacerebbe che tu avessi visto l'intervista perché altrimenti avresti detto che sono a favore dei matrimoni e delle adozioni tra persone dello stesso sesso. Questo fa di me comunque una persona che sostiene i diritti Lgbtqia+ cara, quindi dovresti informarti».

E continua con parole molto dure, mostrando il dito medio: «Non ho self confidence? Vediamo. Ho paura di non lavorare, no, forse tu hai paura, perciò sei schiava di certe cose. Io non sono schiava di partito, di niente. Io amo senza paletti e dico anche di no, perché amare significa dire anche di no. Se mi incontri per strada non mi salutare, l'ipocrisia mi fa schifo. La gente ipocrita mi fa schifo. E prima o poi la verità verrà a galla, io lavoro davvero per la comunità Lgbtqia+, non faccio festini, non metto i lustrini, non vado in piazza a dire "Viva l'amore". Cresci, impara che non si parla degli altri quando gli altri non ci sono, soprattutto male. Non si parla male di altri quando gli altri non ci sono e non si possono difendere. Hai quasi 50 anni, ancora non hai imparato a vivere».