Federica Pellegrini e Matteo Giunta sono tra i concorrenti più agguerriti di questa stagione di Pechino Express.
«I novelli sposi», come sono stati ribattezzati all’interno del programma Pellegrini e Giunta, hanno sempre dimostrato una grande forza, un’incredibile determinazione e una competitività perennemente ai massimi livelli; tutte caratteristiche queste che, non a caso, hanno portato la ex nuotatrice e il suo allenatore e marito ad essere la coppia più temuta e invidiata diPechino Express 2023.
Sebbene Federica Pellegrini abbia fatto la storia del nuoto italiano e mondiale, la 34enne ha sempre attirato molte critiche e questo nonostante le numerose medaglie vinte e i record ottenuti nel corso della sua carriera, costellata di momenti di grande gioia così come di difficoltà, che oggi la ex campionessa ha deciso di raccontare all’interno dell’autobiografia Oro, in uscita il 16maggio.
«Le vittorie più dure le ho sempre dedicate a me stessa», afferma Pellegrini, la cui carriera è stata il frutto di tanto duro lavoro e di molti sacrifici davanti al quali Federica non si è mai tirata indietro, guadagnandosi ogni traguardo con dedizione e fatica.
«Le gare non sono mai state una passeggiata per me. Se capivo di dover entrare in acqua e combattere alla morte, l'adrenalina mi scorreva ed ero felice. La condizione ideale per gareggiare era sentirmi un animale braccato», rivela l'atleta, moglie di Matteo Giunta (sposato nell'agosto del 2022 a Venezia) raccontando il modo totalizzante in cui ha sempre affrontato le gare e le competizioni, al punto da non riuscire più a mangiare.
«La fame o l'inappetenza non erano solo forme nervose, ma manifestazioni di un atavico istinto al combattimento. All'inizio, quando ero solo una ragazzina, mi sentivo un vuoto dentro che riempivo con le vittorie, ma dopo un po’ non era più quello. Da un certo punto in poi l'ho fatto solo per me stessa», prosegue nel libro Oro La Divina, i cui successi più grandi ha deciso di dedicarli a sé stessa, come monito per il tanto lavoro svolto nelcorso degli anni.
«Mi chiedevano a chi volessi dedicare le mie vittorie. Le più difficili, quelle che arrivavano dopo periodi duri, e quelle delle rinascite, le ho dedicate tutte a me stessa. Perché io ero l'unica a sapere che sacrifici avessi fatto per ottenere quei risultati. Io ero il lupo», prosegue la concorrente di Pechino Express (oggi in finale all'interno del reality game condotto da Costantino Della Gherardesca ed Enzo Miccio), la quale ha compreso troppo presto come le sue vittorie attirassero invidie e cattiverie gratuite che agli uomini non venivano riservate.
«Cosa ne sapevano gli altri, chi aveva vissuto anche solo la metà di quello che avevo vissuto io? Questo fa di me una stronza?», si domanda Federica che, con il tempo, ha compreso non solo di non poter (e dover) piacere a tutti, ma anche di voler continuare a far sentire la propria voce senza mai restare in silenzio.












