Federica Pellegrini a Le Iene è stata bravissima, diciamocelo sinceramente. Certo Elodie è stata dannatamente sincera, Michela Giraud ci ha fatto entrare nel suo mondo più intimo e privato, Madame ha svelato una parte di sé che nessuno si sarebbe mai immaginato ed Elena Santarelli ci ha commosso con il suo duro viaggio nella malattia del figlio Giacomo. Sono state tutte pazzesche intendiamoci, ma la naturalezza e la verve da vera conduttrice con cui Federica ha affrontato le telecamere ci ha colto di sorpresa, esattamente come il suo monologo tenuto sempre a Le Iene, che ha parlato delle difficoltà di vivere in un ambiente (quello dello sport) molto maschile e, a volte, anche maschilista, dove le donne sono considerate spesso inferiori.

Una mentalità inaccettabile nel 2021: «Se cadi sei un’atleta finita, e se stai in piedi sei una principessa messa su un piedistallo. Piedistallo che, in ogni caso prima o poi paghi, perché se un uomo vince e ne va giustamente orgoglioso, è un bomber, se una donna vince e ne va giustamente orgogliosa, se la tira. Così stanno tutti in attesa del disastro, tipo “guardiamo dallo spioncino che succede”, che se va male usciamo sul pianerottolo a festeggiare», ha spiegato Federica che a Le Iene, per la prima volta, ha parlato della difficoltà di essere una “ragazza vincente” alla quale non vengono concesse attenuanti o scuse, ma sulla quale in compenso é sempre possibile puntare il dito. E questo non solo quando si parla delle sue gesta da nuotatrice professionista.

«Uomini che giudicavano la mia vita privata, perché se sei un atleta maschio e hai delle relazioni sei un uomo di successo, se sei un’atleta donna e hai delle relazioni sei la mangiauomini. Come quel figlio di un allenatore di nuoto, che quando ho difeso il mio coach ha twittato “Eh sì, è lui il tuo pene dell’anno”. Una finissima analisi sportiva…», ha proseguito la 33enne lasciando intravedere le tante difficoltà e cattiverie gratuite affrontate in silenzio nel corso della sua lunga carriera, dove si è ritrovata costretta a ingoiare il rospo e fare buon viso a cattivo gioco anche davanti a battute infelici come questa che, a un atleta uomo, non si sarebbero mai permessi di fare.

Cosa dire poi di quando alcuni giornalisti hanno ironizzato sull’acne che aveva in viso intorno ai 16 anni, liquidandolo con un ben poco simpatico «sarà il testosterone»? Un commento davvero pessimo a causa del quale Pellegrini si è sentita in difetto, quasi come se la sbagliata fosse lei è non chi si era permesso di deriderla davanti a tutta Italia senza mostrare il minimo rispetto.

«Perché gli sport importanti “sono sport da uomini”. Perché le cose importanti “sono cose da uomini”. È tempo di bilanci, e allora stasera a questi uomini dico che se così vi è piaciuto pensarmi, sono contenta vi siate divertiti, almeno voi», ha continuato, dedicando poi, sul finale del suo monologo, un pensiero a tutti quegli uomini che l’hanno sempre appoggiata, supportata e trattata con rispetto ed educazione. «Agli uomini della mia vita dico grazie per avermi dedicato uno sguardo che ha creduto nei miei occhi, nella mia forza, nella mia bellezza. Sono gli uomini che contano per me: quelli che non hanno bisogno di cose da uomini» ha concluso Federica Pellegrini riferendosi al padre, all’ex allenatore Alberto Castagnetti (scomparso nel 2009) e al compagno Matteo Giunta, con il quale sta vivendo una meravigliosa storia d’amore che, presto, li vedrà diventare marito e moglie.