All'arrivo dei trent'anni per una donna scattano le domande sui figli. È sostanzialmente automatico e non vale solo ai pranzi di Natale con le vecchie zie: i social sono un ricettacolo di domande del genere. Succede a influencer e attrici, a ogni personalità di spicco di sesso femminile che faccia parlare di sé. È successo anche a Federica Pellegrini che ha deciso di parlare del problema sul suo profilo Instagram.
Da quando la campionessa ha lasciato il nuoto e si è sposata con Matteo Giunta sembra che l'argomento figli sia diventato impossibile da evitare. Torna fuori di continuo, specie nei Q&A su Instagram perché gli step obbligatori nella vita di una donna continuano a essere gli stessi per la nostra società e allora tutti attenti a individuare per primi un baby bump, a chiedersi se manchi la volontà di averli o semplicemente non vengano e magari anche a domandare alle dirette interessate senza alcun riguardo per la loro privacy. Della maternità o non maternità altrui sembra sempre che ne possa parlare chiunque. «Questa è una cosa che mi viene richiesta spesso, in maniera molto assidua», ha detto Pellegrini nelle sue stories, «e la sto cominciando a trovare un po’ pesante».
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Per la nuotatrice il problema non sta tanto nella «domanda in sé», perché, spiega, «la bellezza di avere figli è una cosa ineguagliabile nella vita». Il problema è l'idea della maternità come parte integrante della realizzazione personale di una donna (e naturalmente non di un uomo). «Sembra quasi», dice infatti Pellegrini, «che se i figli non venissero, se non ci fossero, io mi debba sentire meno realizzata di quella che sono. No, assolutamente no. Quindi se arriveranno, arriveranno, se non arriveranno, pazienza, ma la mia vita andrà avanti comunque».











