«People può confermare in esclusiva che il duca e la duchessa di Sussex hanno battezzato la loro bambina Lilibet venerdì 3 marzo in una piccola e intima cerimonia nella loro casa di Montecito, California». Una news reale a sorpresa, questa, che giunge ancora più inaspettata se si analizzano le parole usate per raccontare il battesimo della piccola Lilibet Diana, celebrato senza clamore e al cospetto di pochi invitati nella villa californiana dei Sussex. La bambina, infatti, per la prima volta viene chiamata "principessa" dal portavoce della coppia, un titolo che non è mai stato formalmente annunciato dalla famiglia reale britannica, dove i figli di Harry e Meghan compaiono senza titolo nobiliare.

Nel messaggio diramato tramite People, i Sussex fanno sapere di aver invitato re Carlo, la regina Camilla e i cognati Kate e William, che però non hanno partecipato alla piccola festa per la bambina. Tra gli ospiti della cerimonia e padrini di Lilibet sono stati invece citati la nonna materna, Doria Ragland e Tayler Perry, il magnate che, così Harry e Meghan hanno raccontato nella docuserie Netflix sulla loro eclatante uscita dalla famiglia reale, li ha salvati offrendo loro una casa in California, la sua sicurezza e il supporto necessario a iniziare una nuova vita alla vigilia dello scoppio della pandemia, nel 2020.

Visto che i dettagli della cerimonia sono pochissimi - si sa soltanto che il piccolo Archie, tre anni, ha ballato con la sorellina e che tutto è stato molto informale - l'attenzione del mondo si è concentrata proprio sull'uso del titolo di principessa, che la bambina ha di fatto guadagnato all'ascesa al trono del nonno Carlo. Una fonte di palazzo ha spiegato che il titolo dei nipotini del sovrano verrà presto aggiornato anche sul sito ufficiale della famiglia reale e che i duchi di Sussex possono scegliere se usarlo o no, considerato che sia Lilibet Diana che Archie sono diventati automaticamente principi quando Carlo è diventato re l'8 settembre scorso alla morte della regina Elisabetta.

Le lettere patenti firmate da re Giorgio V nel 1917, infatti, confermano che i discendenti diretti di un sovrano (dunque i figli e i figli dei figli del re, nonché le loro mogli) sono gli unici a poter acquisire il titolo, stabilendo inoltre che i titoli di Altezza Reale e quello di principe e principessa non potessero essere revocati a quanti già li possiedono. Visto che questa legge non è mai stata controvertita - solo re Carlo potrebbe farlo dichiarando ufficialmente di volerla abrograre o eventualmente modificare, cosa che non ha fatto - Lilibet e Archie, anche se i loro genitori non sono più formalmente working royals, possono in effetti usare l'onorificenza, almeno nelle occasioni più importanti. La scelta di Harry e Meghan di sfruttarlo, per la prima volta in assoluto, in occasione del annuncio del battesimo, è solo formale. Tutto il resto - rapporti inaspriti tra parenti, crisi pre-incoronazione, interviste al veleno con conseguenti legami incrinati - non cambia affatto.