Nel memoir del principe Harry, Spare, l'autore ammette di non essere stato un grande studente, né di essere attualmente un grande lettore, confessando di non conoscere molte delle opere portanti della letteratura inglese e di essersi lasciato avvicinare a Shakespeare solo per far contento suo padre Carlo, grande appassionato. In realtà Harry è stato a lungo - siamo sicuri lo sia ancora - un grande lettore, non di libri ma di articoli, editoriali e approfondimenti su di lui, pubblicati dalla stampa britannica sin dal giorno della sua nascita. E si potrebbe dire che il grosso del risentimento covato nella biografia scritta a quattro mani con J.R. Moehringer, sia appunto rivolto ai giornalisti, ai direttori di testate e ai paparazzi che lo hanno perseguitato nei suoi anni più recenti.

Nella lettura del volume - 531 pagine di ricordi, accuse, prese di coscienza - emerge però altro astio, questa volta indirizzato, più che a un'entità aleatoria come i mass media, ad alcuni dei suoi familiari più stretti: il padre Carlo, la moglie Camilla, oggi sua regina consorte e ovviamente il fratello William e la cognata Kate Middleton. Ne ha anche per lo zio Andrea di York, coinvolto, nell'ultimo biennio, in un grosso scandalo che ne ha imposto la cancellazione simbolica dall'albero genealogico dei Windsor. Nel libro cita anche la zia Anna, sorella minore del padre, e la cugina Eugenia di York col marito Jack Brooksbank, unica alleata in questa guerra di stracci verbali e accuse al veleno in cui il principe Harry sembra aver voluto elaborare ogni fragilità possibile del suo percorso pubblico.

A uscire male, malissimo, dalla narrazione, sono ovviamente i parenti stretti, che diventano, nel racconto di Harry, quasi archetipici: c'è la matrigna cattiva, il padre che sa ma fa finta di niente, il fratello competitivo e desideroso di emergere, la cognata sempre perfetta e impostata che non lascia spazio alle emozioni. Ovviamente, a trionfare su queste figure losche, c'è Diana Spencer, bionda e bellissima, eternamente cristallizzata in foto che la ritraggono, a seconda dei casi, a sfamare bambini malati e a rincuorare gli ultimi e i fragili. Unica eroina di una storia in cui non c'è più possibilità di redenzione per nessuno.

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Diana con i figli nel 1995, al loro ingresso a Eton

Ma chi esce peggio del racconto di Harry?

A trionfare - al contrario, ovviamente - in questa faida ormai decennale (così abbiamo scoperto nel libro e grazie alle sue rivelazioni) è senz'altro Camilla, dipinta tra le righe come un'abile manipolatrice della stampa, cui si è molto avvicinata negli ultimi 20 anni per ricostruire la sua immagine pubblica, avvalorare il nuovo status di duchessa di Cornovaglia prima e di regina consorte poi, sempre pronta a rilasciare dichiarazioni e a spifferare segreti dei figliastri ai giornalisti. Il fatto che Harry si sia scagliato contro di lei, raccontando le sue battutine, le decisioni infelici, i suoi modi subdoli, ha fatto infuriare Carlo, dagli anni Settanta il suo primo e più appassionato sostenitore. Sarebbe stato l'odio represso di Harry per la matrigna a portare il nuovo sovrano alla decisione di non volere il figlio e la nuora intorno nei giorni della loro incoronazione il 6 maggio prossimo.

Recentemente Camilla è andata a un pranzo di Natale con alcuni giornalisti ferocemente schierati contro Harry e Meghan: un'altra presa di posizione niente affatto velata che confermerebbe la versione del principe.

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Carlo e Harry nel 1997

Del padre Carlo, il principe fa un racconto dolceamaro. Uomo coltissimo, appassionato di arte, letteratura e musica, il nuovo sovrano sembra essere rimasto accanto ai figli con maggiore forza, dopo la morte della loro mamma, pur senza mai lasciarsi andare alle emozioni. Harry racconta nel libro di non aver mai ricevuto un vero abbraccio, un supporto significativo dall'unico genitore superstite. Non lo accusa mai di qualcosa, ma si legge, tra le righe, un risentimento generato proprio da questa mancanza, da questo voltarsi ostinatamente dall'altra parte davanti alle grida di aiuto. Sono ricorrenti, nel libro, i «non leggere i tabloid» di Carlo al figlio, come se non conoscere le esatte parole degli articoli diffamatori contro di lui potesse far sparire di colpo la pena. Questo, almeno, ci lascia intendere Harry. Non sappiamo come si evolverà il rapporto negli anni a venire, dopo mesi di silenzi e l'uscita di Spare, ma è chiaro che ciò che ha sempre voluto Harry - attenzione? Affetto? - sarà ora davvero impossibile da (ri)guadagnare.

Il capitolo più spinoso riguarda la cognata Kate Middleton e il fratello William. Se della prima Harry non aggiunge dettagli particolarmente succosi - anche se ha deciso di pubblicare gli sms scambiati tra lei e la moglie Meghan Markle ai tempi dell'annosa faida pre-nuziale, nel 2018 - è di William, oggi principe di Galles, che Harry fa un ritratto impietoso. Irascibile, fumantino, sempre pronto a primeggiare, cresciuto nel privilegio, fiorito nella consapevolezza di essere il primo, l'Erede, e dunque arrogante e arrivista in virtù di queste attenzioni e della sua posizione.

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Uno degli ultimi scatti felici di Harry e William nel 2018

Nella biografia di Robert Jobson uscita per celebrare i 40 anni del principe William (William at 40), questi lati del carattere del futuro sovrano già venivano fuori con prepotenza: per questo nessuno si è poi stupito più di tanto delle rivelazioni sull'aggressione subita da Harry da parte del fratello all'apice della loro faida, nel 2019. Ciò che nessuno immaginava è che il risentimento tra i due covasse da così tanto tempo, che la rivalità e la competizione tra i fratelli fosse stata portata allo stremo non solo in famiglia ma anche dallo staff che cura la comunicazione dei vari membri. Il rapporto tra i figli di Diana, che sembrava doversi salvare proprio in virtù dell'amore nei confronti della madre scomparsa, sembra ormai irrecuperabile. Oltre le critiche lanciate contro il memoir di Harry per le bugie e le inesattezze che sembrano permeare il racconto, oggi non è più possibile ignorare la tristezza e la spiacevolezza della situazione.