Gaslighting è la parola del 2022 e questo Harry, Meghan e il loro staff di autori lo sanno bene. Non è un caso che abbiano usato questo termine - l'espressione corretta è 'institutional gaslighting' ovvero gaslighting istituzionale - per coinvolgere lo spettatore nella narrazione degli ultimi tre episodi della docuserie di Netflix Harry & Meghan, fuori con l'ultima parte dal 15 dicembre. Nel nuovo trailer che anticipa l'uscita del finale, è il principe Harry a pronunciare queste parole: lo fa in riferimento al trattamento che sua moglie ha dovuto subire da parte di stampa e parenti dal suo ingresso nella famiglia reale, nel 2017.

Perché il principe Harry ha parlato di gaslight?

Essere vittime di gaslight vuol dire ritrovarsi tra le spire di un manipolatore psicologico, che abusa delle altrui fragilità per prendere il controllo della relazione. È un termine denso di significato, soprattutto in chiave psicologica, che viene spesso usato per descrivere storie (d'amore o d'amicizia) sbilanciate, in cui l'equilibrio pende dalla parte del più forte. Nei casi più gravi il manipolatore soffre di disturbo narcisistico della personalità, con gravi conseguenze, sia sul piano fisico che su quello emotivo, per chi gli sta accanto. In generale però, gaslight è diventata la parola dell'anno perché oggi siamo più lucidi rispetto a questo tipo di dinamiche e dunque molto più attenti nel provare a scovarle. Introdotto il significato del termine, è ora più semplice capire perché il principe Harry abbia scelto di usarlo nel trailer che anticipa il finale della docuserie sulla vita dei duchi di Sussex dopo l'addio alla famiglia reale.

Il razzismo, radicato nella società britannica più altolocata, una gerarchia bigotta e poco al passo con i tempi, tesa a soddisfare, soprattutto in termini economici, i desideri e gli obiettivi del sovrano e del suo erede, sono le ragioni principali dell'addio a Londra del principe e di sua moglie. Nella prima parte del trailer, Harry dice: «Mi chiedo cosa ci sarebbe successo se non ce ne fossimo andati». E, se nella narrativa anti-Sussex e sessista, è stata Meghan Markle a costringere e convincere il marito a mollare i royal duties e la sua famiglia d'origine, è sempre il principe Harry a informarci di essere stato lui a decidere di andare via per salvarsi dal circo mediatico che li stava esponendo a una vita troppo pericolosa.

«Non avevamo più la sicurezza, tutti sapevano dove fossimo», continua Meghan nel video. Per poi affermare: «Non mi hanno lasciata con i lupi, mi hanno dato in pasto ai lupi», una frase che già ricorre pressante nei titoli dedicati al documentario e che diventerà una pietra miliare nella narrazione futura della vicenda pubblica di Harry e Meghan.

Mentre nuove foto esclusive compaiono sullo schermo - ci sono Archie, 3 anni, Lilibet, 1 che muove i suoi primi passi, Harry che spegne le candeline e sorride felice mentre vola sul suo «aereo della libertà» - la musica incalza per ricordarci che, tra la storia d'amore romantica al centro del documentario di Liz Garbus e la verità di quanto «accade a porte chiuse» c'è un gap che difficilmente lo spettatore riuscirà a colmare. Rimane innegabile che la stampa britannica non sia stata affatto gentile con Meghan - com'era capitato anche a Diana Spencer e a Kate Middleton prima del matrimonio in termini e con intenti diversi - più per una questione di razza che di adesione al ruolo istituzionale, e che il flusso di informazioni, budget e attenzioni al sovrano (oggi Carlo III) e al suo successore (il principe William) ha senz'altro oscurato il lavoro dei Sussex e la loro visibilità quando questa era all'apice e utile alla causa.

In che modo la monarchia - intesa come i vertici operativi che coordinano l'agenda, gli obiettivi e il lavoro dei senior royals - abbia manipolato Meghan per raggiungere i suoi scopi lo scopriremo negli ultimi tre episodi della docu-serie. Un assaggio lo abbiamo già avuto nel 2021, quando la duchessa aveva parlato con Oprah Winfrey dell'angoscia causata dalla situazione e dalla sovraesposizione che l'aveva portata a pensare al suicidio. Più che d'amore, questa sta diventando una storia di salvezza: anche se il finale lieto (almeno dal punto di vista dei Sussex) è già stato scritto, rimane da capire se il viaggio ne sia valso la pena.