Nel 2006, quando la relazione tra il principe William e Kate Middleton, sua compagna d'università, di bevute e di feste, era ormai diventata di dominio pubblico, l'attenzione della stampa nei confronti di quella british sweetheart, di famiglia non nobile ma con amicizie altisonanti e dal percorso accademico prestigioso, era ormai arrivata a livelli altissimi. Inseguimenti e pedinamenti erano all'ordine del giorno: Kate, che dopo la laurea nel 2005 ha vissuto a Londra con la sorella minore Pippa, non poteva vedere i suoi amici o recarsi al lavoro a causa delle ricorrenti molestie di cui diventava oggetto non appena varcava l'uscio di casa.

Un'esperienza - forse l'unica - che l'attuale principessa di Galles ha in comune sia con la suocera Diana Spencer che con la cognata Meghan Markle. Il filo rosso che lega queste tre donne così diverse in tutto (dal background al modo in cui si sono integrate nel clan Windsor) è, sorprendentemente, il legame con i paparazzi agli inizi delle rispettive relazioni con i principi della casata britannica. Lady Diana, da quel rapporto controverso, un po' rifuggito e un po' cercato, è stata marchiata in modo indelebile; Meghan Markle ha costruito un'intera narrazione pubblica sulla sua battaglia con la stampa inglese, citando spesso gli attacchi gratuiti e la mancata protezione della Firm quando il gioco diventava spietato. Il tema delle molestie dei paparazzi alla duchessa di Sussex tornerà è uno dei pilastri portanti del documentario Harry & Meghan, in arrivo su Netflix l'8 dicembre con i primi tre episodi e il 15 dicembre con quelli conclusivi.

Non a caso, nel trailer che anticipa la docuserie, si sente il principe Harry affermare che «le donne che si sposano in questa Istituzione vivono le pene dell'inferno», mentre immagini di sua madre, di sua cognata e di sua moglie inseguite dai fotografi scorrono sullo schermo.

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Diana Spencer inseguita dai paparazzi nel 1980

Principesse braccate

La storia di Diana braccata dai paparazzi sin dalle prime battute della sua relazione con il principe Carlo è presente in ogni biografia, intervista, inchiesta sulla principessa di Galles. Il triste epilogo della sua vita rimane, nell'immaginario collettivo, strettamente correlato all'insistenza dei paparazzi. Meghan Markle, attrice americana con un background da attivista, piombata in un contesto culturale e sociale fondato su riti anacronistici ed etichette poco comprensibili al mondo esterno, ha attraversato una fase simile all'arrivo in UK, nel 2017.

I parallelismi tra l'esperienza di Diana e quella di Meghan sono stati evidenziati in più occasioni dal principe Harry, che non a caso ha detto di non «voler rivivere lo stesso inferno vissuto nei primi anni Novanta» con la madre, sistematicamente inseguita da schiere di fotografi, e di aver scelto di cambiare vita e continente per salvare la sua famiglia da quello stesso destino. Una drammatizzazione niente affatto esagerata, perché se c'è una cosa che ci dicono le biografie è che la stampa britannica sa essere molto pesante e intrusiva quando si tratta di scavare nella vita dei reali. Non tutti sanno, però, che anche Kate Middleton, agli inizi della sua ascesa aristocratica, si è ritrovata a combattere - da sola - contro gli stessi demoni.

Gli attacchi della stampa a Kate Middleton

Una delle accuse che il principe Harry indirizza alla sua famiglia è di non aver fatto nulla per proteggere la madre e la moglie dagli attacchi mediatici, soprattutto nelle fasi preliminari della loro esperienza nella royal family. Lo ha fatto presente in diverse interviste, sarà appunto un tema centrale nel documentario in arrivo su Netflix e, presumibilmente, anche della sua biografia, Spare - Il Minore, in uscita il prossimo 10 gennaio.

A quanto riportano gli articoli dell'epoca e resoconti dettagliati di ex membri dello staff vicini al principe William, nei primi anni Duemila anche Kate Middleton si è ritrovata nello stesso limbo: fidanzata, sì, di un principe e futuro re d'Inghilterra, ma senza anello al dito per poter giustificare, agli occhi di sudditi e governo, le spese di una scorta o una protezione contro le intrusioni dei paparazzi. Vulnerabile come la suocera prima di lei e la cognata un decennio più tardi, Kate però aveva dalla sua una famiglia solida, che si è sobbarcata, soprattutto dopo l'annuncio del fidanzamento ufficiale nel 2010, le spese legali e quelle legate alla sua protezione: è ormai noto di come Michael e Carole Middleton abbiano collaborato con gli uffici della Firm, pur prendendosi carico degli oneri economici, per salvaguardare il più possibile la sicurezza e la tranquillità psicologica della figlia.

Un aiuto che Diana, cresciuta in una famiglia emotivamente disastrata e per niente supportiva, non ha avuto. In più, la madre di William e Harry era troppo giovane, inesperta e fragile per poter fare leva sugli strumenti difensivi di cui avrebbe avuto bisogno per farcela da sola. Meghan e Harry, forti della loro unione e intesa, hanno invece unito le forze e scovato da soli i metodi per combattere questa guerra (a colpi di denunce, diffide, interviste al veleno e pubbliche accuse). Kate, che non è figlia di un ambiente aristocratico ma ha saputo integrarsi perfettamente nelle cerchie più elitarie del Regno Unito - tanto che, un giorno, sarà regina del Paese - ha avuto dalla sua una dedizione al ruolo e un supporto familiare che hanno fatto la differenza sul lungo periodo. In questo gioco spietato in cui è la stampa britannica a dettare le regole, non c'è nulla, come la consapevolezza, che faccia di più la differenza.