É sempre una piacevole sorpresa quando un personaggio che segui si rivela esattamente per come lo immagini, lo idealizzi. E così, con grandi sorrisi telematici, si avvia la nostra conversazione con Ema Stokholma, dj, scrittrice, artista, donna poliedrica che ha fatto di mille forme d'arte la sua personale firma, avvolta in una personalità frizzante che traspare dal primo saluto e che si mantiene tale fin dal primo minuto del mattino. «Amo iniziare la giornata con un cappuccino di soia, immancabile da quando vivo in Italia, e con una canzone allegra che mi da la carica per la giornata. Sono una tipa da Radiohead, ma la playlist per iniziare la giornata deve essere briosa. Bobby McFerrin con "Don't worry be happy" o "Stand by me" di Ben E. King sono tra le mie scelte».
Il legame con la musica è indissolubile fin dai primi anni 2000 quando Morwenn Moguerou (questo il vero nome di Ema Stokholma) muoveva i primi passi nei club, destreggiandosi tra jog wheel e mixer. Eppure le arti che pratica, che includono scrittura, pittura e musica, viaggiano su binari vicinissimi ma parallelli. «Non riesco a dipingere con la musica perché mi concentro troppo sulla melodia, sulle sensazioni che mi da una canzone. Mentre dipingo meglio i podcast, ecco, per non contaminare le arti. E poi per farlo devo avere la casa completamente pulita, con il letto fatto e tutto il resto». Ma non solo vige la regola tidy room, tidy mind che renderebbe orgogliosa Marie Kondo, perché l'ispirazione per creare i quadri - che Ema posta sapientemente sul suo profilo Instagram - arriva anche dal caos, quello perfetto della natura. «Amo andare a fare lunghe passeggiate in Bretagna, con mio fratello. Lui conosce a fondo gli alberi, le piante e gli animali del posto, è completamente consapevole dell'ambiente verde in cui è inserito e per me che vivo in città essere circondata dalla natura è un'esperienza bellissima, mi arricchisce».
Una richiesta di spazi aperti che troviamo anche quando le chiediamo se ha un piccolo sogno dal grande impatto: «La mia vita è fatta di tanti piccoli sogni, non riesco mai a esagerare perché ho paura di non raggiungere ciò che mi prefisso e sarebbe tremendo. Ora vorrei avere uno spazio più grande per dipingere, un laboratorio tutto mio con una bella vista, in cui poter dipingere e fare miniature». Le stesse che Lavazza ha utilizzato per parlare del suo nuovo progetto, le prime capsule a zero impatto di CO2, ricostruendo nel mondo Times Square, Piccadilly Circus e Piazza di Spagna, tra le altre, in versione miniaturizzata.
In questo modo il brand, supportato dalla stessa Ema Stokholma che è testimonial di campagna, manda un messaggio di rispetto per il pianeta presidiando le più importanti piazze internazionali ma evitando i consumi di energia e le relative emissioni che schermi e affissioni a grandezza naturale comportano. E sono proprio le dimensioni a chiudere il cerchio, perché pensare alla vastità dell'universo, alle forme di vita aliene, ai buchi neri e alle stelle fanno sentire la modella piccola «come una miniatura nel mondo», appunto, mentre sul cosa la fa sentire un gigante nel mondo Ema Stokholma non ha dubbi: «Sopravvivere!».












