La vigilia di Natale il mondo ha visto Kate Middleton sedersi davanti al piano per accompagnare l'artista britannico Tom Walker sulle note della canzone For Those Who Can’t Be Here durante un concerto benefico che la stessa duchessa ha condotto. Non è tanto la canzone ad aver attirato l'attenzione di tutti (e sì che ha stracciato diversi record di visualizzazione) e neanche la performance (eccellente): Kate Middleton al pianoforte ha dimostrato, ancora una volta, di essere in grado di fare tutto. Non è solo precisa, sicura, discreta, sorridente (o mesta a seconda della situazione), ma pure creativa, fantasiosa e capace di gestire emozioni importanti come quelle che precedono un'esibizione artistica davanti al pubblico.
40 anni il 9 gennaio 2022, con ormai 10 anni di esperienza nei panni di Duchessa di Cambridge (e di moglie e madre di due futuri re, ovviamente), Catherine Middleton è protagonista di un nuovo libro che racconta le sue evoluzioni personali e professionali in modo leggero ma mai scontato, approfondito e frizzante. Lo ha scritto Eva Grippa, giornalista di Repubblica ed esperta di famiglia reale. Con Kate - Luci e ombre della futura regina (DeAgostini, 17 euro, già in preordine e in libreria dall'11 gennaio) si è data un obiettivo: spettinare la duchessa. Scomporre le magiche e perfette onde dei suoi capelli iconici per provare a capire cosa rimane della giovane ragazza inglese che ha aggirato, con tenacia e discrezione, ogni ostacolo che i suoi natali non certo nobili le hanno messo lungo il cammino. Con alcuni estratti del libro in esclusiva per Cosmopolitan e due parole con l'autrice sul fenomeno Kate, celebriamo i suoi primi 40 anni cercando di capire se dietro l'icona c'è ancora la ragazzina sportiva e gentile che ha conquistato il principe William ormai 20 anni fa. Nell'articolo, anche le foto scattate da Paolo Roversi con cui Kate ha deciso di festeggiare il proprio compleanno, e che entreranno a far parte della collezione permanente della National Portrait Gallery)
Kate Middleton, perfetta fino a prova contraria
«Spettinare Kate» è una bella metafora per provare a raccontare quanto l’ostinata perfezione che viene fuori dall'immagine pubblica della duchessa forse meriti di essere un po’ grattata. Eva Grippa, che nel 2020 è approdata in libreria con un bel saggio sulla regina Elisabetta e le donne della sua vita (Elisabetta e le altre, DeAgostini), ci ha confermato che la più umana reazione a un personaggio come Kate Middleton è farsi la domanda: ma ci è (così perfetta) o ci fa? Il dubbio che sia tutto frutto di un'abile costruzione a tavolino è plausibile, come si potrebbe dire per qualsiasi celeb che con la propria immagine lavora e prolifera.
«Leggiamo tutti i giorni di Kate, sia su giornali autorevoli che sui tabloid. Per questo pensiamo di sapere tutto di lei. Visto quanto è stata brava a calarsi nei panni reali, la Middleton però è stata anche capace di farci dimenticare che, dietro a ogni personaggio pubblico, c'è un'orchestra che ne plasma i contorni. Il 'brand Kate', dopo l'addio di Harry e Meghan, ha subito un restyling e una accelerata. In primo luogo perché i Sussex hanno mostrato che ci sono altri modi per essere royals e che non sono poi così terribili. E anche perché la monarchia ha bisogno di volti freschi e non ingessati come spesso sia Kate che William ci sono sembrati in questi ultimi 10 anni». Da qui il grande cambiamento nella loro comunicazione pubblica degli ultimi 12 mesi.
Ciò che vediamo oggi di Kate Middleton è un ruolo, che lei porta avanti con grande senso del dovere, che sente e ha fatto proprio. Gran parte del suo fascino arriva da questo, ma anche dai diversi aneddoti raccolti dall'autrice sulla sua adolescenza, negli anni in cui Kate era una ragazza sveglia e sportiva, protetta da una famiglia molto presente e in ascesa grazie al lancio dell'azienda Party Pieces, che li ha letteralmente trasformati in milionari.
«L’ascesa sociale dei Middleton è deflagrante. Michael lascia la British Airways per dedicarsi a sua volta alla Party Pieces, mentre Carole disegna la loro nuova vita da milionari. Il primo passo è spendere una buona cifra di denaro per trasferirsi in una casa più grande a Bucklebury: Oak Acre, una villa signorile in stile Tudor a due piani, con cinque camere da letto e un bel parco attorno, acquistata per 250.000 sterline. Un’altra discreta somma viene versata poi per iscrivere la primogenita a un rinomato collegio femminile, Downe House. Mentre i giornali titolano a tutta pagina l’arrivo del principe William a Eton, nel settembre 1995 Kate prende quindi posto nel pensionato per signorine dell’istituto. Riceve un’accoglienza ostile: la sua timidezza e ingenuità la rendono “diversa” dalla media delle studentesse, ricorda l’ex compagna Georgina Rylance. Molte ragazze iniziano a giudicarla con snobismo, le fanno lo sgambetto nei corridoi e sussurrano malignità alle sue spalle. Kate diventa bersaglio di scherzi crudeli ed episodi di bullismo, ridimensionati a «normale competizione tra ragazze che stanno crescendo» dalla preside, miss Susan Cameron. «Se Kate fosse stata davvero vittima di bullismo, non credo che sarebbe la ragazza che è oggi. Questa è la mia opinione. Ricordo però che era infelice e inquieta e non è riuscita ad adattarsi» ha assicurato, intervistata da The Mail of Sunday»
(Estratto dal libro Kate - Luci e ombre della futura regina)
Kate Middleton vittima di bullismo da ragazzina proprio non ce l'aspettavamo. Eppure sono le persone che l'hanno conosciuta in quella fase della sua vita a raccontarci un'altra storia, quella di un'adolescente nata in seno a una classe sociale tutto sommato umile, che vede cambiare le sue sorti grazie alla proattività di mamma Carole e di nonna Dorothy.
«Di quella Kate», ci ha detto l'autrice «oggi rimane senz’altro il carattere tenace. La duchessa di Cambridge, d'altronde, è un Capricorno. È una tosta, che non prende un impegno se non sa di portarlo avanti al massimo. Che vuole sempre prefissarsi obiettivi alti, qualsiasi cosa faccia. Ha il senso del dovere inculcato in testa ed è molto, molto ambiziosa. Quando ha sposato il principe William si è preposta un unico traguardo: il suo ruolo principale è essere madre e moglie di due eredi al trono. Si è messa al servizio della monarchia perché pensa che questa sia la sua missione. Lei ha scelto di essere tutto questo: non lo ha subito, ecco la sua forza. Si è preparata al meglio col supporto della sua famiglia d'origine e con la protezione dei piani alti della monarchia e il risultato è la Kate - perfetta e sicura - che vediamo oggi».
E non sono solo sudditi, fan e replicanti di Kate (che, con l'hashtag #Replikate, le copiano ogni singolo outfit come se fosse una celebrazione) ad amarla così tanto. «La regina e tutto lo staff hanno visto in lei tutto questo potenziale sin dai primi giorni di relazione con William. Il loro è un rapporto alla pari, con lei che gioca un ruolo fondamentale: quello della spalla. Non lo ha mai comandato a bacchetta; e sono entrambi molto bravi a eclissarsi quando è necessario lasciare spazio all'altro. Ricordiamo che è stata lei a convincere il principe a rimanere all’università quando lui voleva mollare, convincendolo a cambiare solo corso ed evitando una bella crisi monarchica». E questo la regina e il principe Carlo non l'hanno mai dimenticato.
Mamma Carole Middleton, motore della nascita del fenomeno Kate
“Squeak e Pip”, “sorelle glicine”, oppure semplicemente Kate e Pippa. Ai vertici di questa diade molto chiacchierata, mamma Carole. Imprenditrice, autonoma, creativa. Spesso al centro del racconto dell’ascesa di Catherine, rimane ancora oggi difficile scalfire l’idea che ne sia stata anche la burattinaia. Ma oltre la teoria complottista, secondo Eva Grippa c'è sempre un fondo di verità che bisogna guardare senza lasciarsi prendere dai fervori del gossip.
«Carole Middleton è il motore di tutto, ci sono pochi dubbi. Non per questo, è un male. Se ci pensiamo, quella dei Middleton è una fantastica storia di crescita sociale, che nasce da un clan di stampo matriarcale. In origine c'erano i Goldsmith, la famiglia di Carole, e sua madre Dorothy. Proprio la nonna di Kate è stata la prima a emanciparsi da una condizione di umiltà: non dimentichiamo mai - perché non lo fa neanche la duchessa - che discende da una famiglia di minatori. Dorothy si è affrancata con un buon matrimonio e tanta ambizione. E Carole Middleton ha fatto lo stesso, qualche decennio dopo. Si è letteralmente inventata un lavoro vendendo addobbi per feste online quando era incinta del terzo figlio James. Ha spinto perché i figli crescessero con questa mentalità proattiva. E si è rimboccata le maniche per far loro frequentare scuole e circoli giusti, per incontrare il gotha, e salire ulteriormente la scala sociale».
Gli amori di Kate prima di William
«Jessica Craig è stata il primo grande amore del giovane Windsor, una biondina piuttosto simile per certi aspetti a Kate: un caparbio Capricorno,1 figlia dell’ambientalista Ian Craig, che aveva fatto del ranch di famiglia in Kenya una riserva naturale, il più grande paradiso dei rinoceronti neri al mondo. William vi arriva in visita per la prima volta nel 1998, appena sedicenne, e ci torna più volte, incluso l’anno del diploma quando, dopo una lunga permanenza, chiede alla ragazza, forse per scherzo, di sposarlo. Il nome di Jecca è in cima a una lunga lista di mancate principesse, una figura ingombrante con la quale Kate si troverà a fare spesso i conti, nel corso della sua vita accanto a William. Quanto a Kate, le sue compagne di college assicurano che il principe è stato il suo primo vero amore. Ma non l’unico.
Quel che per William fu Jecca, per Kate fu Woody St John Webster, nome associato a un indimenticabile primo bacio scambiato ai tempi del Marlborough college, dove entrambi studiavano, seppure in classi diverse. Woody era il fratello della sua amica Alice, un ragazzo “popolare e gentile”, nonché belloccio: alto, biondo e sportivo come lei, capitano delle squadre di rugby e di tennis della scuola. La storia inizia nel 1998, quando la sedicenne Kate, a detta delle compagne, torna dall’estate trascorsa con i genitori ai Caraibi... diversa: «Era diventata una bellezza mozzafiato» ricorda Gemma Williamson. «Era sempre stata sportiva, ma d’un tratto era anche femminile. Con la sua figura flessuosa, i riflessi biondi e le fossette era balzata in cima alla lista delle ragazze più carine della scuola»
«Carole portava le ragazze a fare shopping in King’s Road» osserva un’altra ex compagna, Denise Allford; «Pippa era un maschiaccio, ma Kate, abbandonato l’apparecchio, era diventata fantastica. E vestiva benissimo. La cotta adolescenziale per Woody e il breve flirt che segue finiscono quando lui si diploma e va a studiare Geologia all’università di Edimburgo. Kate decide che lo seguirà, in un prossimo futuro. Nel frattempo resta single e sono in molti a ronzarle attorno, ma lei non sembra interessata; preferisce lo sport alla compagnia maschile"
(Estratto dal libro Kate - Luci e ombre della futura regina)
Cosa è rimasto di quella Kate ventenne, oggi che di anni ne ha 40 e ha parecchia esperienza sulle spalle?
«Kate è 70% dedizione al ruolo e 30% carattere. Tutti quelli che la frequentano oggi dicono di lei che è molto timida. Schiva lo è sempre stata, sin da ragazza. Si sente più al sicuro stando chiusa nel suo riccio. E questo la fa sembrare un po' forzata, quando in realtà propende solo per il low-profile», ci ha detto Eva Grippa. Non hanno aiutato i chiacchiericci sulla tendenza ad arrampicarsi socialmente che ruotavano intorno alla sua famiglia, snobismo tutto britannico che ha portato anche a una rottura tra la famiglia reale e i Middleton. Talmente distanti nei modi e nei toni, pare, da non poter rimanere a lungo nella stessa stanza. Così ha riportato un piccato articolo del Tatler del 2020 che, sotto una serie di lusinghe, ha avallato l'ipotesi che la sparizione dei Middleton dai circoli reali sia dovuta a un'antipatia di rango tra le famiglie.
Non solo: tra le ombre di Kate Middleton c'è anche, insistente, quella sulla sua eccessiva magrezza, che negli anni ha portato a pensare potesse essere frutto di disturbi alimentari mai ufficializzati. Il fantasma di lady Diana, in questo, ha parecchio peso. E chiunque osi affermare una cosa simile pubblicamente (vedi il Tatler, che è stato censurato) viene pesantemente bacchettato dalla famiglia reale.
Il rapporto con Harry e Meghan: cosa è andato storto
Dimentichiamo, perché le cronache britanniche nei primi anni 2000 arrivavano a singhiozzi fino a noi, che anche Kate Middleton ha avuto il suo bel da fare per rispondere agli attacchi della stampa. Proprio come lady Diana prima di lei, proprio come Meghan Markle che è venuta dopo. La differenza, per Eva Grippa, è che Kate è stata molto protetta dallo staff reale, in particolare da quello di Clarence House, l'ufficio del principe Carlo, che ha aiutato la futura duchessa e la sua famiglia a proteggersi da paparazzi e attacchi dei tabloid.
«Tutta la famiglia Middleton si è affidata a Clarence House e ai suoi avvocati, pagando però di tasca propria la protezione della figlia. Le guardie del corpo di Kate, quando era solo la ragazza del principe, erano a carico dei suoi genitori. In questo ha avuto un ruolo anche il papà di Kate, Michael, perché d’accordo con lo staff reale ha cercato di creare un sistema per proteggerla. Quando ha capito come funzionavano le cose e quanto la attaccavano, si sono fidati di chi c'era già passato, senza fare di testa propria».
Il carattere di Kate Middleton ha giocato un ruolo importante, ma il fatto che sia stata protetta da tutto l'apparato e dalla sua famiglia ha ovviamente aiutato non poco. Quando la cognata Meghan Markle ha cominciato a vivere la stessa esperienza con la feroce stampa ha avuto lo stesso supporto? Probabilmente non così forte, secondo Grippa. In più il principe Harry e sua moglie avevano altri piani, non hanno avuto la pazienza di adattarsi al sistema e, visto come gli stanno andando le cose, hanno fatto bene.
Ma cosa è successo tra di loro, perché lo strappo non si ricuce? «Tra di loro è successo quello che succede a tantissime famiglie. Kate e Harry si conoscono da una vita. Si vogliono e si sono voluti bene. Credo che la duchessa avrebbe voluto un’altra cognata accanto a Harry proprio in virtù di questo affetto. Lei e Meghan sono molto diverse caratterialmente per via del loro vissuto, hanno in comune solo l'età. In più, quando la ragazza è arrivata a corte dall'America, ha cominciato a ottenere tutto ciò che desiderava: probabile che questo abbia infastidito ulteriormente Kate, che invece ha sudato parecchio per essere dov'è».
Questo, in definitiva, ha rovinato anche il rapporto con Harry. Come avrebbero fatto tutti, il principe ha scelto di difendere la sua relazione agli occhi della famiglia. E di uscire dall’ombra del fratello come aveva sempre desiderato. «Diana ci ha sempre tenuto a metterli sullo stesso piano. Ma da quando se ne è andata la gerarchia tra fratelli è venuta fuori».
Il segreto di Kate, del suo stile, del suo affiatamento con William
«Il suo plus è la capacità di fare lavoro di squadra e di permettere agli altri di lavorare su di lei», ci ha detto Grippa. Questo ha portato all'evoluzione del suo look, anche grazie all'aiuto della sua stylist Natasha Archer, all'immagine che oggi, madre di tre figli e professionista della famiglia reale, riesce a restituirci. «Una cosa è quando ti costruisci un personaggio da sola. Una cosa è quando gli altri ti dicono come devi fare le cose, soprattutto se sei una duchessa. È, a tutti gli effetti, un lavoro che non finisce mai. Kate è una persona che fa squadra, che si è fidata del team che la famiglia reale le ha messo a disposizione per prepararla ai suoi doveri di regina. Lavora senza sosta perché ha capito il suo ruolo: spalla e supporto del marito William, tra le mura domestiche e fuori».
D'altronde il Kate Effect, ovvero l'influenza sui costumi e sui consumi che ha generato l'arrivo della duchessa nella famiglia reale, non è certo un fenomeno aleatorio: è diventato sistemico, ha superato i confini britannici, diffondendosi in tutto il mondo. Stylist e personal assistant da cui Kate Middleton è circondata hanno fatto un buon lavoro: lei però ha completato l'opera affidandosi completamente. E diventando l'icona che è, inscalfibile e spesso indecifrabile, perfetta ma con lati del carattere ancora in ombra, madre e moglie modello, futura regina consorte, ragazza della porta accanto diventata duchessa.


















