Mentre sistemo gli ultimi scatoloni, mi fermo ad ammirare questo camper che tra poche settimane diventerà la nostra casa (mia e di mio marito Michele, che insieme alla nostra cagnolina Mia siamo @vangolden.van). Lo abbiamo costruito noi negli ultimi due anni, tra lacrime, sudore e olio di gomito. Quante volte abbiamo creduto di non farcela e invece eccoci qui. Presto saremo di nuovo in viaggio, ma questa volta senza una data di scadenza. Verso l’infinito e oltre, come commenterebbe Buzz Lightyear, prima di lanciarsi nel vuoto con le sue finte ali di plastica. Il nostro più che un semplice viaggio, però, è una scelta di vita vera e propria, condivisibile o meno; ma è un fatto che viaggiare sia considerato, specialmente per i più giovani, un must, una priorità. Per capirne le ragioni più profonde, abbiamo ragionato sulle risposte della Gen Z al sondaggio online di Cosmopolitan (la quarta Grande Inchiesta, per questo numero dedicata al viaggio).

andalucia, spainpinterest
Tim Macpherson//Getty Images

Cosa ci spinge a partire, spesso più volte all’anno? Che cosa cerchiamo fuori e dentro noi stessi quando entriamo a contatto con culture, esperienze e luoghi diversi? Perché non si tratta solo di relax o divertimento. «A Milano mi sento sopraffatta dal lavoro, limitata dalla mentalità delle persone, mentre in viaggio posso essere chi voglio», si confida una ragazza. «Evadere dalla realtà, darmi la possibilità di essere qualcun altro al di fuori del quotidiano, scoprire nuovi lati di me e arricchirmi come persona», commenta un’altra.

diagrampinterest
Courtesy of Press Office

Certo, staccare la spina qualche volta è importante, anzi essenziale. Ma ciò che sembra intrigare molti è proprio il «poter essere qualcun altro». Provare a vestire i panni di chi, per motivi ovvi, non possiamo essere nella vita di tutti i giorni. Fare esperienze che a casa non prenderemmo neanche in considerazione e che però hanno il potere di trasformarci. In questo senso, la maggioranza ha descritto il viaggio come un’opportunità di crescita personale ed esplorazione di sè stessi. Un modo per uscire dalla propria comfort zone, abbracciare nuove sfide e imparare qualcosa di nuovo. «Scoprire e scoprirmi, mettermi in gioco sempre, capire quanto posso contare su me stessa, ma anche sulle persone con cui parto». Scommettendo su noi stessi, impariamo anche ad aprirci all’altro. «Per me viaggiare significa riscoprire la bellezza che c’è al di là della porta di casa e la fiducia nell’essere umano», scrive una under 25.

a blue xray of a birdpinterest
Glasshouse Images//Getty Images

Chi ci segue sui social sa che è mio marito quello che nella coppia ha viaggiato di più, collezionando esperienze incredibili che hanno lasciato un segno profondo nella sua anima. Ricordo il giorno in cui andai a prenderlo dall’aeroporto di Bari al ritorno di un viaggio di un mese in Tanzania. Michele aveva negli occhi una luce diversa. La prima cosa che mi disse non appena gli gettai le braccia al collo fu «questo viaggio mi ha aperto gli occhi: la persona che ero non esiste più». Lì, tra villaggi maasai e comunità locali, ha imparato quanto sia importante il valore dell’ospitalità, della gentilezza e dell’umiltà. È stato invitato da una famiglia locale a visitare la loro casa di argilla con vista sull’Oceano. Ha scoperto quanto può essere divertente giocare insieme a un gruppo di bambini con una palla da football mezza sgonfia. Ha mangiato lo street food locale in piccoli sacchetti di plastica e una volta due pescatori si sono offerti di cucinargli dell’ottimo pesce appena pescato, invitandolo poi a cena nella loro tenda. Ha persino incontrato un uomo che è rimasto a fissarlo imbambolato: non aveva mai visto una persona bianca prima. Era andato in Tanzania per scalare il Kilimangiaro e per dimostrare che poteva farcela anche lui, a raggiungere la vetta più alta dell’Africa. Ma quello che ha ricevuto è stato di gran lunga più prezioso di un semplice risultato sportivo.

textpinterest
Courtesy of Press Office

Viaggiando abbiamo la possibilità di mischiarci con la gente. Di sperimentare usi e costumi differenti. Di riconnetterci con la natura circostante. Il periodo più bello del nostro giro d’Italia in camper? Quando abbiamo attraversato le colline romagnole ad oltre 1400 metri sul livello del mare. Abbiamo vissuto più di 5 giorni senza connessione Internet e acceso fuochi per scaldarci e prepararci da mangiare. Abbiamo visto le stelle. Molte, moltissime stelle. E camminato nei boschi. È stato magnifico. In quei giorni posso dire di aver vissuto per la prima volta in vita mia in completa simbiosi con la natura.

landscape shot over a womans shoulder of a young woman of generation z with dark hair standing in the open doorway of a trainpinterest
Janina Steinmetz//Getty Images

E adesso un po’ di numeri (elaborati dalla società InTrbe Sb). Sebbene la voglia di partire sia aumentata considerevolmente nel periodo post Covid (85,5%), più della metà dei rispondenti (67,3%) lamenta il fatto di non viaggiare quanto vorrebbe. Non siamo mai soddisfatti oppure è tutta colpa del rincaro che da mesi ci obbliga a stringere la cinghia? Sta di fatto che un buon 43,6% preferisce fare viaggi brevi durante tutto l’anno, mentre il 32,7% aspetta di avere soldi e tempo per godere di un break più lungo. A testimoniare anche un bisogno più frequente di staccare la spina. Quante volte ci siamo sentiti dire di “volere la pappa pronta”, anche in termini di viaggi? Niente di più lontano dal vero: la Gen Z ama organizzarsi in autonomia online (81,5%), mentre una piccola fetta (17,1%) preferisce rivolgersi ad agenzie specializzate. A ispirare principalmente i social network (71,5%) e siti web specifici da cui i più giovani prendono le informazioni (91,3%) seguiti dai travel influencer (53,5%). Siamo una generazione sempre più autonoma, dunque, e sempre più disposta a risparmiare per poter partire più spesso. Infatti il tipo di viaggio preferito è il backpacking o viaggio “zaino in spalla”.

diagrampinterest
Courtesy of Press Office

Si tratta di una scelta low cost che consiste nel muoversi leggeri, a piedi o servendosi dei mezzi pubblici. La rinuncia a qualche comfort è d’obbligo, ma in questo modo è possibile cimentarsi in un’avventura indimenticabile. Come quella che abbiamo vissuto noi percorrendo il cammino materano in 7 giorni. Se volete farlo anche voi ma non tollerate il caldo pugliese, non seguite il nostro esempio: non partite in pieno agosto! Medaglia d’argento al road trip, sempre più in voga negli ultimi anni, magari a bordo di un van a noleggio. Come compagni di viaggio, la metà sceglie il partner; seguono gli amici e i familiari, mentre un timido 9,8% parte in solitaria. Un dato comunque in continua crescita, specialmente per le donne. E le destinazioni? In cima alla classifica troviamo i Paesi esotici. Il sud-est asiatico, i Caraibi, ma soprattutto l’isola di Bali sono fra le mete più sognate. Seguono poi i Paesi europei, grandi città come New York e Londra, il Sud America e il Giappone. Quasi nessuno invece nomina l’Italia. Sintomo che guardiamo al viaggio come a un’esperienza straordinaria in grado di trasportarci in una dimensione “altra” lontana e affascinante.