Un viaggio è fatto di tante cose, maa Vienna sembra che il viaggio sia fatto soprattutto di visite a castelli e di giardini: è altera ed elegante come una regina. Qua e là però si intravede qualcosa di inaspettato che svela un’anima completamente diversa della città.
Ho questa impressione per la prima volta nel cortile del MuseumsQuartier che riunisce diversi musei e gallerie d’arte. Uno spazio culturale moderno e pieno di vita, dove le persone si riuniscono a chiacchierare rilassandosi. Mi riposo dopo una maratona tra le opere di Schiele e mi trovo coinvolta in una discussione sull’architettura contemporanea con due studentesse.
Eva e Paula mi parlano del campus di Economia progettato dai più grandi architetti del mondo, tra cui Zaha Hadid, e di quanto sia di ispirazione studiare in una città così piena di stimoli. Non devo proprio perdere il Mumok, mi dicono. È il museo di arte contemporanea, si trova proprio qui e mi invitano a entrare con loro. Mi raccomandano di tornare di sera perché qui batte il cuore dell’arte viennese ma anche quello della nighlife.
Quando le saluto mi riprometto di scoprire anche la Vienna contemporanea ma venti minuti dopo me ne dimentico e mi tuffo nuovamente nella storia mentre un violinista suona la sua magia nel roseto del Volkspark. Trattengo i passi e mi soffermo ad ascoltare, un giapponese intraprendente mi offre la mano e improvvisiamo un valzer.
Kimi è uno scenografo, dice che si è accorto che avevo una gran voglia di danzare. Aveva ragione, rido e mi faccio raccontare la sua città. Il suo posto preferito è la 21er Haus, un grande spazio per l’arte contemporanea dove scoprire tutte le avanguardie. All’arte tornerò a dedicarmi domani, sento che dopo il valzer la cosa giusta da fare è sedersi in un caffè davanti a una fetta di torta.
La pasticceria Demel è affollata e il piccolo spazio all’aperto è invaso dall’aroma dei cavalli della vicina Scuola di Equitazione Spagnola dell’Hofburg perciò ordino a portar via. Chiudo gli occhi e indico a caso nella vetrina, tanto vorrei assaggiare tutto! La scelta cade su una Schneeball, una deliziosa palla di pasta fritta con zucchero a velo, e su una fetta di Anne Torte, una torta al cioccolato a tre strati da leccarsi i baffi.
Mi bastare svoltare l’angolo per trovare un grande albero con panche, tavolini e sedie. Tre signore sorseggiano vino bianco, un ragazzo mi offre acqua fresca e accetta un po’ del dolcetto che sto per scartare. Dividiamo la Schneeball, la panchina e quattro chiacchiere.
Chiedo anche a Lukas qual è il suo posto preferito in città e mi parla del Fleischmarkt, l’antico quartiere greco, il posto migliore se vuoi scoprire i palazzi più belli in stile art nouveau. Mi segnala anche il Griechenbeisl, uno dei wiener beisln più famosi in città. Sono bistro dove assaggiare la cucina tipica austriaca, non puoi davvero perderteli!
Le tre signore ascoltano e vogliono partecipare. Per mangiare mi consigliano il Naschmarkt e ci andrò a pranzo qualche giorno dopo. È un mercato storico con le classiche bancarelle di frutta, verdura e formaggi ma ci sono anche decine di localini che offrono qualunque tipo di cibo ti salti in mente di assaggiare.











