La 70esima edizione dell'Eurovision Song Contest si è chiusa con un verdetto che ha ribaltato i pronostici della vigilia nella Wiener Stadthalle di Vienna. A conquistare il prestigioso microfono di cristallo è stata - con grande sopresa - la Bulgaria, che per la prima volta nella sua storia sale sul gradino più alto del podio grazie a Dara e al suo tormentone dal titolo "Bangaranga".

L'artista ha saputo mettere d'accordo le giurie tecniche e il televoto, superando nello sprint finale Israele, arrivando secondo tra le - ovvie - contestazioni del pubblico, e la Romania, che ha ottenuto il terzo posto. Si ferma invece in quinta posizione l'italiano Sal Da Vinci.



Chi è Dara: da X Factor alla consacrazione europea

Darina Nikolaeva Jotova, nota al grande pubblico semplicemente come Dara, è nata a Varna il 9 settembre 1998 ed è attualmente una delle icone più influenti del pop contemporaneo nei Balcani. La sua carriera ha preso il via nel 2015, quando a soli 17 anni si è classificata al terzo posto nella versione bulgara del talent show X Factor. Da quel momento la sua ascesa nel panorama musicale è stata senza sosta, grazie a una vocalità che incanta e a una presenza scenica magnetica, in grado di fondere elementi di musica elettronica, R&B e pop moderno.

In patria l'artista ha collezionato una serie di successi commerciali uno dopo l'altro. Il suo singolo "Thunder", pubblicato nel 2021, è rimasto in testa alle classifiche radiofoniche per undici settimane consecutive, spianando la strada al suo album di debutto Rodena takava, risultato il disco di un'artista femminile più venduto dell'anno in Bulgaria. Con oltre 80 milioni di riproduzioni e visualizzazioni totali sulle piattaforme digitali, Dara ha consolidato la sua posizione nell'industria musicale ricoprendo anche il ruolo di coach e mentore nelle edizioni 2021 e 2022 del programma televisivo The Voice of Bulgaria.

Nel 2025 il lancio del suo secondo album in studio, Adhdara, ha segnato la transizione definitiva verso una dimensione internazionale, culminata nella vittoria della selezione nazionale a inizio 2026 e nel successivo trionfo sul palco di Vienna.

I motivi del trionfo: perché ha vinto "Bangaranga"

Il successo di Dara alla finale dell'Eurovision Song Contest 2026 non è stato casuale, ma risponde a un insieme di fattori artistici e strutturali che hanno saputo intercettare il gusto del pubblico e dei giurati. Il brano "Bangaranga", il cui titolo richiama il caos e la ribellione giovanile, si è imposto come un inno alla libertà personale e alla scoperta della propria forza interiore. Dal punto di vista musicale, la canzone si sviluppa come un tormentone dal ritmo che ti entra in testa fin dalle prime note, un punto fondamentale in una competizione televisiva in cui l'immediatezza è tutto.

Un ruolo fondamentale nel trionfo bulgaro è stato svolto dalla messa in scena ideata dal regista svedese Fredrik Rydman, un professionista che ha già curato le coreografie di precedenti vincitori della manifestazione. La scenografia di "Bangaranga" ha trasformato il palco in una stanza rotante in cui la cantante si muoveva tra clown e illusioni ottiche, creando l'effetto visivo di un vero e proprio videoclip musicale performato dal vivo. Questa combinazione tra un forte groove elettronico e uno staging di grande impatto ha permesso a Dara di totalizzare ben 516 punti totali.

Mentre Israele ha fatto il pieno di consensi quasi esclusivamente al televoto e la Romania ha guidato la classifica parziale delle giurie, Dara è stata l'unica concorrente in grado di ottenere un grande supporto trasversale da entrambe le categorie.