C'è grande attesa per la finale di Eurovision Song Contest 2026, alla quale parteciperà tra gli altri anche un artista di nome Vlad Sabajuc che però i fan eurovisivi hanno imparato ad amare con lo stage name di Satoshi. Attenzione perché con la sua "Viva, Moldova!" il cantante potrebbe avere grandi chance di vittoria, in barba ai pronostici. Conosciamolo un po' meglio!



Chi è Satoshi, il rappresentante della Moldavia a Eurovision Song Contest 2026

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Satoshi è nato il 13 settembre 1999 a Cahul, una piccola città della Moldavia poco distante dal confine con la Romania.

Il rapper respira musica sin da ragazzino: diventato autodidatta alla batteria e compositore precoce (scriveva già tra i banchi di scuola!), ha dato vita al suo attuale progetto discografico nel 2019, collezionando in pochi anni tre album e diverse hit. Il suo nome d'arte non è ovviamente casuale: deriva da una profonda ammirazione per la cultura nipponica e vuole evocare «l'idea di un pensiero chiaro e di una consapevolezza creativa».

L'artista ha staccato il suo biglietto per Eurovision 2026 vincendo il contest Finala Națională, il concorso con il quale la sua Nazione sceglie ogni anno il suo rappresentante.

Di cosa parla il testo di "Viva, Moldova!" di Satoshi?

La canzone dell'artista moldavo è una vera bomba: si tratta di un pezzo che mescola tantissimi generi diversi, dal rock, al pop, all'electro passando per i ritmi balcanici. Si tratta di una scelta non certo casuale, considerato quanto il suo Paese sia da sempre un crocevia unico di culture e lingue diverse.

Parlando della sua canzone, Satoshi ha rivelato che segue le orme di innumerevoli brani moldavi del passato, esprimendo amore per la musica divertente e il suo orgoglio nazionale: l'artista è felicissimo di essere nato e cresciuto in un luogo così aperto e accogliente, e che purtroppo però ancora in pochi conoscono.

Ecco perché "Viva, Moldova!" presenta un testo in rumeno, italiano, latino, inglese, spagnolo e francese: con questo pezzo, Satoshi aveva proprio l'obiettivo di mettere in risalto l'eredità della Moldavia, insieme al suo moderno multiculturalismo. A lui facciamo un grosso in bocca al lupo!