Il modo migliore per descrivere il concerto di Tredici Pietro a Milano del 6 maggio è attraverso le parole di Lil Busso. L'amico e collaboratore di lunga data del cantante lo ha raggiunto per esibirsi su tre tracce "1 € Al Secondo", "Sara E Sabrina", "Bro + Bro", alla fine delle quali ha osservato: «Questa musica, questa sala, è piena di gente di cuore». Così il live di Tredici Pietro unisce energia ed empatia, aprendo con un'infilata puramente rap, "Non Guardare Giù", "Morire", "Biassanot" ed esplorando gradualmente tutte le sfumature che Tredici Pietro è capace di portare nella sua musica.
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Il bello è, anche, il tempo che il Piccolo Pietro si prende per parlare con i suoi fan, interagendo per davvero, come se fosse una balotta e lui non si stesse esibendo per loro, ma con loro. Scherza sul fatto di non ricordare la scaletta scritta da lui stesso, mentre improvvisa a cappella insieme al pubblico "Piccolo Pietro"; regala un plettro; racconta aneddoti e ringrazia i musicisti presenti con lui sul palco: Fudasca, Montesacro, Alessandro Manzi, Andrea P. che «ci sono sempre, sono l'estensione del progetto Tredici Pietro, lavoriamo sempre insieme, a casa, in studio e sul palco».
Tredici Pietro racconta così il proprio percorso artistico da «un brano più vecchio a cui sono molto legato e mi fa pensare alle persone che un po' odio e che sono fuori dalla mia vita» come "Dall'alto", a «l'ultimo brano scritto insieme per chiudere il capitolo di Non guardare giù, che parla del fatto che ad uccidere quelli della nostra generazione sarà la fretta di arrivare al punto» come "La Fretta". A sessioni energiche, in cui l'artista salta da una parte all'altra del palco, si alterna un momento più raccolto, con tre sgabelli al centro riservati a lui, Montesacro e Fudasca. Qui Tredici Pietro fischia, suona la chitarra, continua a dare prova della sua versatilità con "Emirates" e "Respirare", tra le altre.
Arriva poi il momento degli ospiti, insieme a cui esegue "Serve Amore" con IRBIS; invita sul palco Juli con cui «ho stretto veramente tanto» e reputa «un amico, un fratello», per cantare "Qui Piangono Tutti"; poi arriva Mecna, con cui si esibisce in "Solamente di te" ed esprime un desiderio «Prima o poi faremo un disco insieme»; infine c'è Galeffi per "Galleggiare" con cui rievoca un legame speciale.
Andando verso la chiusura, Tredici Pietro dedica un segmento alle sua canzoni, forse, più famose, da "Che gusto c'è" introdotta da un sonoro «Mio padre non è Gianni, è Fabri»; per poi passare a un arrangiamento di "Vestiti D’Odio" e "Uomo Che Cade". A proposito della canzone presentata sul palco del Festival di Sanremo 2026, Tredici Pietro si lascia andare a una riflessione: «L'ho scritta esattamente un anno fa insieme a Dimartino. L'abbiamo lasciata da parte, poi a settembre ho riaperto il Dropbox in cui tengo tutte le canzoni e mi sono detto 'cazzo, dobbiamo presentarla al Festival'. È il momento di cantarla con voi, ma dovete sostenermi, aiutarmi, perché qua ci vuole pancia». E così, dopo aver cantato "Galleggiare", "Tempesta", "Bolo" e "Verità", si conclude il live di Tredici Pietro, lasciando che le emozioni prendano il sopravvento nella pancia, salutandosi con un abbraccio stretto e la voglia di rifare tutto da capo.
La scaletta di Tredici Pietro all'Alcatraz di Milano
Intro Non Guardare Giù
1. Non Guardare Giù
2. Morire
3. Biassanot
4. Big Panorama
5. Tu Non Sei Con Noi
6. Soldi
7. Milano Collane
8. Dall’Alto
9. Serve Amore
10. High
11. La Fretta
12. Qui Piangono Tutti
13. Emirates
14. Respirare
15. Passaporto
16. Solamente Di Te
17. 1 € Al Secondo
18. Sara E Sabrina
19. Bro + Bro
20. Tradirti
21. Like This Like That
22. Che Gusto C’è
23. Vestiti D’Odio
24. Uomo Che Cade
25. Galleggiare
26. Tempesta
27. Bolo
28. Verità














