Il Glastonbury in Inghilterra, il Primavera Sound in Spagna, il Tomorrowland in Belgio, il Rock am Ring Germania, il C2C in Italia. I nomi dei grandi festival musicali in Europa sono ormai una meta fissa nei programmi primaverili, estivi o autunnali degli appassionati di rock, alternativa, EDM e così via. Oltre ai più famosi nomi europei, c'è in realtà una nuova frontiera di eventi musicali, che si sta sviluppando nell'Est del continente.



Spostandoci a oriente, troviamo realtà affermate come quella dello Sziget di Budapest, che dal 1993 è diventato una vera e propria istituzione, radunando nelle ultime edizioni circa mezzo milione di partecipanti e artisti del calibro di Billie Eilish, Post Malone, A$AP Rocky e Radiohead. Ma non è tutto, perché la zona dei Balcani sta vivendo una rivoluzione creativa dal punto di vista musicale, attirando negli anni più recenti un numero sempre più consistente di artisti internazionali e spettatori da tutto il mondo.

L'impatto del Sunny Hill Festival di Dua Lipa

Un esempio di questa rinascita è il Sunny Hill Festival, che si tiene a Pristina, più precisamente al Sunny Hill Festival Park di Bernica, in Kosovo. Dietro a questo progetto musicale c'è nientemeno che Dua Lipa, l'artista britannica con radici albanesi, che insieme al padre Dukagjin Lipa ha creato nel 2018 la fondazione e il festival omonimi. L'annata non è casuale: è stata un'occasione per celebrare 10 anni di indipendenza del Kosovo. Come riporta BBC, Dua Lipa ha spiegato a proposito del Sunny Hill: «Voglio cambiare la retorica che la gente ha del Kosovo e del fatto che sia un Paese dilaniato dalla guerra. Quando vivevo in Kosovo, nessuno degli artisti che avrei voluto vedere veniva mai qui». Ora le cose sono decisamente cambiate.

Se nel 2018 l'unico nome internazionale è stato quello di Dua Lipa, già dall'anno successivo artisti come Miley Cyrus e Calvin Harris hanno accettato di unirsi alla line up, aprendo la pista a una serie di artisti da tutto il mondo tra cui, arrivando all'edizione 2025: Anyma, Peggy Gou, Shawn Mendes, Fatboy Slim e il ritorno di Dua Lipa. Secondo la stima pubblicata sul sito del Sunny Hill, ogni edizione raccoglie oltre 100.000 spettatori da tutto il mondo, ottenendo sempre maggiore risalto tra i festival internazionali. Sicuramente la figura di Dua Lipa ha contribuito alla popolarità e al successo dell'evento, ma gran parte dell'Est Europa sta vivendo questa febbre del festival.

Nel 2026 balleremo nell'Est Europa

Come ha raccontato Giovanni Ansaldo in un articolo sul tema per Internazionale, la zona è in fermento musicale: Albania, Bosnia, Bulgaria, Grecia, Kosovo, Croazia, Montenegro, Macedonia e Serbia, stanno dando vita a nuovi festival che attirano artisti di medio/grosso calibro, oltre a un pubblico sempre più vario. Come si legge nell'articolo, «secondo gli addetti ai lavori c’è un motivo principale: è un mercato inesplorato, dove i musicisti possono raggiungere nuovi fan, a differenza per esempio di quello italiano, ormai abbastanza saturo. In alcuni stati dei Balcani mancano ancora le strutture adatte ai concerti, soprattutto le arene al chiuso, ma diverse città stanno provando ad attrezzarsi».

Tra i Paesi che più si stanno aprendo a questo tipo di eventi musicali c'è la Polonia, spiega Internazionale, parlando dell'industria musicale polacca in espansione e dell'Atlas arena di Łódź: «Solo nel 2025 questa struttura da 13.800 posti ha ospitato concerti di Limp Bizkit, Lionel Richie, Andrea Bocelli, Twenty One Pilots, Tate McRae, Carlos Santana, Thirty Seconds To Mars e Ghost, oltre a eventi sportivi internazionali». Ovviamente anche nell'Est Europa, come nel resto del continente, l'organizzazione di questi eventi prevede le sue difficoltà, in particolare l'aumento dei costi dovuto al post pandemia da Covid-19 e gli effetti della guerra in Ucraina. Eppure, i festival resistono e si espandono.

Nell'estate 2026 balleremo e canteremo in una delle venue dell'Est Europa? Potrebbe essere una buona idea data la presenza, in alcuni casi già annunciata, di grandi artisti, vedi alla voce Fest Team a Plovdiv (Bulgaria) che per luglio 2026 ha già annunciato i primi headliner: The Cure, Gorillaz, Moby, Wolf Alice e Kneecap. Oltre a questo, non è da sottovalutare la possibilità di ottenere i biglietti a prezzi tendenzialmente inferiori rispetto al resto dell'Europa e, non da meno, l'occasione di esplorare nuove mete turistiche contribuendo a non sovraccaricare centri già vessati dall'overtourism. I festival dell'Est Europa potrebbero essere il nuovo place to be.