Nel maggio 2024, Anora ha vinto la Palma d'oro al Festival di Cannes ed è poi stato accolto con entusiasmo nelle sale, dov'è arrivato a ottobre. Eppure, il film di Sean Baker (Tangerine, The Florida Project e Red Rocket) non è il classico progetto che ti aspetti possa vincere con il plauso unanime della giuria. A differenza di molte pellicole acclamate nel corso dell'ultimo anno, Anora è l'antidoto all'autocompiacimento di remake stantii e produzioni massicce che si riempiono la bocca di rivoluzione e diritti, ma poi non li sanno davvero far digerire e metabolizzare dalla trama dei film. Non è nemmeno un macigno drammatico, o una pellicola forzatamente indipendente per le sue decisioni stilistiche sperimentali. Per certi versi è un film che spiazza per le sue scelte (solo apparentemente) ingenue. Per i suoi cambi repentini di stile: dalla commedia romantica allo slapstick, passando per il drammatico. Forse la chiave di tutto è che Anora è un progetto realista, nel pieno stile di Sean Baker. L'ancoramento alla realtà di una favola come Anora si percepisce perfettamente nella sua colonna sonora, con una scelta musicale precisa, che è assente e presente allo stesso tempo.

Anora e le sue canzoni fuori moda

Dal momento in cui si abbassano le luci, la prima canzone riempie con i bassi la sala del cinema e risulta, almeno un po', destabilizzante. A partire dai titoli iniziali e a cascata sulla prima scena, Anora accoglie lo spettatore con una canzone totalmente fuori moda, fuori classifica e con l'unico pregio di averci fatto ballare senza troppi pensieri nella testa in quel 2008 da cui il regista l'ha rispolverata. Stiamo parlando di "Greatest Day", il brano dei Take That che qui è portato nella versione remix di Robin Schulz e Callum Scott. Sulla scelta di questa canzone e su come Sean Baker abbia deciso di abbinarla a una sequenza lunga cinque minuti in cui seguiamo Anora (Mikey Madison) nel suo lavoro allo strip club, l'HQ, si sono interrogati in molti.

Come riporta Variety, Sean Baker ha raccontato durante una proiezione speciale tenutasi a ottobre a Londra, che la selezione è avvenuta quasi per caso: «Stavo guidando con mia moglie Sam [Quan, che produce anche i film di Baker] e ci siamo chiesti, 'C'è una canzone chiamata "Greatest Day"? Perché questo è il giorno più bello [di Anora]'». Cercando online, la coppia si imbatte nel brano dei Take That, l'ascolta in macchina e, poco più tardi, quando torna a casa: «L'ho messa sopra i titoli di testa di Anora, ed è stato come un momento di serendipità... il modo in cui si abbina all'entra in scena di Mikey, proprio quando arriva il "calcio", è stato come 'Oh mio Dio!». Così si crea quello che è il preambolo di ciò che la protagonista sta per vivere: il migliore (o peggiore, dipende dai punti di vista) momento della sua vita, quello in cui penserà di aver ottenuto il suo biglietto d'oro per la felicità e che, in fine dei conti, sarà una dura prova di crescita personale per lei. È questo a rendere perfettamente adatta la presenza di una canzone tanto demodé, oltre al fatto che "Greatest Day" potrebbe tranquillamente essere un brano che passa dalle casse distratte di un club per soli uomini.

All'atmosfera dello strip club fanno da sottofondo diverse canzoni che - per il loro carattere pop sensuale - sono concettualmente centrate con il luogo e il momento in cui vengono inserite. Così sentiamo, tra le altre, "All About Us" delle t.A.T.u, "Daddy AF" di Slayyyter, "Sally Walker" di Iggy Azalea, ma anche la più romantica e sognante "Dreaming" dei Blondie. Alcune di queste canzoni, come ha raccontato Mikey Madison, fanno parte di quella che è stata la sua «playlist da spogliarellista», che l'attrice ha ascoltato per calarsi davvero nella mente del suo personaggio. Una particolarità del film è che la musica si sente prevalentemente all'interno del club o nelle scene in cui, realisticamente, c'è una cassa o una fonte di musica. È raro trovare un momento in cui una musica proveniente da chissà dove cala sulla scena come un mezzo artificiale per aggiungere pathos, anzi. Una musica esterna - che volutamente è sempre "Greatest Day" - viene inserita solo una volta, con il preciso intento di aggiungere un livello di artificialità alla scena in cui Anora e Vanya si sposano in segreto a Las Vegas.

Il sound design, mentre la neve cade

In un certo senso il lavoro sulla colonna sonora di Anora è fatto per sottrazione, come hanno spiegato in una lunga intervista a IndieWire, i sound designer del film John Warrin e Andy Hay. «Abbiamo cercato di essere il più realistici possibile, il che significa che abbiamo usato suoni reali nell'ambiente, creando il nostro arco narrativo da lì» hanno spiegato Warrin e Hay, sottolineando come abbiano restituito la sensazione di un club affollato: «Abbiamo creato una mappa per sapere dove si trova ogni stanza rispetto al piano principale, così da poter riflettere del perché una stanza avrebbe avuto un suono diverso dall'altra e di come sarebbe stata diversa».

Un enorme lavoro di sound design è stato fatto nella scena finale di Anora, quella in cui lei e Igor (Yura Borisov) si trovano in macchina, sotto una nevicata via via sempre più pesante. Una scena che ha meritato gli elogi della critica e il paragone con Le Notti di Cabiria di Fellini, in cui le dinamiche di potere sospese sulla sua testa di Anora per tutto il film le cascano finalmente sulle spalle (forse è il momento in cui riprende il controllo di se stessa, forse è il primo momento in cui sente di potersi lasciar andare davvero) arrivando a una potente realizzazione. Per un momento così delicato, la scelta di Sean Baker è quella di non usare musica di sottofondo, ma di far fare da colonna sonora al rumore dei tergicristalli, la pelle dei sedili, le fusa del motore in folle.

«I tergicristalli registrati quel giorno hanno variato il loro arco sonoro in base alla quantità di neve caduta» ha spiegato Hay «iniziano asciutti e cigolanti, meccanici e irritanti. Poi, col tempo, si trasformano in una specie di sussurro e hanno una natura delicata. Ci siamo sintonizzati su questo e ci ha ispirato un concetto su come avremmo potuto comporre quella scena con il sound design». Così il borbottio della vecchia auto della nonna di Igor diventa il crescere dei pensieri e delle emozioni di Anora: «Abbiamo trascorso un bel po' di tempo a tirare fuori certi scricchiolii con Sean seduto dietro di noi, elaborando il ritmo con il motore e i tergicristalli» concludono i due sound designer.

E allora la riuscita perfetta della colonna sonora di Anora - che si può trovare anche sotto forma di playlist, ricreata da diversi utenti su Spotify, oppure nella versione creata da Mikey Madison con il titolo "Becoming Ani" - è proprio il risultato di questo mix tra pezzi banger senza troppe pretese, che potrebbero essere le canzoni ascoltate dai protagonisti durante le loro giornate, e momenti di silenzio solo apparente. Dove a parlare sono lo sferragliare del treno fuori dalla minuscola camera da letto della protagonista e l'impercettibile sciabordare delle onde nel lago davanti alla villa di Vanya; i rumori delicati della neve sull'auto, il ronzio della camera d'hotel dove Vanya fa la proposta di matrimonio ad Ani; il clamore dei vetri rotti nel momento di lotta tra Anora e i collaboratori della potentissima famiglia di Vanya. L'urlo disperato di Anora tappato da quella sciarpa rossa, che la imprigiona e la libera.