Il 22 novembre, senza preavviso, senza strategia dell'hype, Kendrick Lamar ha pubblicato il suo sesto album in studio, GNX, che in poco più di 2 giorni, ha ottenuto oltre 100 milioni di stream solo su Spotify, occupando con i suoi brani le prime posizioni di tutte le classifiche globali. Tutti hanno cominciato a parlare dell'album e della sua cover, con Kendrick in posa accanto a una Bruick GNX nera degli anni ’80 (riferimento all'anno di nascita del rapper, il 1987). Dodici tracce inedite e un fil rouge che è l'amore per la città di Los Angeles, le sue strade e la sua cultura, la musica della West Coast e le sue influenze (messicane), che si sentono forte e chiaro fin dall'incipit: GNX si apre con la voce di Deyra Barrera, cantante mariachi di Los Angeles, campionata in "wacced out murals", "reincarnated" e "gloria".

Dietro alle scelte sonore, oltre a Kendrick Lamar, c'è una squadra decisamente ben composta, tra i collaboratori di sempre, Mustard e Sounwave, e novità come Best Kept e Jack Antonoff. Forse il nome di quest'ultimo non vi dirà molto a primo impatto, ma Antonoff è uno dei Re Mida del pop. C'è lui alla produzione di Short n’ Sweet di Sabrina Carpenter e di The Tortured Poets Department di Taylor Swift, per fare giusto un paio di esempi. Come si combini il suo tocco pop con quello hip hop di Lamar è un mistero, svelato in modo riuscitissimo.

Una menzione va fatta anche alle scelte dei featuring. In apertura (terza traccia) e chiusura dell'album troviamo SZA, nei brani "luther" e "gloria", oltre a diversi emergenti di Los Angeles tra cui Dody6, Lefty Gunplay, Wallie the Sensei e AzChike. Anche nella title track, "gnx" cede volentieri il microfono ad altri, anzi, quasi la voce di Kendrick non si sente, confinata nel ritornello della canzone, mentre lascia spazio a quelle che sono le voci nascenti di Hitta J3, YoungThreat e Peysoh.

kendrick lamar nuovo album gnx
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Di cosa parla GNX di Kendrick Lamar

Il nuovo album del rapper di Compton è un progetto maturo per i suoi 37 anni, che però si scosta da quell'aura psicologicamente tormentata in cui era avvolto Mr. Morale & the Big Steppers (2022), con le insicurezze che lasciano spazio a una nuova strafottenza. Kendrick rivendica il suo diritto di contare sulla scena, sputa rime su tutti quelli che hanno un problema con lui e non chiede scusa. Rinvigorito anche da quello che è stato uno dei dissing più mediatici della storia (la battaglia rap contro Drake a inizio anno, che è culminata con la sua "Not Like Us") qui Kendrick riacquisisce una cifra tagliente e ironica: «Bitch, I cut my granny off if she don't see it how I see it» ovvero «taglierò fuori mia nonna se non vede le cose come le vedo io» come canta in "tv off".

Lo statement è chiaro fin dall'apertura con "wacced out murales" dove il rapper si lamenta del fatto che qualcuno abbia vandalizzato un graffito raffigurante il suo volto (realmente presente sul lato di un ristorante a Compton), poi a cascata fa i nomi di Snoop Dogg chiedendosi perché, durante il dissing, abbia preso le parti di Drake, e di Lil Wayne. Con il rapper di New Orleans la questione è un po' più complicata: tutti sappiamo che Kendrick Lamar è stato scelto per l'esibizione all'Half Time show del prossimo Super Bowl di New Orleans. Ecco, in molti, incluso Lil Wayne, hanno polemizzato sulla scelta, ritenendo che fosse stato più corretto scegliere Wayne, dato che è originario della città. Kendrick ha scelto di dire la sua sulla questione, adottando però un certo rispetto verso il rapper, di cui è sempre stato grandissimo ammiratore: «Used to bump Tha Carter III, I held my Rollie chain proud / Irony, I think my hard work let Lil Wayne down» aggiungendo poi con una certa amarezza che Nas è stato l'unico a congratularsi con lui per il Super Bowl.

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La realness di Kendrick Lamar continua in "hey now" dove parla delle difficoltà nell'affrontare la fama o in una delle tracce più particolari di GNX, "Reincarnated". Qui, oltre a un omaggio a Tupac, Kendrick immagina le sue vite passate come musicista di diversi generi: un chitarrista R&B, un cantante dei Chitlin' Circuit. Poi parla in prima persona, raccontando la sua vita attuale nei panni di Kendrick Lamar, e recitando un lungo dialogo con Dio. L'importanza della musica, e del farla bene, l'amore viscerale di Lamar per ciò che fa, traspare in pressoché ogni traccia di GNX, e in "tv off" critica aspramente chi occupa lo spazio con rime senza significato e flow antiquati, scalando le classifiche con musica superficiale. Nel gran finale, "gloria", è il momento in cui Kendrick scrive una lettera a un'altra sua grande passione: il brano è una lunghissima metafora, una dedica al suo più grande amore, la scrittura.