Ragionare per paradigmi è il nostro modo per sentirci più al sicuro in una realtà confusa. Ecco allora che nella TikTok Era arriva il modello della bad girl summer, l'ennesima condensazione culturale del sentire femminile nei mesi più caldi dell'anno: dopo la hot girl e la feral girl summer, in contrasto (o forse no?) con la pulitissima e candida immagine di Taylor Swift, ci disseta una nuova filosofia.
Nell'estate 2024 tra le sfumature di due generazioni di donne - le Millennial che esplorano i trent'anni e le Gen Z vivissime nei loro venti - c'è una tensione comune. Una ribellione cantata, anzi esplorata in maniera antologica, dalla musica pop e rap di questi mesi. Portavoce e teorizzatrici della bad girl summer sono due artiste che con tutta probabilità non si conoscono in maniera personale, ma hanno saputo intercettare le sensazioni del momento. C'è la donna brat di Charli XCX e c'è la vera baddie di ANNA.
Chi ha paura delle cattive ragazze?
Brat è stato pubblicato il 7 giugno tramite Atlantic, mentre l'album di esordio di ANNA, Vera Baddie ha visto la luce tre settimane più tardi, il 28 giugno. Cos'hanno in comune questi due dischi? Oltre a essere figli di tendenze musicali una volta undergound e oggi amiche del pop (il rap e l'elettronica) parlano delle gioie, dolori, angosce, evoluzioni di due generazioni che vogliono sottrarsi dalle definizioni, alle aspettative e ai limiti della società. Chi si rispecchia in questa voglia di scardinare le regole si sente baddie oppure brat girl, in altre parole: una bad girl. Quella della cattiva ragazza è una definizione che ormai non è più legata al trucco pesante, al fare le ore piccole o trattare con meschinità e giudizio le altre ragazze. Tutt'altro.
Racconta ANNA nell'intervista di copertina sul numero di aprile di Cosmopolitan: «Baddie per me è una bella ragazza non tanto perché si trucca ma perché aiuta se stessa e le altre. Io lo sono perché mi sono creata da sola. Mai andata bene a scuola, pecora nera in famiglia, con la nonna che m’avrebbe sognata dottoressa, quando persa nemmeno io sapevo di cosa ero capace, non ho mai mollato, e tutto è accaduto naturalmente come se fosse scritto, e sono indipendente da quando ho 16 anni, trovando la strada così presto, trasformando tutto quello che sapevo - la mia passione per la musica - in un lavoro, non rischiando come altri talenti di mancare per una vita quel che ci piace. A parte l’inglese è davvero tutto quello che so. Quindi sono una baddie perché sono determinata, e lo sono stata, sul rap, e non era affatto scontato. Ma posso essere anche dolce».
La bad girl summer è femminista?
La brat girl, che in italiano sarebbe "ragazzaccia" o "riottosa", è ciò che di più lontano c'è dalla perfezione. Vivere nell'energia di una brat girl summer spesso significa anche avere il coraggio di dire le cose come stanno. Messo da parte il politically correct è il momento di affrontare temi difficili per quello che sono. Uno su tutti è quello dell'amicizia tra donne, nelle sue sfumature di sostegno e competizione, invidia e amore incondizionato. Ne parla ANNA in "TT LE GIRLZ" e "CHICA ITALIANA", ne parla Charli XCX nell'ormai iconica "Girl, so confusing", ma anche in una recente intervista al The Guardian. Racconta l'artista: «Siamo andati oltre il punto in cui i media mettono sempre le donne l'una contro l'altra. A metà e fine degli anni 2000, si leggeva letteralmente su riviste e giornali: 'Britney contro Christina', 'Paris contro Lindsay'. Poi il femminismo è diventato uno strumento di marketing popolare. Nell'industria musicale, è stato distillato in questa idea che se supporti le donne e ti piacciono le altre donne, allora sei una brava femminista. Il contrario è che se non ti piacciono tutte le altre donne che esistono e respirano su questa Terra, allora sei una cattiva femminista. Se non sei una ragazza da ragazze, allora sei una cattiva donna». Poi Charli XCX aggiunge: «È un'aspettativa così irrealistica nei confronti delle donne. Le relazioni personali sono super complesse e multistrato». Come in un botta e risposta immaginario, ANNA ci raccontava: «Amo le ragazze perché mi ispirano. Abbiamo un modo tutto nostro di stare nelle cose. Sono sempre stata un maschiaccio tra i maschiacci, per questo mi sono fatta spazio in uno spazio loro, il rap, senza mai sentirmi inferiore, femmina nel branco. Essere una tipa è un punto di forza, distintivo».
Le bad girl sono (quasi) sempre sincere
Tra le tracce che più colpiscono di brat c'è sicuramente "I think about it all the time", una riflessione a cuore aperto sulla maternità quando hai trent'anni e ormai vedi le tue coetanee mettere su famiglia e affacciarsi a un mondo di possibilità. Eppure tu ti senti ancora ragazza, non hai mai pensato davvero di voler diventare madre, hai paura di "might run out of time", perché poi è troppo tardi. Essere una brat girl spesso significa porsi molte domande e condividere riflessioni generazionali con chi ci ascolta. Spiega Charli XCX al The Guardian a proposito della genesi dell'album: «Sono stata attratta dal fare un disco da club abbinato a questo nuovo stile lirico. È molto simile ai messaggi che manderei agli amici. Non mi sono preoccupata della rima o delle cose tradizionali; si tratta solo di catturare una sensazione di caos e dire la cosa più schietta che mi viene in mente».
Allo stesso modo, in Vera Baddie, ANNA racconta le insicurezze dei vent'anni, alla ricerca di un equilibrio faticoso: «Ho 21 anni e un umore altalenante. Spesso mi ritrovo giù, a perderlo senza motivo. Cosa faccio quando succede? Come con una tempesta silenziosa. Aspetto che finisca. Sono affascinata dal concetto che tutto ciò che ci circonda è energia. Prima lo scopri prima capisci che quel che semini, raccogli. Positivo non attrae mai negativo». Poi continua, parlando della Gen Z: «La mia generazione. Complicata, ma con un lato rivoluzionario come poche altre. Possiamo insegnare moltissimo, anche alle persone più grandi. Abbiate fiducia in noi».
Come sarà l'estate delle cattive ragazze?
Caotica, sincera con noi stesse e con gli altri, mettendo al primo posto il proprio benessere emotivo, ma pur sempre tra un ballo e l'altro. Perché ricordiamoci che sia brat che Vera Baddie sono costellate da hit elettroniche e rap, da pezzi come "30°C" e "Von dutch", la cui unica pretesa è quella di farci muovere e cantare fino allo sfinimento, come un rito catartico di tutte quelle lunghe riflessioni che nel cuore della notte si dissolvono in ballo. Insieme a noi sulla pista non c'è il principe azzurro (di uomini in questi album si parla poco, sintomo che finalmente la narrazione ha variato il suo centro) quanto le tue compagne di vita. Che tu abbia venti o trent'anni questa si preannuncia come l'estate della tua rinascita in cattiva ragazza.












