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Stefania D'Alessandro//Getty Images

"Alfonso" è il brano che ha fatto conoscere Levante al grande pubblico, regalandole fama e trasformandosi subito in un tormentone. La canzone esce nel 2013, anni prima che la cantautrice siciliana faccia parte della giuria di X-Factor e parteci al Festival di Sanremo. "Alfonso" è il primo estratto del suo album, Manuale Distruzione e fa guadagnare a Levante un Disco d’oro. In seguito, l'artista viene notata da Max Gazzè che le chiede di aprire le tappe del Sotto Casa Tour.

Da qui in poi, in questi dieci anni, Levante ha fatto molta strada, affermandosi come una delle cantanti italiane più conosciute e amate del panorama musicale.

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NurPhoto//Getty Images


"Alfonso": il testo

Mai, mai, mai mi perdonerei

Mai… ho tagliato i capelli da sola

Mai… mi sento una persona nuova

Ho messo le scarpe da sera

E sembrerò seria e sembrerò in vena

Shalalà che gioia mia dà

Stare in mezzo alla ressa

Si parla di festa

Tu ru ru, berrei volentieri un caffè

Mi pestano i piedi da un’ora

Ho le scarpe da sera ma non sono in vena

Corre l’anno 2013, in mano alcolici… e niente più

Che vita di merda

Ma che cosa c’entra il bon ton?

Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso

Stronzo, tanti auguri ma non ti conosco

A, E, I, O, U Y … se ora parte il trenino mi butto al binario

Guarda là, c’è uno in mutande e papillon

Dov’è il proprietario di casa

L’imbarazzo è palese ma sono cortese

Corre l’anno 2013, in mano alcolici… e niente più

Che vita di merda

Ma che cosa c’entra il bon ton?

Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso

Alfonso, tanti auguri ma non ti conosco

Tanti auguri ma non ti conosco…

Che vita di merda

Ma che cosa c’entra il bon ton?

Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso

Alfonso, tanti auguri ma non ti conosco

"Alfonso": il significato

La canzone si riferisce, per stessa ammissione di Levante, a un periodo della sua vita non particolarmente felice, in cui aveva la sensazione che tutti stessero al posto giusto e si stessero divertendo, tranne lei.

In effetti, questa sembra la stessa situazione vissuta dalla protagonista di "Alfonso". La ragazza si è messa in tiro per partecipare ad una festa, forse con qualche formalità di troppo: “Ho messo le scarpe da sera…E sembrerò seria e sembrerò in vena”. L’apparenza viene subito smascherata: in realtà la giovane si annoia, “berrebbe volentieri un caffè” e non è entusiasta all’idea di stare pressata in mezzo alla gente.

Interpreta il suo ruolo sociale con un alcolico in mano e le scarpe eleganti, ma poi il suo vero stato d’animo esplode nel ritornello quasi catartico: “Che vita di mer..a, ma che cosa c’entra il bon ton?”. La protagonista si trova a disagio, si costringe a ridere alle battute in modo forzato, anche per non cedere alla stanchezza: "ho rischiato di dormirti addosso", sembra dire a uno degli invitati.

Tra trenini e invitati in papillon e mutande, finalmente viene svelato a chi allude il titolo della canzone: Alfonso, tanti auguri ma non ti conosco”. Si tratta quindi del festeggiato e quindi proprietario di casa che per lei è un perfetto sconosciuto, tanto che lei non sa chi sia.

Questo amplifica il senso di solitudine della ragazza, incastrata in un momento che dovrebbe essere festaiolo e divertente e invece si rivela per lei soltanto imbarazzante. La forza di questo pezzo risiede nella capacità di scrittura di Levante che riesce a raccontare con sincerità una situazione di vita normale in modo originale e leggero.

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