"Alfonso" è il brano che ha fatto conoscere Levante al grande pubblico, regalandole fama e trasformandosi subito in un tormentone. La canzone esce nel 2013, anni prima che la cantautrice siciliana faccia parte della giuria di X-Factor e parteci al Festival di Sanremo. "Alfonso" è il primo estratto del suo album, Manuale Distruzione e fa guadagnare a Levante un Disco d’oro. In seguito, l'artista viene notata da Max Gazzè che le chiede di aprire le tappe del Sotto Casa Tour.
Da qui in poi, in questi dieci anni, Levante ha fatto molta strada, affermandosi come una delle cantanti italiane più conosciute e amate del panorama musicale.
"Alfonso": il testo
Mai, mai, mai mi perdonerei
Mai… ho tagliato i capelli da sola
Mai… mi sento una persona nuova
Ho messo le scarpe da sera
E sembrerò seria e sembrerò in vena
Shalalà che gioia mia dà
Stare in mezzo alla ressa
Si parla di festa
Tu ru ru, berrei volentieri un caffè
Mi pestano i piedi da un’ora
Ho le scarpe da sera ma non sono in vena
Corre l’anno 2013, in mano alcolici… e niente più
Che vita di merda
Ma che cosa c’entra il bon ton?
Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso
Stronzo, tanti auguri ma non ti conosco
A, E, I, O, U Y … se ora parte il trenino mi butto al binario
Guarda là, c’è uno in mutande e papillon
Dov’è il proprietario di casa
L’imbarazzo è palese ma sono cortese
Corre l’anno 2013, in mano alcolici… e niente più
Che vita di merda
Ma che cosa c’entra il bon ton?
Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso
Alfonso, tanti auguri ma non ti conosco
Tanti auguri ma non ti conosco…
Che vita di merda
Ma che cosa c’entra il bon ton?
Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso
Alfonso, tanti auguri ma non ti conosco
"Alfonso": il significato
La canzone si riferisce, per stessa ammissione di Levante, a un periodo della sua vita non particolarmente felice, in cui aveva la sensazione che tutti stessero al posto giusto e si stessero divertendo, tranne lei.
In effetti, questa sembra la stessa situazione vissuta dalla protagonista di "Alfonso". La ragazza si è messa in tiro per partecipare ad una festa, forse con qualche formalità di troppo: “Ho messo le scarpe da sera…E sembrerò seria e sembrerò in vena”. L’apparenza viene subito smascherata: in realtà la giovane si annoia, “berrebbe volentieri un caffè” e non è entusiasta all’idea di stare pressata in mezzo alla gente.
Interpreta il suo ruolo sociale con un alcolico in mano e le scarpe eleganti, ma poi il suo vero stato d’animo esplode nel ritornello quasi catartico: “Che vita di mer..a, ma che cosa c’entra il bon ton?”. La protagonista si trova a disagio, si costringe a ridere alle battute in modo forzato, anche per non cedere alla stanchezza: "ho rischiato di dormirti addosso", sembra dire a uno degli invitati.
Tra trenini e invitati in papillon e mutande, finalmente viene svelato a chi allude il titolo della canzone: “Alfonso, tanti auguri ma non ti conosco”. Si tratta quindi del festeggiato e quindi proprietario di casa che per lei è un perfetto sconosciuto, tanto che lei non sa chi sia.
Questo amplifica il senso di solitudine della ragazza, incastrata in un momento che dovrebbe essere festaiolo e divertente e invece si rivela per lei soltanto imbarazzante. La forza di questo pezzo risiede nella capacità di scrittura di Levante che riesce a raccontare con sincerità una situazione di vita normale in modo originale e leggero.















