Nonostante l'incredibile assenza di una bambola Bratz in suo onore, la supremazia della cantante inglese dell'Essex non passa inosservata. L'uscita del sesto album in studio Brat di Charli XCX ha dato il via alla stagione delle ragazzacce e sta conquistando le classifiche internazionali attirando l'attenzione di tutti quelli che si sono sempre sentiti un po' sopra le righe.
Il perché del tanto successo e dell'onda mediatica che stanno vivendo le hit del disco è dovuto alla femminilità alternativa della star e dall'idea creativa stessa dell'album. Con il video di "360", in cui si vedono le hit girl del momento intente a salvare la specie delle ragazze sexy, dovevamo già capire di che natura fosse la forza generatrice dell'artista: scomposta, audace e ironica. Ascoltando brat si percepisce tutta l'energia, la voglia di fare rumore e di non stare al suo posto di Charli finendo per rimane travolti da una vibrazione esagerata che in un certo senso risveglia quell'indole strafottente che abbiamo avuto tutti da bambini.
«It's alright to just admit that I'm the fantasy / You're obsessin', just confess it 'cause it's obvious / I'm your number one, I'm your number one», canta sulle note disco-pop in "Von dutch" per celebrare un girl power che non mette in competizione nessuno, ma restituisce il desiderio di essere orgogliose di chi siamo, di non vergognarci soprattuto quando tutti gli altri pensano di poterci scavalcare. Attitudine che per certi versi ricorda Rihanna, ma con un accezione più strafottente. Forse è anche per questo grido di rivendicazione che il fandom della cantante formato dagli "Angels" è una comunità estesa, unita e queer.
Quando Charli XCX cita Lana Del Rey in "Mean girls" o Julia Fox in "360" apre una porta dopo l'altra creando una narrazione piena di immaginari e visioni differenti arrivando a includere personalità eccentriche, talvolta (volutamente) fuori controllo. Non tiene in considerazione la possibilità del fallimento perché la sfida non c'è, il divertimento viene prima di tutto e per ottenerlo servono tante persone. L'amore per la gente, la confusione, la passione sfrenata per le feste, spesso organizzate direttamente dalla cantante nella sua casa di Los Angeles e riproposte in una versione allargata per la promozione dell'album. L'evento in questione è "PARTYGIRL", prima data lo scorso marzo a New York con una lista d'attesa di più di 25mila persone e una capienza limite di mille, mentre il prossimo sarà il 12 luglio sulle spiagge di Ibiza, poco dopo lo show di chiusura al Primavera Sound di Barcellona in cui Charli ha portato per la prima volta brat sul palco.
Sorella provocatoria, scostante e incontenibile, l'artista "mean" inglese vuole prendersi quello spazio della scena musicale ancora poco esplorato che le spetta, ma non da sola. La timidezza non cambierà il mondo, tanto meno la forza del singolo, e Charli XCX se n'è resa conto. Ha capito che per fare la differenza serve non solo essere ribelli, insieme, ma anche svagarsi perché, come dicevano Mina e Celentano, "divertirsi fa bene".











