Ghali lo ha già fatto, e lo farà di nuovo, per fortuna. Ancora una volta, l'artista ha deciso di utilizzare la sua visibilità per dare voce a chi non ce l'ha. Questa volta lo fa sul palco di Radio Italia Live per dare eco alla causa che dal 7 ottobre sta difendendo su ogni schermo, in ogni occasione di grande visibilità: la guerra che vede coinvolte Israele e Palestina.

In scaletta appena dopo Annalisa, l'artista sale sul palco del concerto in piazza Duomo davanti a migliaia di persone e sulle note di "Paprika", l'ultimo suo singolo, il pubblico balla, si scatena, e con lui canta l'amore per le sue due terre intrinsecamente connesse fra loro: l'Italia e la Tunisia.

In prima linea sulla guerra in Palestina, Ghali, all'anagrafe Ghali Amdouni, classe 1993, già a Sanremo 2024 aveva portato "Casa mia", un brano importantissimo sul diritto all'esistenza, all'autodeterminazione, all'accettazione dell'altro, sempre in compagnia di Ricciolino, a rappresentare quell'alieno che non ci deve mai più far paura. Prima di cantare proprio questa canzone davanti alla Cattedrale di Milano, il 15 maggio, l'artista ha deciso di chiedere un minuto di silenzio per le vittime in Palestina.

Piazza Duomo in un attimo tace, nessuno parla, quello che fino a pochi secondi prima era un luogo di festa e spensieratezza diventa uno spazio di raccoglimento e riflessione, perché la musica è anche pensiero e consapevolezza, o dovrebbe esserlo. Il silenzio si interrompe solo alla fine del momento con grandissimi applausi: «Questo è l'unico silenzio che bisogna fare», dice Ghali, «per il resto non abbiate mai paura di esprimervi contro ogni tipo di ingiustizia. Grazie».