Non un libro ma un magazine curato dalla manager Paola Zukar e il giornalista Claudio Cabona, con il desiderio di poter esplorare, in ogni uscita un tema diverso. Il primo volume è dedicato alla censura.
Testi Espliciti. Nuovi stili di censura arriva in libreria per parlare di libertà di espressione e di propaganda, di vero e falso, per puntare un faro sul tema della censura e dell'autocensura, tanto centrale nella nostra attualità: «Testi Espliciti prende spunto dal famigerato bollino Explicit Lyrics, introdotto nel 1990, apposto soprattutto sui dischi rap (ma non solo) considerati scabrosi, violenti, pericolosi per i minori. Questa etichetta di ammonimento era solo un'ennesima, modernissima versione dell'imprimatur, il decreto conciliare cattolico concepito da Leone X nel 1515, un visto concesso dal vescovo locale, assolutamente necessario per procedere con la stampa di qualsiasi opera. Il potere che controlla ed eventualmente consente la pubblicazione e la circolazione di idee nuove e controculturali», scrive la Zukar nella prefazione per domandarsi quanto oggi, secoli dopo, siamo davvero liberi di dire e pensare, attraverso interviste e storie di personaggi tra loro diversi, ma uniti dalla voglia di approfondire il tema della verità.
Verità che si trova nella storia di Emory Douglas, uno dei padri del partito rivoluzionario delle Pantere Nere, stroncato dal governo degli Stati Uniti negli anni Settanta: nella sua storia si rintracciano i più chiari meccanismi della censura, del sabotaggio, del controspionaggio, ma anche della ricerca della libertà. Ma la verità è anche nell'esperienza pluriennale del professor Bellavia, che ha incontrato più e più volte, faccia a faccia, il potere con tutti i suoi soldi e i suoi mille volti. La verità è nascosta nei testi bugiardi di Fabri Fibra con la sua logica inversa. È nelle parole ambigue e inedite di Madame, nell'autoanalisi di Marracash, nei testi, nelle azioni e nella lingua di strada di Guè, nella vita vissuta e cantata da Baby Gang, nella rabbia solitaria di Massimo Pericolo, nei disegnetti sbrindellati e fedeli alla linea di Zerocalcare, nei ritratti rivoluzionari di Jorit, nella carriera rigorosa di Milena Gabanelli, nel coraggio di Cecilia Sala, nelle battute sferzanti di Filippo Giardina, nelle azioni quotidiane, concrete, di frontiera di don Claudio Burgio, nell'utilizzo in contromano di YouTube e Twitch di Riko De Ville e Homyatol, nell'evoluzione di Gherardo Colombo, da giudice a educatore. La verità è anche nella clownerie di Bello Figo, uno dei personaggi che negli ultimi dieci anni ha contribuito di più all'integrazione tra bianchi e neri in Italia: «Testi Espliciti non offre verità assolute o soluzioni miracolose come quelle che ogni giorno ci vengono fintamente consegnate. Forse, paradossalmente, Testi Espliciti è un moltiplicatore di dubbi che però sono tasselli, difficili, pericolanti e magari anche dolorosi, che portano a una maggiore consapevolezza», scrive Cabona.
In un volume di grande dimensione, tra pagine plastificate, illustrazioni e ritratti inediti, il magazine nasce dal desiderio della Zukar di dare voce a chi cerca la verità: «È lì, fra la nebbia delle immagini e il caos delle parole. Ma è lì. Basta saperla cercare. Perché chi cerca la verità, l'ha già trovata».
Chi è Paola Zukar
Nata a Genova nel 1968 ha da sempre una grande passione per l'hip hop, la lente attraverso la quale legge ogni cosa. Manager di Marracash, Fabri Fibra e Madame, sotto sotto pensa che la musica possa effettivamente cambiare le persone e quindi il mondo.











