Una volta concluso il percorso formativo, per tutti arriva il momento di confrontarsi con il mondo del lavoro. La pandemia, la crisi provocata dalle vicine guerre e una diffusa cultura aziendale che mira al profitto perdendo di vista l’individuo, però, possono scoraggiare anche i più entusiasti nella ricerca del primo impiego.

I dati sulla disoccupazione giovanile Italia parlano chiaro. Nonostante il miglioramento degli ultimi mesi, i giovani continuano a far fatica a realizzarsi professionalmente. Vediamo allora cosa dicono le analisi più recenti, cosa cambia se si allarga lo sguardo all’Europa o al mondo intero e alcuni rimedi a un problema che, per essere arginato, richiede interventi dall’alto e un cambio di mentalità.

Disoccupazione giovanile Italia: la situazione ad oggi

Gli ultimi dati elaborati da Istat sulla disoccupazione giovanile Italia, e su occupati e disoccupati nel Belpaese in generale, hanno fornito una panoramica incoraggiante, raggiungendo le percentuali minime dal lontano 2008.

Il nuovo record è stato registrato proprio nel mese di dicembre 2023, quando il numero di persone con un lavoro stabile ha raggiunto la cifra di 23 milioni 754 mila unità, maggiore di 456 mila lavoratori rispetto a dodici mesi fa. Il tasso di occupazione si è così assestato sul 61,9%, evidenziando un trend positivo che, tuttavia, vede ancora una volta in netto svantaggio i giovani.

Il tasso di disoccupazione totale, infatti, si è abbassato di 0,2 punti in un mese, arrivando al 7,2%. Quello giovanile, seppur sceso di 0,4 punti da novembre e di 1,2 punti dalla fine del 2022, continua però a essere molto alto e raggiunge il valore di 20,1%. Al contempo, negli ultimi 30 giorni è anche aumentato il numero degli inattivi, soprattutto donne e individui di età superiore ai 35 anni, che attualmente sono il 33,4%.

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Luis Alvarez//Getty Images

Occupati e disoccupati in Europa secondo gli ultimi dati

Il trend incoraggiante sulla disoccupazione in Italia non è un fenomeno solo locale, ma abbraccia l’intera Europa. Il numero di occupati è infatti in crescita in tutto il Vecchio Continente e l’Eurostat ha evidenziato un nuovo minimo storico nella situazione complessiva dei Paesi della moneta unica.

Più nello specifico, i disoccupati europei sono il 6,4% e la percentuale nasce da una media tra i valori registrati nelle singole Nazioni. La classifica continua a essere dominata dalla Germania, dove la disoccupazione si è mantenuta stabile al 3,1%. In Francia è invece calata al 7,3%, sulla falsariga dei numeri italiani. Anche la Spagna è in miglioramento rispetto al passato, pur presentando dati nettamente peggiori rispetto alla media. Il tasso è infatti all’11,9%.

Il contraccolpo subito dall’economia europea a causa della pandemia iniziata nel 2020 sembra quindi aver lasciato definitivamente il posto a una ripresa lenta e progressiva. Le previsioni sul futuro tendono a confermare quanto visto negli ultimi mesi, anche se l’idillio viene parzialmente compromesso dal fenomeno della disoccupazione giovanile in Italia e non solo che, seppur in miglioramento, continua a essere la vera sfida da affrontare.

Disoccupazione giovanile, Italia tra le peggiori

Secondo i dati OCSE riferiti al 2023, il tasso di disoccupazione giovanile Italia permette al Belpaese di conquistare il quinto posto, a pari merito con la Cina, nella poco lusinghiera classifica delle Nazioni con il più alto numero di giovani disoccupati. In quasi tutti i Paesi considerati nelle analisi, il fenomeno è sempre molto più alto rispetto alla disoccupazione che coinvolge l’intera popolazione dei lavoratori e raggiunge il picco in Spagna, con il 27,4% di giovani senza un impiego fisso.

Le stime, peraltro, possono essere indagate ancora più nel dettaglio evidenziando alcune sfumature di genere preoccupanti. Nella maggior parte degli Stati OCSE, le giovani donne hanno infatti un tasso di disoccupazione maggiore dei coetanei uomini, tendenza peraltro comune in tutte le fasce d’età.

A uscire svantaggiate dai recenti eventi politico-sanitari, tra cui la già citata pandemia e le guerre più o meno vicine, sono quindi le donne, che hanno difficoltà a ottenere un impiego e, spesso, si scontrano con una disparità salariale ingiustificata a parità di responsabilità e competenze.

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Thomas Barwick//Getty Images

Le soluzioni per abbattere la disoccupazione giovanile in Italia

La disoccupazione giovanile Italia, in Europa e nel mondo continua a essere un’emergenza da inserire nella lista delle priorità.

Negli ultimi anni, i governi hanno messo in campo diversi interventi per provare ad arginare il problema e favorire una maggiore possibilità di accesso a un impiego stabile. Il programma Garanzia Giovani, ad esempio, ha l’obiettivo di offrire un’offerta di lavoro a chiunque abbia meno di 25 anni, entro quattro mesi dallo stato di disoccupazione o dalla conclusione degli studi. L’incentivo Giovani Under 36, invece, ha previsto uno sgravio contributivo per chi assume una risorsa di età inferiore ai 36 anni. Il tuo primo lavoro EURES, infine, mira a favorire la mobilità professionale giovanile in Europa.

D’altro canto, i giovani stanno chiedendo una rivoluzione nel mondo del lavoro attraverso pratiche come il downshifting o il quiet quitting, dimostrando così tutta la loro insoddisfazione. Per risolvere il problema della disoccupazione giovanile, quindi, non basteranno solo incentivi e programmi. Al contrario, sarà necessario un cambiamento culturale che metta al centro l’individuo e non più il lavoratore, a discapito di vita privata e passioni.



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