Più di un anno fa, a Favignana, è successo qualcosa di insolito. Oltre trecento persone sono sbarcate su questa piccola isola dell’arcipelago delle Egadi, che conta circa quattromila abitanti. Un luogo raccolto, poco distante da Trapani, con la sua caratteristica forma di farfalla vista dall’alto, da attraversare in motorino in pochi minuti tra cale luminose, strade silenziose e cave di tufo che sembrano custodire storie antiche. È qui che Christopher Nolan ha scelto di ambientare parte del suo nuovo kolossal, The Odyssey, portando sull’isola alcuni dei volti più celebri di Hollywood.
Il primo trailer, diffuso pochi giorni fa, svela le immagini iniziali del film e i protagonisti nei panni dei personaggi omerici: Matt Damon interpreta Ulisse, Tom Holland è Telemaco, Anne Hathaway veste i panni di Penelope, Charlize Theron quelli di Calipso e Robert Pattinson interpreta Antinoo. Un film attesissimo, in arrivo nelle sale italiane il 16 luglio, che riporta al centro i grandi temi dell’Odissea: il viaggio, il ricordo, il tempo e l’attesa ostinata di Penelope. E poi c’è il Mediterraneo, culla e moto trainante del lungo viaggio di un uomo verso casa.
- Culpa Vuestra; Nicole Wallace ha finalmente parlato del film. E dì, la speranza c'è davvero
- Jacob Elordi potrebbe essere il nuovo James Bond: l'attore sarebbe tra i favoriti per il ruolo
Così quella casa, Itaca, nei ricordi di un eroe che torna nella dimensione primaria di essere umano, diventa parte dell’isola siciliana: Favignana. Qui, la scorsa primavera, l’arrivo di un’intera troupe cinematografica ha portato un’insolita energia su un’isola che, ogni anno, aspetta l’estate per tornare a vivere pienamente. Un luogo quasi magico, incontaminato per gran parte della sua superficie che vede il punto più alto nel Monte Santa Caterina che custodisce il suo castello omonimo. Nato come torre d’avvistamento nel IX secolo, poi diventato fortino, prigione e presidio militare. È qui che sono state girate alcune delle scene.
The Odyssey: Itaca e il Castello di Santa Caterina
Un luogo in cui è possibile addentrarsi, dopo una salita di circa trenta minuti, superando resti di fortificazioni e sentieri scavati nella roccia, fino ad arrivare a uno dei punti panoramici più spettacolari dell’isola. Da lassù lo sguardo abbraccia il mare delle Egadi, le cave di tufo, i tetti bianchi del paese e quella natura aspra e luminosa che sembra sospesa. Da lì sopra un solo pensiero: non sorprende che Christopher Nolan abbia scelto proprio questo scenario per raccontare il ritorno di Ulisse, a Favignana il mito sembra ancora possibile. Ma il fascino dell’isola non si esaurisce nei set del film. Favignana conserva un ritmo lento, quasi antico, fatto di pescatori, biciclette appoggiate davanti alle case, reti stese al sole e calette raggiungibili solo percorrendo strade sterrate. È una Sicilia diversa da quella più raccontata, essenziale e silenziosa, dove il mare entra in ogni cosa. Forse è anche per questo che, dopo il passaggio della troupe di The Odyssey, l’isola appare destinata a diventare molto più di una semplice location cinematografica: una nuova meta del desiderio, da scoprire prima che il resto del mondo se ne accorga.
Non soltanto il castello e i sentieri che dominano l’isola. Molte riprese di The Odyssey sono state realizzate anche nel mare trasparente di Favignana, tra insenature e scorci che restituiscono tutta la dimensione epica del Mediterraneo raccontato da Omero. È facile immaginare le navi di Ulisse attraversare queste acque, sospese tra tempesta e nostalgia di casa.
Sulle tracce di The Odyssey: i posti da non perdere a Favignana
Per chi arriva sull’isola, il modo migliore per scoprirla resta quello più semplice: motorino o bicicletta, seguendo le strade che conducono alle sue cale più celebri. Cala Rossa, ad esempio, la più iconica, con le antiche cave di tufo che si tuffano nell’acqua limpida. E poi ci sono i tramonti, da osservare da ovest, davanti a un calice di vino biologico, da Cibo Chiacchiere e Vino, ad esempio, o assaporando il vero tonno che qui racconta l’antica tradizione della pesca da Camparia, la Tonnara Florio nata a fine '800 per costruire le barche e le reti necessarie per la pratica della “mattanza”. E ancora: da Salicornia per una cucina etica, sostenibile, a Formica, nel cuore della città, dove si incontrano due diverse culture. Tutto da scoprire.
Ed è in questo contesto, lontano dalle nostre città, che il vento porta odore di sale. Il cinema diventa così mezzo e modo per innamorarsi ancora un po’ di Favignana, un’isola, che proprio come Itaca, continua a richiamare chi è alla ricerca di una bellezza incontaminata.












