Se ti trovi a quel punto della vita in cui pensi a come rendere migliore la qualità delle tue giornate, se sul kakebo appunti le uscite per capire se poterti permettere uno psicologo, se preferisci una cena con vista mare a una serata in discoteca, fai parte di quello schieramento di millennials che ha visto nascere Instagram e con lui ci è cresciuto. Forse, scrollando il tuo feed arriveresti anche al primo post pubblicato e noteresti una fotografia dalla qualità pessima, ma perfetta nel suo scopo: rendere eterno un istante da condividere con gli amici. Siamo cresciuti così con Instagram. E chi è arrivato dopo, senza presentarsi ai cellulari, ma facendo subito amicizia con gli smartphone, ha capito immediatamente la potenza di quel social. La sua grande rivoluzione.
Ecco, il potere di Instagram è sempre stato quello: poter essere vicini a chi si vuole bene (e non solo) pur rimanendo lontani. Partecipare alla vita di amici e conoscenti, senza dover bussare per forza alla loro porta. Così, un po’ tutti, si sono affidati a un social che fin da subito ha mostrato la sua identità. Un social capace di includere tutti e tutte perché utilizzare la fotografia come metodo di racconto è non solo facile, ma anche possibile a tutti. Negli ultimi giorni, però, qualcosa è cambiato. Instagram non piace più. Antagonista di questa storia d’amore, tra l’uomo e il mondo virtuale, è un algoritmo che penalizza i classici contenuti. Le fotografie iniziano ad avere meno importanza in favore di un mondo ricco di video, contenuti realizzati da content creator esperti. Meno foto, ma anche meno amici, anche loro sostituiti da contenuti suggeriti dalla stessa app.
«Make Instagram, Instagram Again», cita lo slogan inventato da Tati Bruening, fondatrice della pagina @illumitati, che si conclude così: «(Stop trying to be TikTok. I just want to see cute photos of my friends). Sincerely, Everyone». Un post da cui è nato un movimento e, anche, una petizione su change.org firmata già da più di 200 mila persone. Numeri non indifferenti, ma prevedibili dal momento che il post di Bruening è stato condiviso dalle persone più seguite di Instagram. Tra le primissime Kylie Jenner e le sue sorelle Kim Kardashian e Kourtney Kardashian che insieme potrebbero arrivare a quasi 1 miliardo di seguaci. Azioni, semplici per alcuni, impattanti per altri se si pensa che nel 2018 il titolo di Snapchat perse circa 1,3 miliardi di dollari poco dopo le parole di Kylie Jenner. Il suo ultimo aggiornamento non le piaceva.
E proprio quel post, che cita «Rendete Instagram, di nuovo Instagram», ha fatto il giro del mondo creando un topic di discussione tra lavoratori del settore e semplici fruitori. E Adam Mosseri, capo del social dal 2018, non poteva far altro che intervenire. Utilizzando il suo account qualche giorno fa ha spiegato i cambiamenti: il layout a tutto schermo (realizzato per vivere meglio il social), le fotografie (ora morte con l’ingresso dei video, ma che continueranno a essere sostenute «nonostante ci siano sempre più video. Le persone pubblicano più video e cercano più video da guardare») e i suggerimenti. «Se trovate dei suggerimenti che non vi interessano vuol dire che non stiamo facendo un buon lavoro, ma siamo qui per migliorare. È importante per creare contatti con content creator, soprattutto per quelli più piccoli, più giovani. Il mondo sta cambiando velocemente e stiamo cambiando anche noi», ha spiegato nel suo video.
Le parole di Mosseri non hanno tranquillizzato i più fedeli alla piattaforma. Quello che manca con il nuovo aggiornamento è un feed cronologico per poter riavere quel “hic et nunc” capace di regalarci la magia dell’immediatezza. Ma soprattutto manca il sostegno verso un contenuto facile da replicare a tutti, quello fotografico. Instagram si è sollevato contro Instagram. Ma qualcosa sta cambiando: nelle scorse ore, è stata presa una decisione. La piattaforma sospenderà temporaneamente tutte quelle modifiche che l’hanno resa più simile a Tiktok. «Sono contento che abbiamo corso un rischio: se non falliamo ogni tanto, non pensiamo abbastanza in grande o non siamo abbastanza audaci. Ma dobbiamo assolutamente fare un grande passo indietro e riorganizzarci», ha dichiarato Mosseri durante un'intervista. Una piattaforma che porta il nome di Tiktok già l'abbiamo. Ma un mondo senza Instagram lo immaginate, voi che con Instagram ci siete cresciuti?












