Il 31 agosto alle tre di pomeriggio venti imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono partite da Barcellona verso la Tunisia. A bordo c'era anche Greta Thunberg che ha salutato dal ponte la folla radunata per salutare la missione diretta a Gaza per creare un corridoio umanitario. A Genova la mattina dello stesso giorno sono salpate altre 4 imbarcazioni dirette verso la Sicilia cariche di beni di prima necessità. La città, dopo aver raccolto oltre 300 tonnellate di cibo e altri beni utili, si è riunita la sera prima della partenza: 50.000 persone hanno partecipato a una fiaccolata di buon auspicio per sostenere la missione.

«Siamo consapevoli del rischio a cui andiamo incontro», ha commentato Greta Thunberg, «Effettuiamo continuamente valutazioni per cercare di garantire che ogni volontario sia preparato al meglio, in modo non violento, pacifico, e rispettando il diritto internazionale. Ma dobbiamo tenere presente che questa missione non riguarda noi. Non si tratta dei rischi che noi stiamo affrontando. Si tratta dei rischi che i gazawi e i palestinesi affrontano ogni giorno mentre cercano di sopravvivere».

la global sumud flotilla è salpata che cosa succederà ora?pinterest
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Global Sumud Flotilla: l'inizio del viaggio

Il viaggio sarà lungo e pieno di ostacoli. Per ora è prevista una partenza secondaria il 4 settembre da Tunisi e dalla Sicilia per un totale di 50 barche con delegazioni da 44 Paesi. Si tratta della più grande missione indipendente per portare cibo a Gaza mai organizzata. Le imbarcazioni si incontreranno tutte nel Mediterraneo orientale, ma non è ancora chiaro il luogo preciso. «Quattro barche sono partite stamattina per Catania», ha spiegato la portavoce italiana della flottiglia, Maria Elena Delia, «si uniranno a quelle in partenza giovedì anche da Siracusa, con le barche da Tunisi e Grecia, formeranno un’unica flottiglia verso Gaza».

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Non sono mancate le prime difficoltà. Dopo diverse ore di navigazione, le barche partite da Barcellona hanno dovuto fare dietrofront e rientrare nel porto a causa di condizioni meteo proibitive nel nordest della Spagna. «A causa delle condizioni meteorologiche pericolose, abbiamo effettuato una prova in mare e poi siamo tornati in porto per far passare il temporale», hanno spiegato gli organizzatori in una nota, «Ciò ha comportato un ritardo nella nostra partenza per evitare di correre rischi con le barche più piccole. Affrontando venti superiori ai 30 nodi e la natura imprevedibile del Mediterraneo, abbiamo preso questa decisione per dare priorità alla sicurezza e al benessere di tutti i partecipanti e per proteggere il successo della nostra missione». Per la nuova partenza si dovrà attendere, quindi, la fine della tempesta.

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Che cosa succederà nei prossimi giorni?

Quando tutte le barche saranno in mare e riusciranno a riunirsi nel Mediterraneo, faranno rotta verso Gaza e cercheranno di rompere il blocco navale imposto da Israele. Tenteranno di attraccare a Gaza, di consegnare gli aiuti alla popolazione, attualmente sotto attacco e priva di cibo e beni di prima necessità, e di creare un corridoio umanitario. Finora tutte le missioni simili sono state fermate, compresa quella dello scorso giugno con a bordo Greta Thunberg. Maria Elena Delia ha sottolineato, parlando con Il Post, che l'equipaggio della flotta è stato istruito per non rispondere alle provocazioni, non usare alcuna forma di violenza e rispettare le norme del diritto internazionale. «Se ci chiederanno di non proseguire ci fermeremo, ma se ci diranno di tornare indietro rimarremo fermi», ha sottolineato.

È comunque molto difficile che la missione abbia esito positivo, ma l'intento politico è innegabile. «I nostri governi, e coloro che detengono il potere, non adempiono il loro dovere. Non impediscono che si verifichi questo genocidio, e di fatto sostengono uno Stato di apartheid e l'occupazione di Gaza», ha spiegato Thunberg prima di imbarcarsi, «Così non rispettano il diritto internazionale. Purtroppo, allora, spetta a noi prendere in mano la situazione. La domanda non dovrebbe essere: "perché lo stiamo facendo?" La domanda dovrebbe essere: "perché mai è necessaria questa missione?"».