È bastata una parola, scelta come titolo per il Roma Pride 2025 per dare un indizio su chi potesse essere la nuova attesa madrina della manifestazione per i diritti LGBTQIA+ nella capitale. Dopo Annalisa, madrina dell'anno scorso, e Paola e Chiara nel 2023, quest'anno c'è un nome che circola in attesa di conferma: quello di Rose Villain. I fan della rapper milanese sono ormai convinti che la scelta debba ricadere su di lei e del resto stamattina è stato annunciato che il Pride di Roma si intitolerà "Fuorilegge", proprio come il brano della cantautrice al Festival di Sanremo: coincidenze?
- La maglietta “pret” di Rose Villain
- Rose Villain ospite di Note di Stile
- La canzone di Rose Villain a Sanremo
Come sarà il Pride 2025
«Non è solo uno slogan. È una realtà. In Italia, esistere come persone LGBTQIA+ significa vivere in un sistema che ci mette ai margini: criminalizzatə, censuratə, usatə come bersaglio politico». Inizia così il comunicato che, a due mesi dal periodo dell'anno dedicato specificamente ai diritti LGBT+, annuncia il Pride di Roma. «Ci dicono che non possiamo autodeterminare i nostri corpi. Ci tolgono il diritto di formare famiglie. Ci accusano di propaganda solo perché esistiamo», scrivono gli organizzatori. E poi, forse anche per ricordare quei luoghi dove i governi vietano la manifestazione del libero amore: «Quest’anno, il Roma Pride sarà FUORILEGGE. Ma la storia ci insegna che nessuna legge ingiusta ha mai fermato una rivoluzione. Siamo il Pride che non si piega, la voce che non si spegne, la comunità che non arretra. Un passo indietro sul Pride è un passo avanti verso una storia che conosciamo fin troppo bene». Il 14 giugno il Roma Pride tornerà nella capitale per parlare di diritti dopo che l'anno scorso ha portato per le strade un milione di persone.
Rose Villain la madrina perfetta
A questo punto manca solo l'annuncio ufficiale della madrina e Rose Villain, secondo i fan, ha l'energia giusta da dare alla folla in marcia al Roma Pride. Nel suo brano "Fuorilegge" canta un amore proibito ma senza alcun riferimento politico, come richiesto dal festival di quest'anno, eppure la cantautrice si è spesso rivelata una sostenitrice della libertà di essere e amare chi si vuole. «"Hai mai visto piangere un cowboy?" parla di non aver paura dei propri sentimenti e di essere ciò che si è», raccontava in concerto a Livorno parlando dell'omonimo brano (che dice: «Hai paura di quello che senti?/Vuoi lasciarti andare ma non puoi/In mezzo a sognatori e delinquenti»). «Nel mese del Pride più che mai ricordatevi di fare il cazzo che vi pare in amore: amate chi vi pare!».











