Quando il 10 agosto ha giurato amore eterno allo storico fidanzato nella magica cornice della sua Puglia, Nicoletta Manni ha toccato il cielo con un dito, ma era solo l’inizio di un anno indimenticabile. Il 2023, per la ballerina pugliese aveva in serbo un'altra incredibile sorpresa. L'8 novembre alla fine di una recita di Onegin, balletto di John Cranko Onegin nel tempio del Piermarini, la prima ballerina classe 1991 è stata proclamata nuova étoile del Teatro alla Scala di Milano.

«Signore e signori, scusate se interrompo gli applausi», ha detto il sovrintendente della Scala Dominique Meyer subito dopo lo spettacolo, attribuendo a Nicoletta, dal 2014 prima ballerina del teatro meneghino, la massima carica nel mondo della danza. «Faccio tanti complimenti a Nicoletta Manni, ballerina speciale, fantastica. Quando una ballerina brilla così fra le stelle da anni, si possono cambiare le regole e quindi su proposta di Manuel Legris (Direttore del Ballo ndr) ho il piacere di dare a Nicoletta il titolo di étoile», ha concluso Meyer prima di consegnare un mazzo di rose bianche a Nicoletta, visibilmente commossa tra l'ovazione del pubblico e dei colleghi sul palco, in primis del partner di ballo e grande amico Roberto Bolle.

Un annuncio inaspettato (è dagli Anni '80 che la Scala non concede questo titolo, l'ultima ad averlo fu Oriella Dorella) che segna una novità per la Scala. È la prima volta che in Italia viene nominata un’étoile "sul campo", ovvero in scena al termine di uno spettacolo, prassi invece in altri teatri come come il Bolshoi e l'Opéra di Parigi.

Trentadue anni, originaria di Galatina in provincia di Lecce, Nicoletta dopo aver mosso i primi passi nella scuola di mamma Anna arriva alla Scala a dodici anni per frequentare la scuola di ballo. Dopo il diploma nel 2009 si trasferisce alla Staatsballett di Berlino dove resta fino al dicembre 2012 danzando in pezzi classici e contemporanei, per poi tornare nel corpo di ballo della Scala nel 2013 e diventare prima ballerina l'anno successivo. Un'ascesa fatta di sudore, sacrifici e soddisfazione che ha appena raccontato nel libro La gioia di danzare (Garzanti), di cui non vede l'ora di scrivere un nuovo stellare capitolo.

«È chiaro che era una mia aspirazione grande, ma negli ultimi anni non era mai successo che alla Scala fosse nominata una étoile interna, c'era quasi un accordo sindacale. Avevo perso le speranze che accadesse», ha raccontato Manni all'Ansa. Felicità e orgoglio anche per il neo marito, il primo ballerino Timofej Andrijashenko, anch’egli ignaro della sorpresa e commosso quanto lei. «So quanto Nicoletta ha lavorato e sono orgoglioso», ha spiegato, «Noi lo sognavamo ed è un sogno che si avvera».

Insieme dal 2012, nell'estate 2022 sul palco dell'arena di Verona, al termine dello spettacolo Roberto Bolle & Friends, lui le ha fatto la proposta di matrimonio davanti ad un pubblico in estasi. Matrimonio che si è celebrato lo scorso 10 agosto in Salento (con Bolle testimone di nozze), non a caso nella Notte delle Stelle. Tutto torna.