"Don't Say Gay Bill", così è stata soprannominata la legge approvata in Florida alla fine marzo. Il governatore repubblicano, Ron DeSantis, ha firmato un disegno di legge che vieta di parlare di orientamento sessuale e identità di genere nelle scuole dalla materna fino alla terza elementare: non potranno esserci riferimenti al mondo LGBT+ nei libri e gli insegnanti non dovranno parlare di questi argomenti. Questo, secondo gli attivisti, potrebbe influire molto negativamente sulle giovani persone LGBT+ aumentando omofobia e transfobia e peggiorando la loro salute mentale. Eppure c'è chi pensa che questa sorta di censura sia una buona idea. Caitlyn Jenner, ad esempio.
Da quando la legge in Florida è stata approvata, le proteste e le critiche continuano a susseguirsi. Con questa norma il governo potrebbe mettere in atto una vera e propria censura nelle scuole. Secondo Pen America, un'organizzazione no-profit che si occupa di difendere la libertà d'espressione negli USA, la situazione negli istituti americani non è per nulla rassicurante. In un nuovo report ha denunciato «l'allarmante aumento della censura sui libri nei distretti scolastici di tutto il Paese negli ultimi nove mesi». Si tratta di volumi che contengono riferimenti a orientamento sessuale, identità di genere, cultura queer e tutto ciò a cui i conservatori del Don't Say Gay Bill si oppongono. Ma vengono presi di mira e esclusi dalle biblioteche anche libri sul razzismo e contro le discriminazioni. Sono 1500 i titoli i esclusi a livello scolastico nel Paese, solo negli ultimi 9 mesi.
Chi sostiene questo approccio, dichiara che è compito delle famiglie e non degli insegnanti o delle scuole formare i ragazzi su queste tematiche. Jenner, che, dopo la transizione, è spesso ospite di programmi televisivi e show americani, ha detto a Fox Business che sostiene il governatore DeSantis. «Sono stata io ad avere il controllo del destino dei miei figli e di ciò che imparavano a scuola, non un insegnante di matematica. Quindi sì, sostengo Ron DeSantis e ciò che ha fatto», ha detto, scatenando un'ondata di indignazione sui social. Non è la prima volta che Jenner mostra un approccio conservatore nonostante la sua esperienza personale come donna trans sia stata ampiamente documentata (in primis durante Keeping Up with the Kardashians) e abbia segnato i rotocalchi americani. Stavolta, però, la questione è particolarmente delicata.
Si tratta di libertà di espressione e di tutela dei giovani LGBT+ che a scuola sono spesso vittime di bullismo e faticano a integrarsi. Nella ricerca di Pen America i libri già banditi sono molti: il 41% includono personaggi neri, il 33% presentano temi LGBTQI+, il 22% tematiche legate al razzismo e il 9% argomenti che hanno a che vedere con l'attivismo e i diritti civili. Si tratta di romanzi, ma anche libri di storia o biografie come quella di Rosa Parks, Martin Luther King Jr., Nelson Mandela e Malala Yousafzai. Leggi come quella della Florida rischiano di peggiorare drasticamente la situazione favorendo un approccio oscurantista, mettendo in pericolo la libertà di espressione e il benessere stesso dei bambini. «Ogni studente merita di sentirsi al sicuro e benvenuto in classe», ha dichiarato il presidente USA Joe Biden opponendosi alla nuova norma, «I nostri giovani LGBTQI+ meritano di essere rispettati e accettati così come sono. La mia amministrazione continuerà a lottare per la dignità e le opportunità per ogni studente e famiglia, in Florida e in tutto il Paese».













