Forse TikTok si è accorto che la Gen Z è decisamente sensibile alle tematiche LGBT+ o forse sta solo cercando di dimostrarsi migliore di Instagram. Fatto sta che, mentre Meta è alle prese con violenze sessuali e misoginia virtuale, la piattaforma video ha dichiarato un cambio nella propria policy: d'ora in poi su TikTok saranno vietati contenuti misogini e discriminatori verso la comunità LGBT+. Ok, ma questo nella pratica cosa significa?

«Sebbene queste ideologie siano state a lungo vietate su TikTok, abbiamo sentito dai creatori e dalle organizzazioni della società civile che è importante essere espliciti nelle nostre Linee guida della community», ha dichiarato Cormac Keenan, responsabile della sicurezza di TikTok. L'app ha da poco aggiunto la possibilità di inserire i pronomi nelle biografie degli utenti e ora ha esplicitato nel suo regolamento il divieto di deadnaming, ossia di chiamare una persona trans con il nome pre-transizione e di misgendering, ovvero negare a una persona la propria identità sessuale. Ha anche proibito i contenuti misogini e quelli che supportano le terapie di conversione per "curare" l'omosessualità. Non si tratta di qualcosa di scontato: a oggi Twitter è l'unica altra grande piattaforma social che proibisce esplicitamente il deadnaming e il misgendering nella sua policy contro odio e molestie. Facebook e Instagram vietano i contenuti che promuovono la terapia di conversione, ma gli ultimi report parlano ancora di pagine di terapia di conversione in arabo mai smantellate.

Sarah Kate Ellis, presidente e CEO dell'organizzazione per la sicurezza nei media GLAAD, ha dichiarato in un comunicato stampa che il nuovo aggiornamento nelle policy di TikTok «alza lo standard per la sicurezza LGBTQ+ online e invia un messaggio che altre piattaforme che affermano di dare la priorità alla sicurezza LGBTQ dovrebbero seguire». TikTok, però, è ben lungi dall'essere primo della classe. Nel settembre 2020 è stato aspramente criticato per aver bandito diversi hashtag LGBTQ+ e, a giugno, un rapporto di Media Matters ha rilevato che i video di "ex gay" sulla piattaforma stavano ancora ricevendo centinaia di migliaia di visualizzazioni nonostante il divieto di contenuti a favore della terapia di conversione. GLAAD ha dato a TikTok e a tutte le altre principali piattaforme di social media un voto negativo nel suo indice di sicurezza dei social pubblicato a maggio 2021: anche quelle con policy più restrittive faticano a mettere in atto i buoni propositi. Passo avanti reale o rainbow washing, c'è quindi da chiedersi: è probabile che lo scopriremo presto.