Tanto per cambiare sui social sta spopolando un nuovo ennesimo trend, che questa volta arriva nel nostro Paese direttamente da Parigi! E chi siamo noi per non parlarvene? Del resto, se l'occhio vuole la sua parte, gli algoritmi di TikTok e Instagram hanno decisamente ottenuto i video più virali e glamour dell'anno. Dimenticate i vecchi cupcake pasticciati o i classici macarons (qualche anno fa si trovavano solo quelli, ricordate?). Oggi la nostra dose di dolcezza passa per un nuovo dolce irresistibile (che io ammetto di non aver ancora provato). State scorrendo i vostri feed e, improvvisamente, appare un limone di Sorrento, una fragola gigante, una mela lucidissima, un mandarino super colorato e un arachide enorme così perfetti da sembrare pronti per un cesto di frutta bio a km zero. Eppure basta attendere metà video per la maggior parte ASMR e un coltello per svelare l'inganno. Niente vitamine (i nutrizionisti apprezzeranno), ma solo un'esplosione di mousse e glassa. È la frutta realistica, l'ultimo travolgente trend dell'alta pasticceria che ha conquistato la Gen Z con hashtag come #FakeFruit e #TrompeLoeil, trasformando il dessert in un'esperienza da milioni di visualizzazioni.



L’effetto Cédric Grolet: dove tutto è iniziato (a 20 euro al pezzo)

Aggiungi Cosmopolitan alle tue fonti su Google

Per capire l'origine di questo assaggio di massa dobbiamo volare a Parigi, precisamente in Rue de Rivoli, all'interno del lussuosissimo hotel a cinque stelle Le Meurice. È qui che lavora il pioniere indiscusso di questa tecnica, il Direttore della Pasticceria Cédric Grolet. Proprio lui infatti ha creato questo dessert moderno trasformando le monoporzioni in vere e proprie sculture di design. I suoi frutti iconici lasciano a bocca aperta per la cura dei dettagli, al punto che ogni singola replica richiede ore di complessa lavorazione artigianale e una precisione quasi chirurgica. Prendiamo il suo leggendario limone come esempio. Lo chef ricrea la buccia rugosa stendendo uno strato sottilissimo di cioccolato bianco o burro di cacao su stampi, per poi sfumarlo a mano con l'aerografo per imitare persino le imperfezioni e le sfumature verdi del frutto acerbo. La stessa magia avviene con la mela, lucidissima e bagnata da gocce di zucchero che simulano la rugiada mattutina, o con le ciliegie giganti e i frutti della passione, completati con piccioli veri e foglie edibili per confondere del tutto lo sguardo. No, lasciate stare la frutta di marzapane. Qui infatti non troverete pan di spagna, ma diverse consistenze di mousse e un cuore liquido e acido di gelée di frutta fresca concentrata. Una vera esperienza anche economica, dal momento che nella boutique parigina di Grolet costa circa 20 euro a pezzo, un prezzo che non frena affatto i clienti (disposti a fare file chilometriche pur di aggiudicarsi il video con più views). E come dargli torto?

La frutta fake sbarca (anche) in Italia, dove trovarla

Come ogni tendenza che si rispetti, la frutta realistica è diventata ormai virale in tutto il mondo (Italia compresa). Nelle vetrine delle pasticcerie italiane, da Milano (nel nuovissimo locale di Alberto Magrì) alla Fabula Patisserie di Roma, dal Gran Caffè Gambrinus di Napoli alla Pasticceria Piemontese di Cagliari, la frutta realistica è arrivata con un tocco decisamente più accessibile, dato che queste monoporzioni d'autore si trovano a circa la metà del prezzo parigino, muovendosi generalmente tra gli 8 e i 10 euro. Questo ha permesso a chiunque di cedere alla tentazione golosa del momento. Inoltre, i nostri pasticceri hanno saputo italianizzare il trend celebrando le nostre eccellenze territoriali. Accanto ai classici della pasticceria francese sono così comparsi i finti limoni di Sorrento con cuori di lemon curd e sfoglia croccante, pesche saturnine profumate alla vaniglia, albicocche vellutate e persino fette di anguria in miniatura fatte di mousse al pistacchio e gocce di cioccolato. A volte, farsi ingannare, non è poi così male.