A guardare il trailer di Heartstopper Forever, in arrivo su Netflix il 17 luglio, ci sarebbero tantissime cose da dire. C'è la vertigine del futuro, quella che arriva quando ci si affaccia all'età adulta e ci si accorge che tutto sta cambiando: le amicizie, gli amori, le paure, perfino il modo in cui guardiamo noi stessi. C'è quella malinconia dolce che accompagna ogni ultimo capitolo e che chi è cresciuto con Nick e Charlie riconosce immediatamente.



Eppure, guardando quelle immagini, viene spontanea soprattutto una domanda. Perché, arrivati fin qui, Alice Oseman e il team creativo di Heartstopper hanno scelto di chiudere una delle serie più amate della Gen Z con un film e non con una quarta stagione? La risposta? Meno produttiva, più romantica, quasi, proprio per rimanere nel tema: «Quando ci siamo avvicinati al film abbiamo capito che avevamo due possibilità», racconta Alice Oseman a Teen Vogue, «Potevamo continuare a raccontare un po' tutti i personaggi, riducendo ogni storyline. Oppure concentrarci davvero su Nick e Charlie. Ho pensato che sarebbe stato migliore un film perché avremmo potuto fare proprio questo viaggio, senza la sensazione di lasciare troppe cose a metà».

Heartstopper è cresciuto insieme al suo pubblico

Se la prima stagione parlava delle farfalle del primo amore e la seconda del coraggio di mostrarsi per ciò che si è, oggi Nick e Charlie si trovano davanti a domande completamente diverse. Il futuro. L'idea che l'amore, da solo, non basti più e si debba imparare a convivere con la vita. Per Alice Oseman questo cambiamento era inevitabile: «Ogni volta che siamo tornati a Heartstopper abbiamo cercato di far crescere un po' lo show, perché volevamo che crescesse insieme ai personaggi e al pubblico». Un cammino insieme al pubblico, una scelta vincente se si pensa che se chi guardava Heartstopper nel 2022 poteva avere la stessa età di Nick e Charlie. Oggi tutti sono cambiati. Chi è fuori dal set, chi è sul set e chi è frutto dell’immaginazione e della fantasia. Si vive una trasformazione, nei letti che diventano per due, nelle abitudine, nelle domande.

In Heartstopper Forever si parla di un amore meno fiabesco, più adulto

In Heartstopper Forever c’è tutta l’evoluzione della relazione tra Nick e Charlie. La loro intimità, il loro amare. Una serie entrata nelle case ormai quattro anni fa per la sua dolcezza, delicatezza, e il suo romanticismo quasi letterario. Ed è così che Alice Oseman, la scrittrice delle grafic novel da cui tutto è nato, ha dovuto fare anche i conti con molti fan che chiedevano la rappresentazione di un amore fiabesco fino alla fine, e meno adulto. «C'è sempre stato molto dibattito sul fatto che ci fosse o meno sesso in Heartstopper - ha spiegato Oseman - Ma ho imparato che bisogna raccontare la storia che si vuole raccontare. Quando una serie diventa così grande non puoi accontentare tutti». Non una provocazione, ma un’evoluzione naturale dei suoi personaggi che continua a spiegare così: «Nick e Charlie sono quasi adulti. Sappiamo che il sesso fa parte della loro relazione e ci è sembrata una cosa naturale da raccontare. Succede anche nei libri».

Heartstopper non perde la sua dolcezza, ma è la stessa a vivere un'evoluzione. Più matura, adulta, anche razionale. Una dolcezza che ci tiene per mano durante la crescita, avvicinandoci alla vita adulta. E così si accetta un nuovo romanticismo, si accettano nuove responsabilità e si accolgono i demoni dei grandi, meno complessi di quelli adolescenziali, ma più tenebrosi. Si guarda al domani, a quello che sarà, a quello che Nick e Charlie saranno. Un finale, quindi, da vivere tutto d'un fiato. Dove ognuno troverà il suo posto. Sperando di rimanere ancorati, ancora, a un unico messaggio: che anche da adulti si può vivere di un amore gentile.