C’era una volta Il trono di Spade. E c’è ancora, in una forma o nell’altra. In libreria, certo, con i romanzi di George R.R. Martin, ma anche in TV: dopo House Of The Dragon, infatti, è il turno di A Knight Of The Seven Kingdoms, dal 19 gennaio su HBO Max Italia. Tratto dall’omonima novella ambientata circa un secolo prima degli avvenimenti di Game Of Thrones, il racconto segue un incontro bizzarro tra un giovane e un po’ maldestro cavaliere errante, Dunk (l’irlandese Peter Claffey), e un bambino che vuole fargli da scudiero, Egg (Dexter Sol Ansell).

Entrambi orfani, tutti e due “soli” e “abbandonati”, cercano di unire le forze loro malgrado per conquistarsi un posto nel mondo che profumi di libertà e di valore.

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HBO


Dunk ha appena seppellito il suo mentore e deve provare la propria caratura morale per essere a tutti gli effetti un cavaliere rispettabile, ma è povero in canna, ha solo tre cavalli, uno scudo e una spada e ha l’aspetto di un servitore più che di un “ser”. Ecco perché decide di partecipare al torneo di Ashford e confrontarsi così in varie sfide che potrebbero portarlo alla gloria, alla vittoria e alla possibilità di un lavoro dignitoso al servizio di qualche nobile casata.

In realtà le sue chance sono bassissime e già le difficoltà per partecipare all’evento sembrano insormontabili. Il tutto, comunque, viene raccontato con leggerezza e ironia, in modo totalmente diverso dall’austerità e dalla serietà della serie-madre.

market scene in a medieval setting with people interactingpinterest
Steffan Hill//HBO

Quando tutto sembra andare a rotoli si scopre una verità incredibile: Egg non è altro che Aegon Targaryen, della famosa dinastia dei draghi. Il bambino è in effetti il bisnonno di Daenerys (interpretata da Emilia Clarke in Game Of Thrones). Ci penserà una serie incredibile di eventi a trasformare il figlio di un secondogenito, Maekar (Sam Spruell), in un principe regnante. Ma questo riguarda il futuro. Per ora è ancora un bambino, ignaro delle responsabilità che il futuro gli porrà davanti, e non desidera che servire un uomo leale e giusto.

È di questo aspetto che va più fiero il creatore Ira Parker, che durante la premiere romana ha raccontato la bellezza e la difficoltà di questa storia. Il quarantenne, che ha già fatto parte del team creativo di House Of The Dragon, ha spiegato in cosa il progetto differisce dalla serie-madre: «Tutto ruota attorno a Dunk – parole sue – un ragazzo semplice, affamato di vita, pieno di ambizioni e onesto. Certo, non ha le abilità necessarie per la sua impresa ma trova nell’amicizia con Egg il centro nevralgico del suo cammino. Si vede che il bambino è istruito, ha buone maniere e vanta un carattere d’oro. Ecco perché alla fine hanno bisogno l’uno dell’altro, dal momento che si sentono soli. Quello che emerge dalla loro vicenda è: cosa ci rende davvero una famiglia? Loro si riconoscono, anche se non riescono a dare un nome al rapporto».

Ancora una volta, tutto riporta allo scrittore: «L’ho conosciuto nella sua casa a Santa Fe e ci siamo accorti di amare le stesse cose e di voler realizzare una serie senza draghi o morti truculente, ma con un tono divertente anche se ambientata a Westeros». Pare che abbiano parlato di tutto tranne che dell’elefante nella stanza, ossia se o quando Martin scriverà il finale de Il trono di Spade: «Io non gliel’ho chiesto – mette le mani avanti Ira Parker – ma sono certo che succederà prima o poi».

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Steffan Hill//HBO

Sul punto di vista della storia di A Knight of the Seven Kingdoms gli fa ecco l’attore Peter Claffey: «Dunk ed Egg sono due personaggi che in circostanze normali non si sarebbero mai incontrati perché vengono da mondi diversi. Non avrebbero avuto alcun legame profondo e invece nella serie sviluppano un legame simbiotico e imparano l’uno dall’altro».

Ma la cavalleria esiste ancora? A sentir lui sì, o meglio «bisogna riscoprirne i valori, a partire dalle piccole cose e dalla gentilezza. Io, ad esempio, nella mia quotidianità cerco di essere umile e comportarmi da persona perbene. D’altronde oggi essere un eroe vuol dire non necessariamente fare gesti eclatanti, ma saper rispettare la dignità degli altri e al tempo stesso conoscere la tua forza e i tuoi punti deboli».

Peter Claffey è un ragazzone irlandese di quasi due metri, cresciuto con le storie de Il Trono di Spade, senza immaginare lontanamente che ne avrebbe preso parte. Ancora non ha il polso di come e quanto il fenomeno della serie esploderà ma sicuramente dopo l’arrivo delle prime puntate sulla piattaforma streaming diventerà un fenomeno globale come i suoi colleghi Kit Harington e Sophie Turner, che peraltro sarà la nuova Lara Croft nella serie Tomb Raider.
Già da qualche settimane è iniziata la produzione della seconda stagione di A Knight Of The Seven Kingdom e il creatore già promette scenari diversi e avventure nuove, ma sempre rispettando il tono scanzonato che ha impostato per i suoi Dunk ed Egg.