Con l'annuncio dei Big in gara al Festival di Sanremo 2026, i bookmaker hanno subito pubblicato le prime quotazioni a scatola chiusa (non avendo ancora ascoltato i brani), disegnando un primo scenario su chi potrebbe trionfare sul palco del Teatro Ariston.

Nonostante il direttore artistico Carlo Conti abbia dimostrato una forte apertura verso le nuove tendenze, includendo nel cast numerosi artisti emergenti e spesso noti per tormentoni diventati virali sui social, le quotazioni dei bookmaker tendono a non premiarli. Infatti, i pronostici continuano a focalizzarsi prevalentemente sui nomi di maggiore esperienza e con un consolidato successo radiofonico, ignorando la potenziale vittoria di quei volti che, al momento, dominano piattaforme come TikTok.

La realtà è che il palco di Sanremo resta un importante punto di incontro tra la tradizione e le nuove generazioni: chi la spunterà?

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Le prime quotazioni di Sanremo 76: chi vincerà? Masini-Fedez e Tommaso Paradiso i più attesi

Non appena il direttore artistico Carlo Conti ha svelato il cast dei 30 Big in gara, l'attenzione si è subito spostata sui favoriti al trionfo. Come da tradizione, le agenzie di scommesse hanno pubblicato le prime quotazioni, offrendo un'istantanea sui papabili al podio.

E, a giudicare dalle quotazioni, la coppia Fedez e Marco Masini sembra partire con un netto vantaggio: il loro successo è quotato intorno a 4,50/5,00, segnale di grande fiducia nella loro collaborazione. Subito alle spalle del duo si piazza Tommaso Paradiso (quotato tra 5,00 e 7,00), al suo tanto atteso debutto in gara ma già considerato come un potenziale vincitore grazie al suo grande consenso popolare.

La schiera dei candidati al podio si allarga con nomi di peso come Arisa ed Ermal Meta (entrambi a 8,00/9,00) e il rapper Luché, che potrebbe fare breccia con il suo stile personale. In seconda linea si muovono artisti come Malika Ayane, Levante e Dargen D'Amico, tutti quotati tra 11,00 e 12,00.

Non mancano gli outsider e i grandi ritorni, anche se poco accreditati al successo: l'icona Patty Pravo, per esempio, torna in gara con una quotazione molto alta, ben 101,00, a dimostrazione che il Festival non si vince solo con la storia, ma con il brano giusto. Queste previsioni, però, rappresentano solo il punto di partenza. Il peso del televoto (34 per cento) e, soprattutto, delle tre giurie (Sala Stampa, Tv e Web, con un peso totale del 66 per cento), promettono di riservare colpi di scena, smentendo le prime ipotesi.

Sanremo 2026, polemiche sul cast e Carlo Conti risponde: «Big non è più un concetto valido»

L'annuncio del cast ha subito innescato, come da copione, le prime discussioni sul web. Se Amadeus ha dato vita a cinque festival con brani molto radiofonici, in questo caso c'è chi accusa Conti di aver lasciato ampio spazio a chi ha avuto successo grazie alle hit sui social. La sua visione invece è un'altra.

Intervistato poche ore fa da RTL 102.5, Carlo Conti ha commentato il polverone con la sua consueta tranquillità, rivelando un approccio quasi ascetico: non legge i social e non si lascia influenzare. Per il conduttore, il vero banco di prova e la parte più difficile non è la conduzione in sé, ma il ruolo di direttore artistico, che definisce una grande responsabilità.

Conti ha spiegato che il criterio fondamentale resta la scelta delle canzoni, un processo che gli toglie il sonno. Da buon vecchio dj, come si è definito, cerca brani che abbiano un forte orecchio radiofonico, capaci di restare nel tempo. Non è un caso che abbia voluto un bouquet di artisti il più variegato possibile, perché Sanremo deve essere uno spaccato della produzione musicale italiana.

Ha sottolineato che il concetto di Big è ormai superato: per sua suocera la Big è Patty Pravo, mentre per un ragazzino è Aka 7even. Per Conti, la forza del Festival è proprio nel mescolare le generazioni. Ha concluso ribadendo la sua speranza di aver avuto un buon fiuto, come nell'anno precedente dove 20 brani su 30 hanno riempito le hit radiofoniche.