Jacob Elordi che ammicca al pubblico radunato intorno al red carpet. Jacob Elordi che, in sala stampa, fissa un punto imprecisato della sala e arrossisce. Jacob Elordi che si commuove davanti allo scrosciante applauso degli spettatori dopo la prima di Frankenstein, il film di Guillermo Del Toro (arriverà su Netflix il 7 novembre) di cui è protagonista. Quante facce dell'attore australiano abbiamo visto durante il suo passaggio alla Mostra del Cinema di Venezia? E a quante, soprattutto, non abbiamo saputo resistere? Ce n'è una in particolare, però, che i fan della prim'ora non possono dimenticare, anche se ormai sono passati quasi 10 anni dalla prima volta che è apparsa sullo schermo. In Noah Flynn di The Kissing Booth, successo commerciale di Netflix che ha lanciato un Elordi all'esordio, c'era già il barlume della star che è oggi? Chi ama l'attore da quel debutto sostiene di sì,
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Il Noah di Jacob Elordi in The Kissing Booth era un bad boy dal cuore tenero. Ci ha conquistati così
Oggi a posteriori sappiamo che Jacob Elordi ha fatto di tutto per distanziarsi dal ruolo che lo ha lanciato: subito dopo aver chiuso il ciclo di The Kissing Booth - 3 film usciti tra il 2018 e il 2021, tutti incentrati sulla storia d'amore e di crescita di Elle (Joey King) e Noah (Elordi) - l'attore si è lanciato a capofitto nel progetto di Euphoria, trasfigurandosi nell'antieroe Nate, praticamente la versione oscura e tossica del tormentato (ma dolce) Noah. Una scelta artistica precisa, poi portata avanti con il ruolo di Elvis nel film di Sofia Coppola Priscilla e con quello del viziato e indolente Felix in Saltburn di Emerald Fennell. Attualmente Elordi è sul set di Cime Tempestose diretto sempre da Fennell, remake contemporaneo in cui interpreterà il malessere per eccellenza della letteratura, ovvero Heathcliff. Noah Flynn, il ragazzo popolare, ribelle, irascibile e disposto a tutto pur di proteggere il suo fratellino Lee (Joel Courtney) e la migliore amica di lui Elle, oggi sembra lontano anni luce, percorso di affrancamento che lo Jacob Elordi sembra aver abbracciato con gioia, un modo per riscrivere la sua storia di attore dopo l'esordio nel teen drama di Netflix.
Jacob Elordi: uno, nessuno e centomila
Eppure il Noah di The Kissing Booth è rimasto ben saldo nell'immaginario collettivo, i fan di Jacob Elordi non sono disposti a dimenticarlo, a farlo finire nel dimenticatoio. In quella serie di film, scritti per raggiungere e conquistare un pubblico di giovani adulti seguendo tutti i cliché dei teen romance, l'attore australiano ha palesato senza ombra di dubbio la sua grande capacità trasformativa, una skill che sarebbe poi tornata utile anni dopo, quando si è messo a limare la sua carriera accettando ruoli controversi e spesso disturbanti. Noah, invece, è tutto tranne che disturbante: il suo coming-of-age è molto lineare e nei tre film della saga lo vediamo crescere e maturare in parallelo alla storia d'amore che intreccia con Elle, la migliore amica del suo fratellino. Il finale dolceamaro della serie, che vede i due protagonisti allontanarsi per non ferirsi a vicenda e per non diventare co-dipendenti l'uno dall'altro, inquadra il personaggio interpretato da Elordi come finalmente compiuto, lontano dall'instabilità degli anni del liceo. In quel finale aspro e onesto, oggi possiamo dirlo con certezza, già si dischiudeva la personalità artistica dell'attore - che sa essere uno, nessuno e centomila, calzare innumerevoli maschere e poi tornare se stesso, svelando un po' del suo mondo interiore, come quando si è messo a piangere dopo la prima di Frankenstein a Venezia - un ruolo che forse oggi non lo rappresenta più ma che ha lasciato un solco nel cuore di chi lo ha amato dal primo momento senza sapere cosa sarebbe venuto dopo.












