Un viaggio sulle montagne russe emotive con l’opera lirica come colonna musicale. La fiction “Belcanto”, dal 24 febbraio su Rai Uno, parla di sentimenti, ribellioni e passioni nell’Ottocento attraversando diverse generazioni. Accanto ai veterani del mestiere come Vittoria Puccini e Carmine Recano o Andrea Bosca troviamo la debuttante Adriana Savarese e il giovanissimo Andrea Verticchio, che nella serie interpretano rispettivamente gli innamorati Carolina e Saverio. Lei è figlia della protagonista Maria (Vittoria Puccini), lui un orfano che cerca di trovare la sua strada grazie al suo talento per la musica, anche a costo di lasciare la sua bella Napoli.

Il progetto, diretto da Carmine Elia, vanta un team notevole di cast e crew, tra cui anche il regista di backstage Daniele Santonicola.

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Durante i moti rivoluzionari di Milano, i personaggi sono animati da emozioni diverse e a volte contrastanti. Maria, ad esempio, ha un debole per la primogenita Antonia (Caterina Ferioli) e fa di tutto perché il maestro Crescenzi (Vincenzo Ferrera di “Mare fuori”) la prenda come sua allieva. Ma c’è anche chi come Enrico (Giacomo Giorgio) combatte con la penna, da poeta qual è.

Partiamo da te, Giacomo: chi è il tuo alter ego nella serie?

Giacomo Giorgio: «Di sicuro il più politico di un racconto attualissimo che parla di emancipazione femminile, un tema oggi ancora presente perché le donne non hanno ancora uguaglianza e purtroppo è disgustoso. Per questo non ascolto canzoni che le oggettivizzano o che parlino solo di droga o macchine».

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Da altro protagonista giovane maschile del gruppo, cos’hai imparato da questa esperienza?

Andrea Verticchio: «Ho sentito una responsabilità enorme di dare tensione emotiva al personaggio, che nella vita ne ha passate tante, tra ambizioni e fragilità. Ed è squisitamente umano nel suo viaggio quotidiano».

Come descrivesti la tua Carolina, considerata un po’ da tutti una ribelle?

Adriana Savarese: «È pura e speciale ma anche un gatto randagio combinaguai, molto diversa da me che sono pacata e disciplinata. Ma il bello è stato uscire dalla comfort zone e fare cose che nella vita non farei perché sbagliate, insomma mi sono svestita di responsabilità».

Su Antonia, invece, punta tutto la madre. Lei come si sente?

Caterina Ferioli: «Soffre perché è il motivo per cui la famiglia deve sopravvivere. Fa un percorso di tristezza, invidia, contro la stessa morale».

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La madre, infatti, vuole a tutti i costi che diventi famosa nella lirica. Vittoria, com’è stato tornare in una serie in costume?

Vittoria Puccini: «Da fan del genere e da attrice non vedevo l’ora di confrontarmi nuovamente con questo genere, nonostante i moltissimi ciak di notte al freddo e sotto la pioggia. Ma sono orgogliosa di questo progetto pieni di colpi di scena».

Come ti sei appassionata alla lirica?

Vittoria Puccini: «I miei nonni mi portavano ogni estate in Versilia al mare dove avevano una casa. Io ero alle elementari ed era un rito partecipare al festival di Torre del Lago Puccini».

A Pretty Woman si attorcigliavano le budella ascoltando le arie. E a te?


Vittoria Puccini:
«Su "Amami Alfredo" capita anche a me. Per una miniserie Rai ho interpretato Violetta, la mia opera preferita resta La Traviata».

Che rapporto hai con la musica?

Carmine Recano: «Sono nato in una città con una grande tradizione musicale, Napoli, ricordo da piccolo il primo concerto di Pino Daniele allo stadio, insomma è stato quasi un processo naturale. Oggi metto le cuffiette anche prima di entrare in scena, è liberatorio e ascolto di tutto, a prescindere dal genere».

È vero che avete fatto cinque mesi e mezzo di preparazione lirica pur cantando in playback?

Caterina Ferioli: «Sì, io per il provino ho cercato “lirica di base” su Youtube e ho portato “Il barbiere di Siviglia”».

Adriana Savarese: «Sul set ho capito che il lipsync non è come quello della musica pop (io poi mi sono affacciata alla lirica per la prima volta proprio con “Belcanto”). Non basta solo la voce, ma servono la postura, i movimenti, la mimica, il mento alto. E anche se eravamo stonate dovevamo fare uscire dei suoni dalla bocca comunque e crederci per farlo credere al pubblico».

Il cast sarà al Festival di Sanremo. È contento?

Vincenzo Ferrera: «Io purtroppo non potrò andarci ed è un gran peccato, da grande appassionato dei Duran Duran quale sono…».