Dopo aver rivelato i 30 nomi che faranno parte del cast vocale di Sanremo 2025 nel corso dell'edizione delle 13.30 del Tg 1 dell'1 dicembre, Carlo Conti ha tirato un sospiro di sollievo, poi ha aggiunto di poter finalmente tornare a «dormire la notte» dopo le settimane di patimenti legate alle scelte degli artisti in gara per il suo grande ritorno all'Ariston. Sono stati, in effetti, giorni di grande hype, un senso di attesa risorto e poi alimentato dai Festival di Amadeus che si è mantenuta intatta anche in vista della nuova edizione condotta da Carlo Conti. Big alla mano, il sapore di Sanremo 2025 non pare volersi discostare, almeno discograficamente, da quelli che l'hanno preceduto: nonostante le caute affermazioni del conduttore alla vigilia dell'annuncio circa la volontà di mantenere il pop sovrano a discapito di musica di denuncia e del rap, l'elencone dei Big sembra ricalcare in tutto e per tutto lo schema imposto da Amadeus. Un'ossatura senz'altro vincente, questo è sicuro (almeno finché la bolla sanremese non esplode), ma che non offre alcun guizzo di novità, almeno non in termini di spettacolo: tutto è nuovo, almeno sulla carta, eppure tutto sembra uguale.
Conti e il suo team artistico sembrano aver distribuito, come in un grande diagramma a torta, gli ingredienti del perfetto Sanremo GenZ approved - dato che sono proprio i ragazzi, furbescamente attirati dalle line up di Amadeus, ad aver risollevato le sorti dello spettacolo dopo anni di declino musicale e televisivo - diversificando la lista di nomi e dunque di possibili canzoni in gara su più livelli, tutti ultra efficienti. Dunque c'è il cantautorato che a un Festival della canzone italiana mai dovrebbe mancare (con Brunori Sas, Simone Cristicchi, Lucio Corsi e Joan Thiele a brillare tra le sorprese del prossimo anno), la quota rap/trap con Emis Killa, Fedez e Tony Effe (che nelle previsioni, almeno per quanto riguarda i primi due, avrebbero dovuto concorre insieme e invece no, si va di partecipazione singola), la necessaria dose di pop al femminile ben rappresentato da Gaia, Elodie e Giorgia (reduce dal successo trionfale come conduttrice di X Factor), l'elemento vecchie glorie (Marcella Bella, Massimo Ranieri) e, seppur in misura minore di quanto si era immaginato alla vigilia dell'annuncio, quel pizzico di Amici che non guasta mai (con Sarah Toscano).
Sulla carta funziona già tutto e funzionerà, ne siamo certi, anche sul piano discografico: Conti ha fatto bene i suoi calcoli e ha deciso che non valeva la pena cambiare la formula dello show, almeno finché regge bene il colpo dello share e tiene saldo l'hype sui social. E così hanno fatto gli artisti in gara, molti dei quali con un nuovo disco in arrivo, un tour nei palazzetti o negli stadi (come Elodie e i Modà) a cui il push sanremese serve sempre, o una carriera da consacrare, lanciare definitivamente o rilanciare una volta per tutte.
Come hanno reagito gli artisti in gara? Tra gag e contenuti parodici, shooting ad hoc e giochi di parole («Ci son cascato di nuovo», ha scritto Lauro citando una sua nota canzone) hanno tirato fuori prontamente la foto o il video da pubblicare dopo l'annuncio di Carlo Conti in tv. Un riflesso del fatto che Sanremo è rinato grazie ai social e allo streaming - e dunque ai personaggi che sono forti con i primi e con i secondi - ma che con la prossima edizione rischia di veder vacillare l'equilibrio conquistato negli ultimi anni se non si trova una formula, oltre la musica, capace di tenere il pubblico incollato alla tv.
Alessandro Cattelan, conduttore della serata finale e poi del Dopo Festival, certo è un ottimo diversivo: quanto meno sul palco dell'Ariston salirà una persona capace di portare avanti una conversazione brillante in inglese e dunque di accogliere gli eventuali super ospiti internazionali che verranno.











