"Adorare" è un termine che associamo comunemente a un sentimento puro che include, nel range di possibili significati, anche i concetti di dedizione, passione, desiderio e, su tutti, di amore incondizionato. Chi "adora", insomma, non può volere male. Chi "adora" ci tiene a te oltre misura. Chi "adora" è mosso dal più alto tra gli impulsi. Nel 2020 la scrittrice e sceneggiatrice Alice Urciuolo (SKAM Italia, Prisma) ha usato il termine come titolo del suo romanzo d'esordio, trasformando quell'Adorazione in un sentimento ostile, velato, pieno di vergogna, ambiguità e ossessione. Quel romanzo aveva fatto breccia non solo nei lettori più giovani - i protagonisti della storia sono un gruppo di adolescenti - ma anche in un pubblico anagraficamente più alto perché aveva saputo registrare, grazie a una scrittura vivida, cruda e anche grafica, le grida d'aiuto, i drammi, le paure dei ragazzi, oltre che i fallimenti degli adulti, in una feroce critica generazionale che, nel 2021, si è guadagnata anche un posto tra i finalisti del Premio Strega.

Il 20 novembre, su Netflix, è arrivata in sei episodi Adorazione, versione televisiva liberamente tratta dal romanzo diretta da Stefano Mordini (già alla regia del lacerante La scuola cattolica dedicato alla strage del Circeo) con un cast di attori emergenti molto convincenti e di cui sentiremo parlare non poco nel prossimo futuro. Noemi Magagnini e Alice Lupparelli sono le protagoniste Vanessa e Elena; Penelope Raggi è Diana, personaggio attorno a cui, almeno inizialmente, Urciuolo (che non ha preso parte al progetto come sceneggiatrice) ha costruito il romanzo; Tommaso Donadoni è Enrico, il fidanzato di Elena; Vera, la cugina di Vanessa è interpretata da Beatrice Puccilli; ci sono anche Federico Russo, Barbara Chinchiarelli, la cantante Noemi e l'attrice Ilenia Pastorelli nelle vesti due madri complicate, con problemi enormi e figli che non riescono a capire.

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CAMILLACATTABRIGA//Netflix
Il cast di Adorazione

Di cosa parla Adorazione su Netflix e differenze col romanzo

A differenza del romanzo - chi lo ha letto sa - la serie racconta i fatti che precedono e seguono la sparizione di Elena (Lupparelli), una ragazza popolarissima, catalizzatrice di delle voglie e delle invidie dei suoi coetanei che vive sempre sopra le righe e ha un pessimo rapporto col padre, che la reputa un cattivo esempio. Vanessa, la sua migliore amica (Magagnini), è figlia di una madre che la vuole, perfetta e popolare, tra le braccia del ricco Gianmarco (Luigi Bruno) e che proietta su di lei i suoi sogni di ragazzina nata in un contesto sociale umile: alla scomparsa di Elena, volata via per una ragione che grida attualità da ogni angolazione, Vanessa comincerà a scavare sotto la maschera dell'amica, capendo che il suo travestimento è solo un modo per nascondere qualcosa di terribile e provando anche ad affermarsi come persona diversa da quella che sua madre desidera avere come figlia. A differenza del romanzo originale, in cui i fatti sono raccontati a un anno dalla sparizione di Elena restituendo al lettore una vicenda di fatto già compiuta, la serie si muove sul filo del presente, rendendo la ricerca di Elena, e tutte le dinamiche che questa scomparsa smuove nel suo gruppo di amici, il cuore della sceneggiatura.

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CAMILLACATTABRIGA//Netflix
Noemi Magagnini e Luigi Bruno

Nella serie come nel romanzo rimane invece centrale l'ambientazione: Adorazione ha come sfondo l'Agro Pontino, nel Lazio, più precisamente le città di Pontinia e le spiagge di Sabaudia. Raccontare la provincia e quello che ti fa, come ti forma, come ti fa scappare o ti fa tornare, è qualcosa che solo chi è nato a un passo dalle grandi città riesce a fare con precisione. Urciuolo per il romanzo non a caso ha sfruttato una geografia che ben conosce, essendo nata e cresciuta in questi luoghi. Quelli che fanno da sfondo ad Adorazione (ma chi è cresciuto in provincia, una qualunque provincia italiana, sa bene di cosa stiamo parlando), sono posti in cui si cresce e si evolve guardando da lontano realtà magnifiche in cui tutto può succedere e in effetti tutto accade, in cui le strade si snodano su piani infiniti e non solo su una linea dritta, in cui tutto è fermo, gesti e parole si ripetono all'infinito, la scuola, il bar, il campetto di basket sono luoghi unici e non una scelta tra tante, il bus che porta a scuola fa una strada sempre uguale e le persone che incontri sono sempre le stesse, senza variazioni sul tema. I protagonisti di Adorazione vivono immersi in questo set ripetitivo e frustrante e vogliono scappare a Roma, dal primo all'ultimo: circondati da genitori per lo più disfunzionali, si sentono incompresi e inascoltati. Ed è in questo clima che Elena scompare e nulla sarà più come prima. Per nessuno.

Bonus track: la colonna sonora

Madame con la sua potentissima "Quanto forte ti pensavo" e l'inedito "Ghost Town", e poi Fabri Fibra con "Adorazione", questi ultimi scritti appositamente per la serie sono alcuni dei brani vecchi e nuovi che scandiscono la narrazione, raccogliendo in sei episodi il meglio della musica elettronica, trap, strumentale e beat urban amata dalla GenZ. Come ha raccontato Giulia Tagliavia che si è occupata della colonna sonora, «Alle musiche espressamente composte si alternano brani di repertorio che puntellano momenti specifici della vita dei protagonisti, ne incarnano la contemporaneità, quella perenne ricerca di emozioni della vita che scorre in provincia e che solo il testo di una canzone a volte sa raccontare». Questo è Adorazione. Ed ecco perché piacerà.